Covid 19, i sindacati operatori della sanità chiedono un piano urgente per l’esecuzione di tamponi

“Fare tutto il possibile, senza risparmio di risorse, per garantire un aumento sostanziale, anche in Molise, delle capacità di effettuazione dei test, quale misura essenziale, in combinazione alla fornitura di adeguati dispositivi di protezione, per garantire la riduzione dei rischi di contagio”.  Questo richiedono i segretari regionali di Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl al presidente della Giunta regionale Donato Toma.  Le priorità.In particolare, spiegano i sindacati, chiediamo di attivare, senza ulteriore ritardo, un piano urgente che preveda immediatamente l’effettuazione di test rapidi Covid-19 in tutte le situazioni in cui l’attività svolta non agevoli il mantenimento del distanziamento sociale. Priorità deve essere data a tutto il personale degli ospedali, dei servizi territoriali, delle strutture socio sanitarie e assistenziali, degli istituti penitenziari nonché per tutti i lavoratori impiegati nei servizi appaltati o in concessione in tali ambiti; alle Polizie Locali e alle altre forze dell’ordine; ai ricoverati e ai pazienti assistiti stabilmente dai servizi territoriali e dalle strutture socio sanitarie e assistenziali. Quanto accaduto in alcune RSA, poi, deve essere da monito su come attivarsi sin da subito per evitare che quanto si è già verificato accada di nuovo, soprattutto nella nostra Regione, in cui di RSA ce ne sono diverse. Insomma, dobbiamo tamponare “l’emergenza nell’emergenzache si sta creando in tutte le strutture sanitarie e assistenziali. Su questo tema, anche il Ministero della Salute si è particolarmente concentrato con propri decreti, proprio al fine di proteggere sia cittadini particolarmente fragili, sia quanti quotidianamente prestano la loro opera professionale al loro fianco". Tamponi al più ampio numero di cittadini. “Appena la capacità di effettuazione dei test lo consenta, -  proseguono CGIL CISL UIL, - sarà necessario ampliare tale misura di prevenzione al più ampio numero di cittadini, a partire da chi è entrato in contatto con coloro che hanno avuto ‘contatti stretti’ con casi confermati di Covid-19 (come i contatti di contatti, attualmente esclusi) e per chi lavora al pubblico (personale addetto all’erogazione dei servizi di pubblica utilità, come commessi, cassieri e corrieri, nonché in generale i lavoratori impegnati in generale con utenza). Dobbiamo cercare di individuare, il più presto possibile, gli asintomatici positivi e provando ad anticipare il contagio, non concentrandoci solo sulle zone rosse".