Sanità. Toma vince sull'incompatibilità, De Chirico (M5S): "Partita ancora aperta"

Un bel regalo di compleanno per il Presidente Toma, visto che è proprio di oggi il deposito della sentenza della Corte Costituzionale al ricorso presentato dalla Regione, che dichiara illegittima la norma inserita nella legge n. 136/2018 (legge di conversione del decreto "fiscale"), che aveva stabilito l'incompatibilità del conferimento e del mantenimento dell’incarico di commissario ad acta con l’espletamento di incarichi istituzionali presso la stessa Regione soggetta a commissariamento. E' quanto dichiarato dal consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Fabio De Chirico: "In particolare la sentenza dice che la norma inserita in sede di conversione del d.l. n.119 del 2018 è del tutto estranea rispetto alla materia disciplinata dalle disposizioni originarie del decreto stesso. È quindi la violazione del secondo comma dell’art. 77 della Costituzione, "per difetto di omogeneità", il motivo per cui la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, per nessun altro motivo. Tutte le altre censure del ricorso sono considerate "assorbite" da questa, quindi considerate inutili e non dirimenti rispetto alla soluzione della controversia. Quindi certamente non per i motivi che Toma ha fatto intendere e appena riferito all'Ansa, nelle cui parole ci provoca ancora sullo studio delle norme e ci coinvolge nel giudizio come fossimo stati noi ad osteggiare "le posizioni giuridiche da lui espresse", neanche fossimo Avvocatura dello Stato. In verità la Corte conferma una nostra posizione sacrosanta, cioè che "deve ritenersi corretta l’affermazione secondo la quale, una volta constatato il fallimento dei concordati Piani di rientro, i cui risultati sono accertati attraverso le periodiche verifiche effettuate nell’ambito di Tavoli di lavoro cogestiti, l’intervento dello Stato, attraverso l’istituto del commissariamento, coinvolge una fase di intervento sostitutivo ontologicamente riservato, sul piano normativo e gestionale, alle scelte statali, nell’ambito delle attribuzioni devolute e per le finalità indicate dall’art.120, secondo comma, Cost.". Sebbene dia comunque alla Regione la legittimazione "a far valere i vizi di una normativa che, pur se inquadrata nell’ambito dell’esercizio del potere sostitutivo dello Stato", determina "una significativa interferenza nella sfera regionale". Ora questa sentenza non fa decadere i commissari.  C'è un'altra delibera del CdM di nomina, peraltro impugnata al TAR con udienza fissata a febbraio, sì fatta in virtù di una norma modificata da questa costituzionalmente illegittima ma che, se serve, può essere sanata con altra norma, stavolta conforme alla Costituzione. Insomma la partita è ancora aperta e a me sembra che paradossalmente Toma uscirà perdente in ogni caso. Auguri!".