Conte presenta il Piano per il Sud. Investimenti per 123 miliardi fino al 2030

Per il rilancio del Mezzogiorno il Piano Sud del governo prevede oltre 123 miliardi di euro. Nel breve termine, nel periodo 2020-22, ci sarà già un primo impatto da 21 miliardi di euro (+65% rispetto al triennio 2016-18) massimizzando l’impatto delle misure nella Legge di Bilancio 2020 per aumentare sensibilmente gli investimenti pubblici. E' quanto prevede il Piano Sud 2030 che è stato illustrato oggi dal ministro per il Sud e la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano, assieme al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, all’Istituto d’Istruzione superiore 'Francesco Saveri' di Gioia Tauro.

Le azioni su cui si concentrerà l’attività del Governo per rilanciare gli investimenti nel Sud nel triennio 2020-22, a parità di risorse disponibili e senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, "garantiranno una maggiore dotazione di risorse e capacità spesa in conto capitale in media d’anno di circa 7 miliardi di euro, pari all’1,8 per cento del Pil del Mezzogiorno".

L'obiettivo viene conseguito mediante il riequilibrio delle risorse ordinarie, con l’effettiva applicazione della clausola del 34%; il recupero della capacità di spesa della politica nazionale di coesione (Fsc); il miglioramento dell’attuazione della programmazione dei Fondi Strutturali e di Investimento europei (Sie). Parte integrante del presente Piano "sarà l’attività di nuova programmazione per il periodo 2021-27, delle risorse della politica di coesione nazionale ed europea".

Tra i punti principali del Piano c'è quello di "un Sud rivolto ai giovani". In particolare si punta ad "investire su tutta la filiera dell’istruzione, a partire dalla lotta alla povertà educativa minorile, per rafforzare il capitale umano, ridurre le disuguaglianze e riattivare la mobilità sociale". Per conseguire questo risultato il piano punta a "scuole aperte tutto il giorno", "al contrasto alla povertà educativa e alla dispersione scolastica"; alla "riduzione dei divari territoriali nelle competenze"; al "potenziamento dell’edilizia scolastica"; "all'estensione No Tax area (senza penalizzare le Università)", e "all'attrazione dei ricercatori al Sud".

"Il Sud è un'opportunità, ce lo diciamo da troppi anni, ma questa opportunità troppo spesso è stata mancata", ha sottolineato il ministro del Sud Giuseppe Provenzano a margine della presentazione del Piano per il Sud a Gioia Tauro. "Quando una generazione va via in massa, non lo fa solo per mancanza di lavoro, perché a volte il lavoro manca anche nel resto del Paese, a volte le condizioni di lavoro sono pessime anche altrove, ma quando se ne vanno così tanti vuol dire che manca una prospettiva di futuro, da qui a 10, 20 anni per i nostri territori di origine. Ecco perché abbiamo voluto chiamare il nostro Piano 2030", aggiunge Provenzano.