E, poi, è arrivato “Quel giorno”. Valentina Farinaccio racconta “l'attimo che ha cambiato tutto”

“Quel giorno. Racconti dell’attimo che ha cambiato tutto” di Valentina Farinaccio è stato presentato anche a Campobasso. Si tratta dell’ultimo libro dell’autrice che vanta già due romanzi di successo.
 
Avete presente quel lunedì in cui decidi di iniziare la dieta e scatta una volontà interiore che, poi, a dieta ti ci fa stare davvero, almeno per un poco? Ecco, quello, in alcuni casi, può essere definito "il lunedì della vita" perché una dieta non è solo perdere peso ma abitare in un nuovo corpo, avere una nuova percezione di sé, vedere allo specchio una nuova immagine... Il “lunedì della mia vita” non è stato quello in cui, finalmente, ho iniziato una dieta. Il “lunedì della mia vita” è stato in piena primavera, dopo aver risposto ad un messaggio di “buon compleanno”.  A quel WhatsApp avrei potuto non rispondere, rispondere “grazie” o scrivere tutto quello che c'era da dire. Da quel lunedì, ho raccolto, ricomposto, scomposto. Ho gettato, tagliato, rimodellato.  Ho fatto retromarcia, ho messo la quinta e, poi, ho lasciato tutto così, per vedere cosa sarebbe successo. Per un periodo è rimasto tutto, lentamente, in attesa. Attesa e camminate. Attesa e notti insonni. Attesa e tante ore a casa. Attesa e grossi manuali da studiare. E nel bel mezzo, Franco Battiato, Francesco Piccolo, Lucio Battisti, Chiara Gamberale, Lucio Dalla, Gail Honeyman, Francesco Guccini, Valentina Farinaccio con  “Le poche cose certe” (secondo romanzo della scrittrice, edito Mondadori). Un libro finito in sei ore e, poi, riletto con calma. Tra quelle pagine, ho temuto di diventare come Arturo, il protagonista del romanzo, che “non muoveva passi verso l’ignoto, per paura di una vita vera” con il risultato di una “vita fasulla, come quella delle formiche inoperose”. No, così no. Così, la vita non vale. Ho messo fine all’attesa e mi sono messa all’opera. Ho iniziato a camminare non per ingannare l’attesa ma per raggiungere l’obiettivo. Poi, lo stop in un pomeriggio di piena estate. L'occhio mi è caduto su “La strada del ritorno è sempre più corta” (Mondadori), il primo romanzo di Valentina Farinaccio. Quel libro non lo avevo mai letto, anche se avevo partecipato alla presentazione, anche se ne avevo sentito molto parlare. Quel libro non lo avevo mai letto per paura di ciò che mi avrebbe detto. Alla fine, è giunto il famoso scatto -come quello del lunedì in cui la dieta inizia, per davvero- e l'ho comprato. Ho messo in pausa un libro della Fallaci per dedicarmici. L'ho letto, tutto d'un fiato, e, tra le ultime pagine, mi ha restituito il pezzo mancante del puzzle,  la genesi, lì dove tutto ha avuto inizio: “Nonna Clelia –la nonna della protagonista del romanzo-  guarda la televisione, solo la Rai, però, che Canale Cinque è di Berlusconi e non ha intenzione di concedergli niente, a quel cialtrone”.
 
Anche mia nonna: "Canale Cinque non si guarda -mi raccomandava mia nonna in quei sabato mattina in cui l'asilo era chiuso e io stavo con lei- perché è di Berlusconi". Mia nonna, ancora oggi, evita Canale Cinque. Forse, ora, sarà più per abitudine che per posizione presa. All'epoca non comprendevo il divieto, oggi mi insegna tanto. Ecco, il mio “Quel giorno”, il mio attimo che ha cambiato tutto, il mio attimo dove sono stati gettati i semi di ciò che sono, si trova in quei sabato mattina ricchi di aneddoti, incontri, domande, divieti per imparare. L’attimo di Valentina Farinaccio, invece, si trova nel giorno in cui i suoi nonni si sono incontrati e mai più lasciati. Lo ha raccontato nel libro (“Quel giorno. Racconti dell’attimo che ha cambiato tutto” è l’ultima fatica letteraria dell’autrice. Edito Utet) e lo ha raccontato nella presentazione del libro che ieri, martedì 8 ottobre, si è svolta presso l’Ex  GIL di Campobasso. Fluida. Emozionante. Mai noiosa. Divertente. Ricca di spunti. Dinamica. Piacevole. Sincera. Bella. Sì, è stata una presentazione bella. La scrittrice molisana, accompagnata dal giornalista Enzo Luongo e da Paolo Massari, ha ripercorso, tra foto, video e canzoni, alcuni dei racconti che compongono la raccolta. Tra questi, il primo incontro tra Mogol e Battisti, iniziato con un bel le tue canzoni “non sono granché” e terminato con un sodalizio che ha dato vita a canzoni intramontabili; l’incontro tra una donna che ha fatto la storia ed una donna che è già storia: Jane Goodall  e Greta Thunberg; l’attimo che ha cambiato la vita di Peppino Impastato e quello che ha cambiato la vita di Steve Jobs. Un evento per sorridere ed emozionarsi, ricordare ed imparare, riflettere e chiedersi: quali sono i miei “giorni straordinari, che si credevano normali”?
 
Lu.Co.