Calenda su senologia al Veneziale: ‚ÄúNon distruggiamo una realt√† importante‚ÄĚ

Non si arresta la lotta portata avanti dalla consigliera Filomena Calenda sul reparto di senologia a Isernia. 

“A volte il Molise sembra la regione dell’assurdo, del paradosso. Ci lamentiamo che scarseggiano i servizi, soprattutto in ambito sanitario e poi ci vediamo costretti a dover difendere una delle eccellenze della sanità pubblica, capace di generare mobilità attiva. Ascoltando le richieste degli utenti e di parte della classe politica regionale, me compresa, ha consentito alle pazienti già in lista di attesa di poter essere operate al “F. Veneziale – ha spiegato Calenda –. Terminati gli interventi chirurgici programmati, però, come è ben noto, il Servizio di Senologia erogato dal presidio ospedaliero di Isernia diventerà parte integrante della Unità Operativa di Chirurgia Senologica e Breast Unit del Cardarelli di Campobasso. In termini pratici, dunque, al Veneziale non saranno più effettuati interventi chirurgici complessi alla mammella”.

“A nulla è servita una mozione a mia firma, con cui si impegnava il presidente Toma ad attivarsi per evitare qualsivoglia taglio o ridimensionamento di tutti i servizi sanitari esistenti, in attesa dell’approvazione del nuovo Piano Operativo Sanitario. Nemmeno le proteste e il sit-in, a cui ho preso parte, sono serviti a muovere le coscienze e comprendere che, probabilmente, si sta imboccando una strada sbagliata. Vorrei ricordare a tutti che Senologia di Isernia in questi anni è diventato un servizio sanitario di alta qualità, capace di generare mobilità attiva e di affermarsi come un punto di riferimento extraregionale per tutte le persone affette dalle patologie trattate. 

Il presidente Toma le scorse settimane ha fatto riferimento a un interessante reportage fatto dal Corriere della Sera, in particolare di Milena Gabanelli. Quel reportage l’ho letto anche io – ha continuto Calenda – e tra gli ospedali da evitare non c’è di certo quello di Isernia, dove il rischio di re-intervento è molto basso. Riguardo ai paventati motivi di sicurezza che avrebbero spinto i vertici Asrem ad optare per il Cardarelli, ovviamente non posso entrare nel merito della vicenda, non avendo competenze mediche, ma credo che una domanda possa essere lecita. Si può parlare di bassi livelli di sicurezza riguardo al Servizio di Senologia del “Veneziale” e al contempo autorizzare gli interventi già programmati? 

Rimane, dunque, ferma l’intenzione di fare di tutto per evitare il ridimensionamento del servizio di Senologia di Isernia. La sospensione degli interventi chirurgici alla mammella presso il Veneziale - ha concluso Calenda – potrebbe rappresentare una vera e propria mannaia per il presidio isernino. A catena, infatti, dopo senologia potrebbero scomparire altri importanti servizi sanitari, decretando la definitiva fine di un intero territorio”.