"Turismo e Folklore", terza puntata di 'Uomini e donne che mordono i cani'

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Rifondazione: I Soldi per la ricostruzione post sisma devono essere spesi per i veri terremotati

Il Comitato Politico Regionale Molise di Rifondazione Comunista

«Sono trascorsi 20 mesi dal terremoto del 16 Agosto 2018 che ha colpito alcuni comuni del basso Molise e in particolar modo Montecilfone, Guglionesi e Palata. Come sappiamo la grande ricostruzione non è ancora partita (a distanza di 18 mesi dall’evento) e si continua con la diatriba “Commissario si” “Commissario no alla ricostruzione”. Continua  anche la propaganda del Parlamentare Molisano Grillino circa la proroga, su suo emendamento alla finanziaria 2020, dello stato d’emergenza per altri 9 mesi,prorogabile fino a settembre 2021.  Anche il facile ottimismo,circa una rapida ricostruzione, palesato dal Presidente della Regione Toma sin dal primo momento dall’evento sismico si è dimostrato fasullo in quanto è ancora tutto fermo.   Nel caso in cui arrivassero i soldi necessari alla ricostruzione, con la nomina di un Commissario  (dubitiamo che i soldi arrivino),  ci preme fare alcune precisazioni, ciò nel  rispetto della trasparenza e per evitare un eventuale spreco di denaro pubblico senza motivi legati davvero al terremoto come già accaduto in passato. Come negli altri comuni interessati, anche a Guglionesi la scossa delle ore 20.19 del 16 agosto 2018 è stata avvertita con una forte intensità, così come la paura che ci accompagna ancora, dovuta anche alla psicosi di altre possibile scosse più forti, possibilità non esclusa dal comunicato stampa della protezione civile del 18 agosto dello stesso anno. Per fortuna, i danni sono stati di lieve entità, nulla a che vedere con quelli provocati dal sisma del 31 ottobre e 1° novembre 2002 sui Monti Frentani, dove la ricostruzione post sisma non è stata ancora completata. Al centro dell’attenzione pubblica, vi è ancora la vicenda del Palazzo di Via Martiri D’Ungheria a Guglionesi, costruzione di 5 piani a cui si somma l’altezza dei garage. L’ attuale situazione in cui versa il suddetto fabbricato risulta antecedente al terremoto, in quanto già dal 1991 sono stati riscontrati problemi strutturali poiché lo stabile risulta costruito su terreno di riporto e in assenza delle dovute tecniche di costruzione richieste per il caso specifico. Quel palazzo, semmai, doveva essere costruito su pali di cemento molto profonde per superare il terreno di diporto affinché le fondazioni venissero posate su   solido e fermo terreno . Precisiamo che chi sottoscrive questo comunicato abita a 100 metri da via Martiri D’Ungheria e nel 1991, anno in cui sono stati riscontrati i problemi dell’edificio in questione, ricopriva la carica di consigliere comunale d’opposizione,oltre naturalmente a quella di Segretario degli Edili della CGIL Molise  ed è, dunque, a conoscenza della storia del fabbricato. Nel 1991 quel palazzo doveva essere evacuato  per essere sottoposto ad opere di consolidamento laddove fosse stato possibile,altrimenti l’abbattimento. Ma tutto questo non è accaduto per volontà politiche della maggioranza che amministrava Guglionesi in quel periodo. I proprietari/inquilini di quegli appartamenti (anche il Sindaco e altri amministratori in carica nel 1991,un ex Sindaco ecc. ecc. abitavano in quel palazzo prima dell’evacuazione) hanno provveduto a fare delle perizie private

per provare la stabilità del palazzo stesso e, in questo modo, tra  ricorsi e controricorsi si è “tirato avanti” fino agli inizi del 2017, anno in cui tramite ordinanza Sindacale si è provveduto all’evacuazione. 

Sempre per chiarezza, ricordiamo che l’abbattimento era (l’ho è ancora)  a carico dei proprietari poiché la pericolosità della struttura non derivava a suo tempo  e non deriva  oggi da eventi naturali come terremoti, frane o alluvioni. 

Come s쳭e sempre per le ricostruzioni post calamità naturali, i soldi si spendono per situazioni di non diritto, e si lasciano indietro situazioni di diritto alla ricostruzione come ripetiamo è già successo per il terremoto del 31 ottobre 2002, quando i finanziamenti per la ricostruzione post sisma sono andati a finire anche in provincia di Isernia per opere  come, ad esempio, per il museo della Zampogna a Scapoli. Invece, ancora oggi, gli alunni a Bonefro frequentano ancora le scuole in moduli prefabbricati frutti della solidarietà, in quanto ancora non vengono ricostruite tutte le scuole nel Cratere Sismico del terremoto del 2002. Lo stanziamento di 300 mila euro avuti dal Comune di Guglionesi della Protezione Civile per la messa in sicurezza del Palazzo di Via Martiri D’Ungheria non sono una medaglia da attaccarsi al petto, ma un ennesimo atto di mal costume e di soldi pubblici dati a chi non ne ha il diritto. Siamo sicuri che alla fine dei lavori   gli appartamenti possano  essere di nuovo abitabili dopo la messa in sicurezza? Noi ne dubitiamo, in quanto l’inclinazione di quel Palazzo si vede a occhio nudo e “non crediamo che si possa raddrizzare” per cui, ai  proprietari/inquilini, se mai ritorneranno a occupare quelle abitazioni, continueranno  a scivolare i piatti dalla tavola poggiata su un pavimento inclinato, cosi come s쳭eva in quelle abitazioni, prima dell’evacuazione,avvenuta nel 2017 prima del terremoto del 16/8/2018.

Così si sprecheranno 300 mila euro senza che poi le abitazioni potranno essere rioccupate. Comunque sia, i soldi pubblici non vanno spesi per la messa in sicurezza o per l’abbattimento del Palazzo di Via Martiri D’Ungheria a Guglionesi, messa in sicurezza o abbattimento che andava e va ancora a totale carico dei proprietari o del costruttore,in quanto i problemi di stabilità di quel palazzo non sono dovuti a calamità naturali, come il terremoto del 16 agosto 2018 e ne tantomeno a quello del 31 ottobre 2002. I problemi di stabilità di quel Palazzo sono dovuti a tutt’altri problemi e già dal 1991 doveva essere evacuato, perché costruito su terreno di riporto.  Ciò detto, per lo stato d’emergenza, che scadeva  il  7 marzo u.s., prorogato per altri 21 mesi, proclamato dal Governo su richiesta della Regione Molise, chiediamo che i contributi vengano utilizzati per davvero per i danni provocati dal sisma in tutti i comuni coinvolti, senza che si ricreino situazioni come quelle post sisma nell’area Frentana del 31 ottobre e 1° novembre 2002. Sicuramente risponderanno che quel Palazzo deve essere messo in sicurezza per motivi di pubblica incolumità in quanto in caso di crollo sono a rischio decine di famiglie che abitano nel raggio di azione di quel Palazzo. Noi rispondiamo che se i motivi sono questi il Palazzo chiaramente va messo in sicurezza per la difesa della pubblica  incolumità. Nel contempo un’amministrazione trasparente e come si dice di “sinistra” deve dichiarare in modo inequivocabile ( con manifesti tramite organi di stampa) che il Palazzo in questione doveva essere messo in sicurezza sin dal 1991 dai proprietari e che lavori in programma di messa in sicurezza vengono fatti dal Comune solo e soltanto per salvaguardare la Pubblica incolumità. Questo è ciò che  una Amministrazione trasparente e di “sinistra” dovrebbe far sapere alla cittadinanza e a tutto il Molise».