Coldiretti Molise: "Inaccettabili gli aumenti dopo gli incontri dei mesi scorsi"

La Coldiretti Molise interviene sul forte aumento dei canoni di fitto dei terreni stabiliti dalla Fondazione “Pia Unione SS. Annunziata” di Venafro. Criticando aspramente l’aumento dei canoni, l’Organizzazione sottolinea che ciò “penalizza in maniera spropositata le imprese agricole affittuarie”. Tali aumenti giungono del tutto inaspettati, dopo gli incontri intercorsi fra la Fondazione e la Coldiretti, durante i quali si era cercato un ragionevole punto d’incontro fra le necessità di entrambe le parti. “Quello che non riusciamo a comprendere – si legge in una missiva inviata lo scorso 2 dicembre dal direttore regionale di Coldiretti, Aniello Ascolese, al presidente della Pia Unione, avv. Nicandro Vizoco - è il fatto che per ben due volte siamo stati da Lei ricevuti sull’argomento ed in tutte le occasioni di incontro, di fronte alle nostre riflessioni,  ci è sembrato aperto un dialogo ed una disponibilità ad individuare un punto di caduta sostenibile, conseguenza di un corretto confronto. Lo scorso mese di settembre, esattamente il giorno 23 – prosegue Ascolese - venimmo invitati a far pervenire delle proposte in merito. Il risultato è stato quello di ritrovare un importo ancora molto elevato che non cambia assolutamente i termini della questione”.  Coldiretti non può che criticare l’atteggiamento assunto dalla Pia Unione, definendolo “poco corretto” verso l’Organizzazione e le imprese che rappresenta per una serie di motivi: “gli aumenti dei canoni proposti si ritengono sproporzionati e non appropriati rispetto alla effettiva redditività delle aziende, soprattutto zootecniche che utilizzano i terreni seminativi per ricavarne, in generale,  foraggere e cereali  necessari all’alimentazione del bestiame; attività che comporta un lavoro continuo ed investimenti tecnici e strutturali notevolissimi.  Attività zootecnica che consente il permanere di un tessuto produttivo agricolo che crea economia diretta ed indotta sul territorio”. A ciò si aggiunga che: “il mercato locale degli affitti, secondo la nostra esperienza legata alla stipula di numerosi contratti agrari in deroga, non supera i 450,00 euro ad ettaro”. Alla luce di tali motivazioni,  Coldiretti auspica da parte della Fondazione un cambio di rotta, che possa essere in linea con gli alti scopi che essa persegue. La Coldiretti intende, naturalmente, tutelare in via esclusiva gli interessi degli imprenditori agricoli che rispettano le regole, in primis il pagamento dei canoni, e per questo risulterebbe ancor più  “punitivo” far ricadere su imprese agricole professionali le inadempienze di altri soggetti che nulla hanno a che vedere con il mondo della produzione agricola. “Auspichiamo - conclude il direttore di Coldiretti - che, alla luce delle considerazioni ancora una volta espresse, la Pia Unione possa valutare la opportunità di rivedere i canoni, al fine di evitare la messa in campo di azioni di protesta, così come ci viene richiesto dai nostri agricoltori”.