Tamponi personale sanitario e strutture per anziani, Calenda firma la mozione

Il consigliere regionale Filomena Calenda, nel corso della seduta del Consiglio Regionale svoltasi oggi, 6 aprile 2020, ha inteso sottoscrivere una mozione in cui si impegna il presidente della Giunta Regionale, Donato Toma, a effettuare tamponi a tappeto al personale sanitario e nelle strutture per anziani: “Ci troviamo ad affrontare un’emergenza sanitaria, sociale ed economica che mai avremmo immaginato. In queste ore stiamo assistendo a un’impennata di casi in Molise e la provincia più colpita è ora Isernia. La curva epidemiologica ci riferisce che il bersaglio sono le strutture sanitarie, con medici, infermieri risultati positivi al covid-19, ma anche e soprattutto i centri di accoglienza per anziani. Ventitré casi in una sola giornata ad Agnone è una notizia che mi rammarica e mi preoccupa moltissimo.  Ho più volte sostenuto la necessità di estendere i test che diagnosticano la positività a tutti gli operatori sanitari e sociosanitari, per mettere al riparo tempestivamente quanti sono costretti ad entrare in contatto con gli operatori, motivo per cui ho inteso firmare una mozione che impegna l’organismo regionale in tal senso. Le misure di contenimento giocano un ruolo fondamentale, ma in alcuni casi, e mi riferisco alle strutture di accoglienza, è alquanto difficile rispettarle tutte a menadito. Gli operatori non vivono in struttura e ad ogni turno ognuno rientrano nelle proprie abitazioni, svolgendo la vita secondo i ritmi dettati dall’esigenza. Si fa la spesa, si va in farmacia e si convive con i familiari. Abbiamo sentito dei casi alla Gea Medica, quanti ancora ne dobbiamo leggere? Tempestività e responsabilità è quanto ci chiedono i cittadini ed è il nostro dovere politico, civile e morale. In tutte le regioni la politica attua le direttive del governo calandole sul territorio, con variazioni necessarie per far funzionare nel migliore dei modi la macchina dell’emergenza.  La Protezione Civile ha dato poteri ai presidenti di giunta che non devono neppure confrontarsi con i commissari ad acta, per cui mi chiedo perché ci ostiniamo a non voler effettuare i tamponi a tutti i sanitari e a quanti lavorano nelle strutture di accoglienza? Siamo una piccola regione, una famiglia ed è ovvio, che considerata l’alta carica di contagio del virus, bastano poche persone per contagiare un numero esponenziale di soggetti. Vorrei sottolineare anche un altro aspetto che mi rammarica. Come è possibile che dobbiamo venire a conoscenza dei casi di positività dalla stampa, che non sempre è uniforme sui dati. Rispetto la decisione della privacy, non pubblicando i nomi, ma trovo assurdo non dover comunicare tempestivamente ai cittadini i luoghi colpiti e soprattutto non trovo affatto utile, anzi controproducente, apprendere le notizie dagli organi di informazione. Sarebbe necessario che gli organi preposti in prima persona o chi per loro comunichi quotidianamente con più appuntamenti quotidiani la situazione, aggiornando anche sulle partiche che si adottano di volta in volta per fronteggiare l’emergenza. È necessario comunicare trasparenza, è l’unico modo per non fomentare rabbie represse e panico tra i cittadini che continuano a sostenere una mancanza di comunicazione da parte delle strutture competenti.  Un’ultima cosa e chiudo, mi riferiscono che nel reparto di dialisi di Isernia c’è necessità di adottare misure più stringenti, considerata la delicatezza e vulnerabilità dei soggetti. Pertanto ho chiesto al presidente, al sottosegretario di provvedere ad effettuare dei sopralluoghi che accertino lo stato dell’arte. Infine nel corso dell’ultima seduta consiliare ho richiesto esplicitamente conoscere l’iter dei soggetti posti in quarantena laddove un familiare è risultato positivo. Quali sono le misure e le pratiche che sono state adottate?”.