Il Circolo Sannitico aggrega e la riunione ha successo in termini di presenza e di idee partecipate

Quando la cultura è “ Regina “ e tutti son “ Paladini“ di essa senza schemi, senza partito e senza secondi fini.

L’incontro al Circolo Sannitico del 20 dicembre 2019 a partire dalle ore 17.00, protratto sino alle 19.30, indetto da un gruppo di amici che hanno a cuore le sorti dello stesso, a seguito della Vendita promossa dall’Ente Provinciale di Campobasso, proprietaria del bene, ha avuto esiti insperati.

Sembrava quasi che tutto presagisse ad un incontro tra tre/quattro amici vista la reazione mediatica che aveva suscitato la mancata aggiudicazione del bene in occasione dell’asta pubblica chiusasi il 18 dicembre e le conseguenti parole di apertura ad una nuova fase, con la delibera di inalienabilità proposta dall’Ente stesso , così dichiarata a mezzo stampa dalla maggioranza del governo provinciale.

Ore 17,00 si aprono le porte del Circolo, aria di antico, si respira il fascino di un tempo passato, si ferma al presente e gode di una vista sul salotto “ Bello “ di una Campobasso dallo stile sobrio, occupato a pensare al tempo che scorre,a ricordar i fasti di una Città Giardino che non lascia dubbi all’interpretazione che ci porta ad esclamare : Bella!

Una Città che ha già perso i suoi gioielli migliori come lo stesso Palazzo sede della Prefettura, che ha visto la chiusura di locali ludici e culturali che hanno fatto la storia dando lustro alla città come il Cinema Savoia, la demolizione dell’Ex Gil oggi non più palestra, cinema, centro aggregativo ma sede di uffici regionali, il disfacimento e quasi abbandono del “ Mercato Coperto”, l’abbattimento di palazzi che erano la cartolina di una città con un senso urbanistico studiato, mirato alla gioia della e per la vista e della forza di una società che ha goduto dell’essere di poeti, artisti, scrittori, politici, di fama mondiale e che han visto scriversi la storia di Campobasso, della Provincia e della Regione tutta. Una città che ha sofferto in silenzio la misura economica posta in essere dalla Provincia a causa di una legge scellerata che depotenziando la Storia ha reso quasi ingestibile la funzione di collante dell’Ente tra la popolazione e gli Enti Superiori ma, che al risveglio da una notte d’incubi ha reagito e si è mossa affinché questo scempio di una politica dei numeri, delle cifre,di una politica senza più “ cuore “, ha trapassato la linea di demarcazione della voglia e la necessita di favorir il goder di quel bello e della storia gloriosa di una città che va spegnendosi come del resto il Molise tutto.

Un parlare che diventato agire si è manifestato nella sua proverbiale concretezza di essere gruppo, di essere aggregazione, di essere condivisione al di la delle diverse posizioni e delle diverse estrazioni civiche e culturali.

Un confrontarsi con chi della cultura ne fa bandiera con la certezza che momenti migliori per essa e per tutti noi, dovranno esser di nuovo in pista e, soddisfare l’eterna voglia di essere protagonisti di un presente non scevro da protagonismi fuori da schemi e di un futuro che sicuramente proietterà il passato  quale capofila di una rinascita senza tempo e senza più patemi d’animo.

E così è stato…. Proposte che hanno visto la costituzione di un comitato che adagerà pian piano la propria mano in una costituenda “ Fondazione “ atta alla conservazione di un patrimonio soporiferizzato quale “ la Cultura”. Proposta che verranno dettagliatamente fornite all’Amministrazione Provinciale a partire dalla concreta azione per un rimediabile errore di valutazione quale è stata la messa in vendita della struttura ospitante il Circolo. Si parta dalla messa al patrimonio incedibile per arrivare ad una vera e propria azione popolare che mira a soddisfare economicamente l’Ente Provincia e favorire la cessione al Comune di Campobasso che determinerà linee di rinascita culturale ed aggregativa dell’immobile, non escludendo la partecipazione attiva di Comuni che potranno usufruire dello stesso come sede di rappresentanza nella Città Capoluogo.