Elezioni. Alla Giunta della Camera spunta il ricorso per il "caso" Pietracupa contro Occhionero

Onorevole sì, no, forse. A oltre un anno e mezzo dal voto delle politiche, con gli italiani chiamati alle urne il 4 marzo del 2018, la Giunta per le Elezioni della Camera ha sul tavolo decine di ricorsi da valutare. Una situazione sorprendente, ma che per gli addetti ai lavori - leggi i membri della Giunta di Montecitorio - "è in linea con tutte le precedenti legislature, dal '48 in poi", come spiega all'AdnKronos, il vicepresidente leghista dell'organismo della Camera, Marco Maggioni. "Certo - ammette - la legge elettorale, dal punto di vista tecnico, fa acqua da tutte le parti, siamo vittime della follia di questa legge che è complicata da applicare".

Esemplare la vicenda del politico di Campobasso Pietracupa, al centro di un rebus procedurale, di assegnazione di seggi, che rimbalzano tra uninominale e proporzionale. Una vicenda che tira in ballo altri tre candidati: Giuseppina Occhionero, eletta nella lista LeU, poi passata in Italia viva. La deputata è stata sfiorata nei giorni scorsi dal caso del suo assistente Antonello Nicosia, coinvolto in un'inchiesta per mafia. Occhionero si è presentata nel collegio plurinominale del Molise ed è stata eletta.

Il secondo è Antonio Federico, candidato per il Movimento 5 Stelle nel collegio uninominale del Molise-Campobasso, proclamato eletto; infine Rosa Alba Testamento, anche lei candidata M5S nel collegio uninominale del Molise-Isernia e eletta. Pietracupa, che ha raccolto 29.144 voti (pari al 36,10%), risultando il primo dei non eletti nel collegio uninominale, segnala come Federico e Testamento sono stati candidati anche nell'unico collegio plurinominale molisano, determinando un’illegittima applicazione della legge elettorale.

Rispetto al seggio assegnato alla Occhionero e rivendicato da Pietracupa, viene contestato il fatto che ci sia stato un erroneo 'slittamento' del seggio uninominale della lista del Movimento 5 Stelle dal Molise alla Puglia, determinato dai calcoli errati effettuati dall’Ufficio elettorale centrale nazionale. Con l'esponente di centrodestra che rivendica come avrebbe ottenuto, tra i non eletti, più voti rispetto a tutti gli altri candidati dell'uninominale.

Nella vicenda Pietracupa entrano in campo tanti uffici. Da prima l'Ufficio Centrale Circoscrizionale presso la Corte di Appello di Campobasso, che, secondo il ricorrente, invece di attribuire il seggio del collegio uninominale al primo dei non eletti, come previsto dalla norma, lo ha attribuito nell’ambito del collegio proporzionale.

Non solo: Pietracupa si rivolge all’Ufficio Elettorale Circoscrizionale per la Camera, che gli rifiuta l'accesso agli atti. Poi l’Ufficio Centrale Circoscrizionale presso la Corte di Appello di Campobasso gli risponde che non gli verrà concessa l'assegnazione del 'seggio residuo' della circoscrizione, rilevando che i due posti uninominali sono stati già incontestabilmente assegnati ad altri candidati.

Quanto a quello unico del collegio plurinominale, l'Ufficio fa sapere a Pietracupa che non può disattendere la comunicazione dell’Ufficio nazionale sull’attribuzione del seggio e della lista nel collegio plurinominale. Un vero rebus che finisce sul tavolo della giunta di Montecitorio.