(rinviato) - 8 Marzo. Casa del Popolo organizza venerdì 6 “Donne in lotta, storie di rivoluzionarie”

"A fronte dell’emergenza coronavirus e dei provvedimenti presi in proposito dal governo, comunichiamo che l’iniziativa in programma a Casa del Popolo venerdì 6 marzo “Donne in lotta, storie di rivoluzionarie” è rinviata a data da destinarsi"

In occasione dell’8 marzo, giornata internazionale della donna, Casa del Popolo organizza venerdì 6 marzo alle ore 18,30 presso i locali in via Gioberti, 20 a Campobasso, Donne in lotta, storie di rivoluzionarie” con Paola Staccioli e Silvia Baraldini.

Si parlerà di storia attraverso le vite di donne rivoluzionarie e internazionaliste. Militanti politiche che, dagli anni Sessanta del Novecento fino a tempi più recenti, hanno lottato, talvolta con le armi, e perso la vita,  in nome di ideali di uguaglianza e giustizia sociale, in Italia o in altri paesi, per sostenere la rivoluzione o la lotta di liberazione di un altro popolo, fortemente sentita come propria.

Le narrazioni sono tratte da due libri: “Sebben che siamo donne. Storie di rivoluzionarie”, di Paola Staccioli con un intervento di Silvia Baraldini (DeriveApprodi 2015) e “Non per odio ma per amore. Storie di donne internazionaliste”, di Paola Staccioli e Haidi Gaggio Giuliani, con un’introduzione di Silvia Baraldini (DeriveApprodi 2012, Red Star Press 2018)

Nel corso dell’iniziativa ci saranno video, reading, poesie e interventi. Silvia Baraldini parlerà della sua militanza politica negli Stati Uniti e di alcuni aspetti della situazione attuale del carcere in Italia.

 

Breve biografia : 

Paola Staccioli scrittrice Ha pubblicato numerose opere sulla storia, cultura, tradizioni di Roma e vari reportage di viaggio. Dal 2003 ha sviluppato una proposta di "storia del presente", per narrare, attraverso letteratura, teatro e altre forme di espressione artistica, i movimenti popolari e di opposizione dal dopoguerra a oggi. Nell'ambito di questo progetto ha curato la realizzazione di cinque raccolte di racconti di vari autori tra i quali Pino Cacucci, Andrea Camilleri, Massimo Carlotto, Erri De Luca, Francesco Guccini, Stefano Tassinari. Nei cinque volumi pubblicati si ricordano i manifestanti di sinistra uccisi nelle piazze d'Italia negli anni Settanta (In ordine pubblico), le manifestazioni e le lotte operaie e studentesche nella seconda metà del Novecento (Piazza bella piazza), si affronta il tema della resistenza e dell'antifascismo (La rossa primavera). In Per sempre ragazzo (Tropea, 2011), trenta scrittori italiani ricordano, attraverso testimonianze, racconti e poesie, Carlo Giuliani, il ragazzo ucciso a Genova da un carabiniere durante il G8 del 2001, la lotta e il conflitto attraverso la letteratura (Fuoco!,2018). Nell'ottobre 2011 è uscito un suo libro sulla storia di Roma declinata al femminile: 101 donne che hanno fatto grande Roma (Newton Compton). Nel 2012 sono stati pubblicati altri suoi due volumi. Il primo Fatto a Mano (Iacobelli) raccoglie cento curiosità, guinness e personaggi dell'artigianato a Roma. Il secondo è un libro di racconti: Non per odio, ma per amore (DeriveApprodi), scritto insieme a Haidi Gaggio Giuliani, la mamma di Carlo Giuliani e con la prefazione di Silvia Baraldini. I racconti descrivono la vita - e la morte - di sei donne internazionaliste che a partire dalla seconda metà del '900 hanno dedicato la loro vita a una rivoluzione di un altro paese. 

Silvia Baraldini è un'attivista italiana, condannata negli Stati Uniti per "associazione sovversiva".

Ha fatto parte negli anni sessanta, settanta e ottanta negli Stati Uniti del movimento rivoluzionario Black Panther Party che combatteva per i diritti civili dei neri. Fu membro anche di un'associazione parallela al BPP, l'"Organizzazione 19 maggio", legata al Black Liberation Army (BLA). Nel 1983 è stata condannata a una pena cumulativa di 43 anni di carcere (di cui molti passati in isolamento e carceri di massima sicurezza) negli Stati Uniti per i reati di concorso in evasione, associazione sovversiva (comprendente anche due tentate rapine a cui non partecipò personalmente, e tramutata in associazione a delinquere per commettere cospirazione secondo la legge RICO, una legge nata in origine per colpire la mafia) e ingiuria al tribunale, per non aver fornito i nomi dei compagni.

Dopo la condanna si sono sviluppati negli Stati Uniti e in Italia gruppi di appoggio che ritenevano la pena sproporzionata e persecutoria, in quanto la Baraldini non partecipò direttamente a fatti di sangue e ipotizzando che, nella legislazione italiana, tali reati - corrispondenti pressappoco ai reati di procurata evasione aggravata, concorso morale in rapina e associazione sovversiva oppure associazione con finalità di terrorismo- avrebbero forse comportato una pena di circa 10 anni e probabilmente senza l'applicazione del c.d. carcere duro. Il forte sostegno alla sua causa da parte dei partiti di sinistra e di organizzazioni umanitarie ha portato alla sua estradizione in Italia nel 1999. Dopo alcuni anni di arresti domiciliari Silvia Baraldini è stata scarcerata il 26 settembre 2006. In totale ha scontato circa 23 anni di reclusione.