Coronavirus, come cambia il lavoro. "vendiamo mascherine"

Salvaguardare la salute dei lavoratori e l'attività imprenditoriale ai tempi del coronavirus. È questa la sfida che si trovano ad affrontare le aziende italiane. Se da un lato il governo ha varato un piano per contenere e gestire l’emergenza, dall'altro la chiusura di aziende, attività commerciali e uffici nelle undici città della zona rossa comporta delle ripercussioni nell'immediato. 

E' Ernesto Graziano, vende materiale tessile a Campobasso, a spiegare come è cambiato il suo lavoro ai tempi del CoronavirusErnesto Graziano, un commerciante molto conosciuto in città per via della sua attività. I cittadini si sono adattati e Graziano ci fa conoscere e comprendere meglio la realtà effettiva di come il settore delle vendite sta subendo questa pandemia con il conseguente lockdown che ha bloccato la nostra nazione. 

- Per via di questa pandemia com’è cambiata la situazione economica e sociale? 

“Non molto bene, io ho due attività chiuse per questa situazione inclusa quella di mio figlio che è dedicata al tessile e nonostante tutto devo pagare le spese e gli affitti. A livello sociale la gente ha paura di uscire e temo che anche dopo la fine della quarantena ci vorrà tempo per far ritornare la situazione com’era prima.”

- Lei sente un aiuto da parte del governo e delle sue istituzioni?

“Poco, perché ho fatto la domanda per avere il reddito di emergenza varato dal governo ma ovviamente le domande sono molte e quindi si dovrà fare una cernita economica. Purtroppo la società di mio figlio è una SRL e non ha diritto ad avere questo beneficio. Ma nonostante tutto 600 Euro sono abbastanza pochi per poter affrontare al meglio quest’emergenza.”

- Quindi il modo di lavorare è cambiato?

“Ovviamente, per tamponare le perdite economiche ho iniziato anche a vendere mascherine (in cotone lavabili a 30 gradi con filtri TNT) e le consegno anche a domicilio. Pensi che per esempio che alla riapertura delle attività dovrò adeguarmi installando distanziatori”

Questa situazione di fermo sta bloccando evidentemente l’economia italiana portandola quasi sicuramente in una crisi economica senza precedenti nel XXI secolo. Bisogna agire adesso per arginare i danni che ne deriveranno.

Di d’Ilio Simone