Il M5s contro Toma: «Non ci è piaciuto il messaggio di Toma, basta con tagli alla Sanità"

Termoli. Il Movimento 5 Stelle Termoli in una nota esprimono il loro totale dissenso rispetto alle proposte messe in campo e alle parole del Presidente Toma «Non è stato piacevole, vedere in televisione, il Governatore della nostra Regione, esprimersi con parole spezzate dal pianto. Non è stato bello, per il messaggio di insicurezza che ha dato ai cittadini molisani. Non è stato bello, perché se dietro un'emozione c'è sempre una motivazione, allora è quella che il presidente Toma deve spiegare ai molisani. Senso di inadeguatezza? Timore? Incapacità a gestire la situazione? Questo il governatore ci dovrà chiarire e lo dovrà fare pubblicamente. Dovrà dare un significato a quelle lacrime. Ci dovrà spiegare perché nelle varie interviste ha proclamato che i medici, se asintomatici, devono andare a lavorare anche se positivi al COVID 19 se i decreti ministeriali non dicono questo (l'art 7 del dl 14 del 2020, va letto in combinato disposto con il comma 2 lettera h art 1 del dl n 6 del 2020).

Ci dovrà spiegare perché non esiste un atto pubblico di chiusura dell'Ospedale S. Timoteo di Termoli, né sul sito della Regione Molise, né su quello Asrem per i noti fatti del 5 marzo. E non ci venga detto che non si trattava di una chiusura perché allora bisognerà spiegare perché è stato effettuato il trasferimento dei pazienti ricoverati al San Timoteo, perché sono stati chiusi i reparti, con eccezione della rianimazione, chi si è assunto la responsabilità di trattenere in Ospedale medici, infermieri e personale in servizio e in cambio turno, ed in base a quale legge e provvedimento. Ci dovrà spiegare perché non ha sottoposto a tampone tutti i sanitari trattenuti e chiusi fino a tarda sera in Ospedale a Termoli il 5 marzo e non ci venga detto che è perché non lo prevede la norma nazionale, ricordiamo a noi stessi che l'art 117 della Costituzione, attribuisce competenza alla Regione nella materia sanitaria. Ci dovrà spiegare come mai, Pozzilli, per i noti fatti Neuromed, non è stata dichiarata immediatamente zona rossa.

Ci dovrà spiegare perché ha alternato le sue dichiarazioni sull'apertura dei nosocomi di Venafro e Larino non rendendoli ancora operativi. Dovrà spiegare come mai le tende di triage predisposte dinanzi all'unico nosocomio della Regione adibito ai casi COVID 19, quello di Campobasso, sono inutilizzabili perché non sono state in grado di far fronte alle avverse condizioni climatiche. Dovrà spiegarci se il nosocomio di Campobasso è in grado di far fronte ad un'eventuale e denegata ipotesi di aumento di casi COVID 19 e se ha predisposto un piano alternativo. I casi di COVID 19 sono ormai 102 in Molise. I numeri parlano da soli. Ogni giorno casi nuovi di contagio e in paesi diversi.

Ed allora non è tempo di lacrime ma di azione. I cittadini molisani meritano risposte e fatti. Ricordiamo, sempre a noi stessi, che non impedire un evento che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo . Operiamo tutti affinché nessuno si macchi di tale reato, e se è vero come è vero che tutti dobbiamo morire, citando il Presidente Toma in una sua recente intervista, è altrettanto vero che laddove non arriva la giustizia umana, arriva la giustizia divina».