Viadotto Liscione, Federico al MIT: "le questioni giudiziarie non rallentino i lavori"

«Nei giorni scorsi ho presentato una interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che riguarda la strada statale n. 647 ‘Fondo Valle del Biferno’. Parliamo di una strada determinante sia per i collegamenti interni al Molise che per quelli interregionali e oggetto di una serie di interventi previsti all’interno del Contratto di Programma di Anas. Un’arteria, tuttavia, finita in maniera indiretta all’interno di un’inchiesta della Procura di Catania.
Gli interventi previsti riguardano il primo lotto del viadotto di Ponte Liscione, tra i comuni di Guardialfiera e Larino (Cb), e hanno un valore complessivo di 50 milioni di euro. I lavori sono stati aggiudicati nel 2019 alla società Amec srl, con sede legale a Santa Venerina (CT) e sono iniziati alla fine dello stesso anno. Questa società, secondo il Nucleo di Polizia economica finanziaria della Guardia di Finanza di Catania, sarebbe guidata dalle stesse persone destinatarie, a febbraio scorso, di un’ordinanza di custodia cautelare in quanto indagate per la bancarotta della società Tecnis spa, e di una serie di sue controllate, dichiarata dal Tribunale di Catania a giugno 2017. La stessa Tecnis, peraltro, è stata in amministrazione giudiziaria tra 2016 e 2017, perché sequestrata nell’ambito di un’inchiesta antimafia.
In pratica, secondo la Procura catanese, nonostante i precedenti, gli imprenditori indagati per la bancarotta della Tecnis hanno continuato la propria condotta illecita per aggiudicarsi appalti e commesse in quanto “risultano ancora oggi operativi sul mercato attraverso la società Amec srl”, costituita a fine 2017 e aggiudicataria dell’appalto Anas da 50 milioni di euro in Molise.
Ho quindi segnalato la questione al Mit attraverso una interrogazione con cui chiedo quali iniziative di sua competenza il Ministero intenda assumere per assicurare la regolarità dei lavori sul viadotto Liscione.
Ci aspettano mesi duri, durante i quali dobbiamo far di tutto per permettere al sistema Paese di ripartire senza perdere tempo. Le opere pubbliche, soprattutto quelle strategiche, sono linfa vitale per l’economia, quindi vanno tutelate in ogni ambito.
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