Niente Pronto Soccorso per Larino e Venafro. Florenzano: "il Piano operativo emergenziale li include come misure assistenziali"

Il Direttore dell’ASReM Florenzano, al Tavolo permanente sull’emergenza Coronavirus, presieduto dal Vice Presidente dell’Assemblea, Gianluca Cefaratti, insediato presso la Presidenza del Consiglio regional,  ha dichiarato che, per quanto concerne le strutture ospedaliere di Larino e Venafro, il Piano operativo emergenziale li include pienamente nelle misure assistenziali. Questi ospedali però sono strutture di comunità e hanno quindi una presenza più infermieristica che medica, oltre a non essere dotati di terapia intensiva. A Larino, infatti, dai sopralluoghi tecnici effettuati, risulta che le apparecchiature che un tempo venivano impiegate per la rianimazione sono inutilizzabili perché incomplete per quel che occorre ad una terapia intensiva nell’ambito delle attuali prescrizioni.

Per Venafro la situazione è simile. Ne consegue che allo stato non è ipotizzabile pensare di realizzare in quelle strutture due spoke Covid per la mancanza di posti di terapia intensiva, indispensabili ad alcuni malati di quel virus. Condizioni tecnico-scientifiche, invece, garantite negli stabilimenti sanitari di Campobasso, con l’Hub Covid, di Termoli e di Isernia, oltre che in altre strutture private presenti nel territorio regionale. Larino e Venafro al contrario, ha detto ancora il Direttore, sono utilissime per ospitare pazienti che hanno bisogno di cure con livelli assistenziali meno complessi.
Utilizzo che è già in atto, a cominciare dalla gestione del caso di Termoli, nel quale sono stati spostati in queste strutture, e anche in quella di Agnone, pazienti del San Timoteo per procedere alla sua sanificazione e quindi successiva riapertura. Ove se ne riscontrerà in futuro la necessità tale utilizzo sarà implementato.