Campobasso. Aveva rubato denaro contante ed un bracciale in oro in abitazione, rintracciato e arrestato

In data 3 febbraio 2019 in Campobasso veniva consumato un furto in abitazione, nel corso del quale veniva asportata una ingentissima somma di denaro contante ed un bracciale in oro. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile con l’ausilio tecnico di Personale della Polizia Scientifica portarono all’identificazione di un soggetto, D. M., di etnia rom, classe 1990, anagraficamente residente a Roma in un campo rom ma di fatto irreperibile. All’uomo, gravato da numerosissimi reati specifici, su richiesta della Procura della Repubblica di Campobasso, il G.I.P. emetteva in data 6 maggio 2019 ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere. Le ricerche sul territorio nazionale della Squadra Mobile, allo scopo di dare esecuzione alla misura, davano esito negativo. Tuttavia veniva inserito un rintraccio nella Banca Dati del Ministero dell’Interno. Nella serata dello scorso 15 gennaio, l’uomo veniva rintracciato nel corso di un servizio di controllo del territorio dai Carabinieri di Aprilia (LT) che traevano in arresto il responsabile del furto. Il GIP nell’ordinanza surrichiamata, oltre ad affermare sussistenti i gravi indizi di reato, ha ritenuto sussistente anche l’aggravante di aver commesso il fatto durante il tempo in cui il reo si era volontariamente sottratto all’ esecuzione di un ordine di carcerazione spedito per precedente reato e per aver cagionato alla persona offesa un danno di rilevante gravità. Il furto del 3 febbraio  si era realizzato introducendosi nel luogo di privata dimora della persona offesa, in sua assenza, forzando la porta d’ingresso dell’abitazione ed arrecando ulteriori danni agli ambienti, scardinando anche l’anta di un mobile. Per il Giudice, la sottrazione e l’impossessamento della somma di denaro contante, lungi dall’apparire circostanza del tutto occasionale ed estemporanea, si appalesa quale modus vivendi dell’indagato. La modalità della condotta esprime familiarità criminale ed una personalità sostanzialmente indifferente al precetto penale. L’indagato non ha manifestato remore di sorta nel delinquere, nonostante fosse destinatario di un ordine di carcerazione a seguito di arresto in flagranza di reato della stessa specie di quello per cui si è proceduto. Il dato rappresentato dai precedenti penali dello stesso, in massima parte rappresentati da furti in abitazione, ai quali si aggiungono false attestazioni a Pubblico Ufficiale  sull’ identità personale e lesioni colpose in danno di persone, fa emettere un giudizio prognostico di concreto pericolo, quasi certezza che l’indagato, se privo di controlli, possa commettere delitti analoghi a quelli per cui si procede.