Gli alunni delle elementari al tempo del Coronavirus

Dopo quasi due mesi di lezioni online dirigenti, pedagogisti, maestri, professori e amministratori tirano le somme ed emergono i primi problemi. La buona riuscita della “d.a.d.” (come ormai viene chiamata) dipende spesso dal luogo in cui si vive, dalla famiglia, dal contesto sociale, dalla scuola che si frequenta. Non tutti hanno piattaforme sicure, non tutti hanno iniziato le lezioni via web, non tutti hanno avuto in tempo un dispositivo per connettersi e soprattutto è mancata una sorta di “pedagogia 2.0“.

Videolezioni? Siamo impreparati dal punto di vista pedagogico” – A lanciare una riflessione sull’esperienza di queste settimane è il pedagogista Daniele Novara: “La didattica a distanza è una necessità, non è una scelta. Dobbiamo però porci una domanda: quale didattica a distanza stiamo facendo? Se si tratta di fare video-lezioni o incalzare gli alunni con i voti e le crocette è grottesco. Fare qualcosa di tradizionale in una scuola innovativa è impossibile. In questa fase bisogna dare degli stimoli agli alunni, non farli restare in ascolto davanti a uno schermo. Non si può pretendere che un bambino o un ragazzo resti attento davanti allo schermo come in un’aula. Il “videonozionismo” è la morte di ogni pedagogia. Passare dalle lezioni frontali alle video- lezione online è una tortura. Il problema non è la tecnologia ma il modo con cui la si usa. Ciò che conta è il metodo: l’insegnante deve avere quello”.

In questi difficili giorni di emergenza sanitaria la Scuola paritaria dell’infanzia “Maria Immacolata” di Campobasso sta continuando, con fiducia e speranza, ad implementare il rapporto pedagogico con gli alunni, grazie all’impegno della Direttrice e di tutto il corpo docente, che opera silenziosamente, ma sempre con tanta responsabilità e vicinanza alle famiglie ed ai piccoli alunni.

Ed ecco che nell’ottica di stimolare sempre più l’intelligenza dei nostri bambini, evitando lo sterile “videonozionismo”, la Direttrice dell’Istituto ha lanciato l’idea di un video che collazionasse le prove pittoriche dei piccoli artisti in erba, chiamati a descrivere il paesaggio “oltre” la finestra della propria abitazione, quasi un invito a proiettarsi oltre le mura di casa che oggi ci proteggono dall’aggressione di un nemico invisibile, ma che necessariamente ostacolano la spontaneità dei rapporti interpersonali e le nostre relazioni vive.