Grande successo per la collettiva d'arte P.A.C.I. 2019: salgono sul podio Graziano Pompili, Nino De Luca e Francino

Si è conclusa lo scorso 27 ottobre la VII Edizione della collettiva d’arte contemporanea, P.A.C.I., ospitata nella galleria dell’Auditorium Unità d’Italia di Isernia. L’edizione 2019, curata da Gioia Cativa e Carmen D’Antonino con la supervisione di Lorenzo Canova, ha visto come tema centrale “l’Arte che incontra il Territorio”. Così come ha spiegato Antonio PallottaDirettore Artistico dell’evento, “Il P.A.C.I. 2019 si propone di investigare il tema dello ‘scenario’ e del paesaggio inteso in senso largo. La scelta del tema nasce dall’osservazione di una ricerca artistica che non tocca solo l’arte come senso tradizionale ma incontra anche l’architettura, soprattutto quella disegnata, e permette di raccontare quel confine che oggi divide la realtà dalle simulazioni sperate, ma anche dalle ipotesi peggiorative. Una realtà soprattutto tradotta in termini di ‘luogo’. Luogo – prosegue Pallotta- è, per esempio, l’Auditorium della città di Isernia, la cui riqualificazione, almeno nelle intenzioni dell’Associazione SM’ART – l’arte sm! , promotrice della manifestazione, è avvenuta per mezzo di uno ‘scenario’ promosso da un processo artistico.
Sono convinto che ci sia un ‘luogo’ in ognuno di noi e il P.A.C.I. di quest’anno è il tentativo certamente non esaustivo di come l’esperienza dello spazio spirituale sia esplorabile attraverso il disegno, inteso nel senso largo del termine, cioè come strumento di controllo e di ‘pianificazione’ di uno spazio determinato, interiore e esteriore. Sono convinto, inoltre, di come sia possibile attraverso il processo artistico, poetico, evocativo, immaginare uno spazio architettonico che non sia necessariamente strutturato attraverso la normale sintassi dell’architettura, cioè attraverso piante, prospetti, sezioni, viste assonometriche ecc. Magari un luogo distopico popolato da cyborg, umanoidi, robot, oppure ameno come un paesaggio della campagna rurale o del mondo sottomarino, oppure ancora quello apocalittico di un asteroide che distrugge il pianeta. Tutte queste ‘visioni’ che disegnano ‘scenari’ abitabili o non più abitabili, rientrano nel discorso dell’architettura disegnata, progettata, simulata, sperata, inevitabile, da sconfessare. Penso che nel sostrato di ogni nostro pensiero ci sia un desiderio di abitabilità. Ogni opera d’arte è anche un topos se vogliamo. Di solito per capire un’opera d’arte provo ad immaginarmi di ‘essere lì’, dentro l’opera, sforzandomi di prefigurarne il luogo che quell’immagine vuole suggerire.  Secondo me infatti, un disegno tecnico senza pensiero non è un disegno di architettura.
Può invece esserlo un ‘disegno’ che si manifesti come una cosa in apparenza lontana dall’architettura ma che in realtà si basa su ragionamenti familiari all’architettura.
Quindi –conclude Pallotta- , in quel caso credo, che subentrino dei processi poetici, se vogliamo artistici, cioè di natura intuitiva”. Ed è così che la rosa dei partecipanti, in tutto 17, non è stata composta da soli “artisti” intesi nel senso classico dell’espressione ma, anche da architetti, fra i migliori esponenti dell’architettura disegnata in Italia come Franco Purini, e poi Carmelo Baglivo, Carlo Prati, Renato Partenope e anche la molisana Rosamaria Faralli, giovane architetto con studio nella città capitolina. La fila degli artisti, invece, è stata composta da Celeste Baraldi, Nino De Luca, Dalip Kryeziu, Max Lippolis, Vilma Maiocco, Fabio Mariani, Giorgio Ortona, Graziano Pompili, Monica Sarandrea e i molisani Francino, Antonio Mazziale e Antonio Pallotta che però partecipa fuori concorso. Tra questi, sono saliti sul podio Graziano Pompili (premio acquisto di euro 1'000,00),  Nino De Luca (una personale presso la “Respirart Gallery” di Giulianova) e Francino (Residenza Artistica presso “La Tavola di Migliandolo”). Ad incoronare i vincitori, una giuria composta da Berardo Montebello, padrone della “RespirartGallery”, Claudio Mogliotti, titolare della residenza d’artista “La Tavola di Migliandolo” e Massimo Sterpetti, Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Isernia che, inoltre, patrocina il P.A.C.I. 2019 insieme alla Comune di Isernia e alla Regione Molise.