Riapre Sevel, operai "Ansia e paura, ma dobbiamo lavorare"

Al via la produzione in Sevel. Oltre 300 mila metri quadrati di superficie sanificati nelle officine, circa 130 dispenser igienizzanti installati, diffusione delle informazioni di prevenzione ai dipendenti attraverso 15 maxi tabelloni e 25 monitor video, oltre 6000 brochure informative consegnate e 18.000 locandine affisse, una decina di termo camere di controllo della temperatura corporea agli ingressi e oltre 600 punti di dotazione disinfettante per i dipendenti per pulire quotidianamente le attrezzature che utilizzano durante il turno di lavoro. Sono solo alcuni dei numeri che caratterizzano il ritorno oggi al lavoro della maggior parte degli oltre 6.000 dipendenti dello stabilimento Sevel di Atessa, joint venture di Fca con il gruppo PSA, che produce veicoli nel settore dei trasporti commerciali.

"C'è ansia e paura, inutile negarlo. Ci saranno masse di lavoratori che entrano e escono, si incontrano, ci saranno assembramenti, gente che timbra, si cambia negli spogliatoi. Sforzi per mettere in sicurezza i lavoratori sono stati fatti, specie nei trasporti: l'azienda regionale ha raddoppiato le corse, in fabbrica ci sono i distanziamenti, ma siamo preoccupati". Attilio è uno delle migliaia di operai che nel pomeriggio riprenderanno il lavoro alla Sevel Fca in Val di Sangro "azienda alla quale dobbiamo tanto e che, se è grande, lo deve anche alla dedizione dei lavoratori", dice, ma non nasconde che, con la voglia di tornare al lavoro dopo 40 giorni di stop forzato c'è preoccupazione.

"Saliremo sui bus sanificati con posti alternati, mascherine e guanti - spiega Attilio che vive a 50 km dall'impianto Fca - quando il primo bus sarà pieno entrerà in funzione quello dietro, partito vuoto, consapevoli che il lavoro serve a garantire la vita delle famiglie, ma questo si somma alle già difficili condizioni di vita in fabbrica e fuori".