COVID-19: come funzionano i test degli anticorpi

I test per individuare gli anticorpi contro il Coronavirus nel sangue si stanno diffondendo sempre più. Come funzionano? Sono utili e affidabili? Per il momento non completamente.

Con un semplice esame del sangue si può capire se non si è mai preso il virus o se, magari senza aver avuto mai alcun sintomo, si è sviluppata immunità verso il Covid-19. Informazione. Gli esperti sono divisi, le Regioni pure. Il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli spiega alla radio di aspettare indicazioni dall’Istituto Superiore di Sanità. Intanto il governatore del Veneto Zaia fa partire un progetto sperimentale per testare la presenza di anticorpi prima nei dipendenti della sanità e delle case di riposo, chiedendo che l’Università di Padova e Verona lo validino.

Una start up fiorentina rende possibile dal primo aprile, tramite prenotazione on line, il test sierologico rapido ai privati, purché residenti nel comune di Firenze.

Intervista presa da Focus Salute:

COME FUNZIONANO I TEST  SIEROLOGICI PER GLI ANTICORPI?

«Sono diversi dal tampone, che individua il materiale virale nelle secrezioni del paziente: per il test sierologico si analizza il sangue (in alcuni casi basta una goccia dal dito, ndr) andando alla ricerca degli anticorpi IgM, che si producono con l'infezione in corso, delle IgG, che compaiono in seguito e hanno generalmente funzione neutralizzante, oppure di entrambi i tipi di anticorpi», spiega Enrico Maggi, responsabile della Struttura di immunologia e terapie cellulari del Policlinico Careggi di Firenze e past-president della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC).

«In realtà ancora non sappiamo quali siano i test più attendibili da utilizzare per i due tipi di anticorpi, né conosciamo la tempistica di comparsa delle IgM e soprattutto delle IgG dopo l'infezione da SARS-CoV-2: alcuni sostengono che siano sufficienti 4 giorni dopo la positività al tampone, secondo altri fino a due settimane. Quindi non è ben chiaro quale sia il tipo di test migliore da usare: esistono già molti kit ma nessuno è validato, sono possibili risultati variabili, la sensibilità non è sempre eccellente. Serve tempo per capire l'efficacia di questi test, è troppo presto per esserne certi». 

QUALE RUOLO POSSONO AVERE QUESTI TEST, ALLORA?

«Servono per una valutazione epidemiologica, per capire quanti hanno contratto il virus anche se non sono stati sottoposti al tampone e valutare perciò quanto si sia esteso il contagio nella popolazione», risponde l'immunologo. «Posto che devono essere validati e tenuto presente che sappiamo poco di come si comporta il virus, saranno comunque utili per sapere chi potrà tornare al lavoro con maggiore sicurezza, soprattutto fra i lavoratori più a rischio come gli operatori sanitari, le forze di polizia, gli addetti agli uffici pubblici e così via. Un tampone negativo con anticorpi positivi può ragionevolmente indicare che per un certo lasso di tempo è meno probabile contrarre di nuovo il virus: SARS-CoV-2 fa parte dei virus a RNA, che in genere vanno incontro a mutazioni ma su tempi abbastanza lunghi. Certo, non ne siamo sicuri ma possiamo supporlo, così come è vero che in genere questi agenti infettivi perdono un po' della loro virulenza con il tempo. Per avere certezze però dovremo monitorare l'evoluzione del virus nell'arco di mesi».