Commercio in ginocchio, l'allarme di Tartaglione al ministro Patuanelli: "Più fondi ai titolari, altrimenti fallisce il Paese"

L'ultimo DPCM, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dello scorso 27 aprile, conferma che di fatto manca ancora una data certa per la riapertura di molte attività commerciali, in particolar modo per bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici. Ma a favore di queste categorie, in realtà, manca proprio un programma chiaro e aiuti concreti. Per tali ragioni, l'onorevole Annaelsa Tartaglione ha presentato un'interrogazione parlamentare urgente al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.  "Pur comprendendo - dichiara l'esponente di FI - la necessità di adottare misure di restrizione allo scopo di contrastare la diffusione del virus e fronteggiare l’emergenza sanitaria in atto, credo che obbligare gli esercizi alla chiusura per tre mesi comporti il rischio, per molti titolari, di non poter poi mai più riprendere l’attività. Un rischio purtroppo tutt'altro che remoto se non si provvede a un sostegno reale attraverso lo stanziamento di fondi diretti, in modo da consentire nell'immediato agli esercenti di recuperare, almeno parzialmente, l’enorme perdita economica subitaLa diffusione del Covid19 - sottolinea Tartaglione - è molto più concentrata al Nord è ciò potrebbe indurre l'esecutivo a  concedere una graduale riapertura ad iniziare dalle regioni meno colpite e meno a rischio, anticipando in questi luoghi la data prevista e ponendo così fine anche alle prestazioni domiciliari di molti operatori abusiviDiverse amministrazioni locali, - prosegue la parlamentare - sempre in prima linea e a contatto diretto con i problemi dei cittadini, stanno cercando di valutare ogni possibile forma di aiuto. Dalla concessione di suolo pubblico per ampliare le superfici dei locali (evitando così la drastica riduzione dei posti a sedere nel rispetto delle distanze di sicurezza), allo stanziamento di fondi per garantire un contributo, seppur minimo, alle attività maggiormente penalizzate". Ma da sole non possono farcela: "È impensabile - spiega - che i Comuni possano disporre di cifre in bilancio tali da fronteggiare una simile emergenza, soprattutto nelle piccole città e in quelle aeree del Centrosud con un tessuto economico già fortemente provato". L'onorevole Tartaglione chiede quindi al ministro Patuanelli quali tipo di iniziative intenda presto intraprendere per scongiurare il disastro economico.  "Il governo - conclude - ha la possibilità di agevolare le amministrazioni anche attraverso la possibilità di assumere decisioni in deroga ai regolamenti locali vigenti in materia di TOSAP e occupazioni di suolo pubblico. L'importante è agire presto e con assoluta risolutezza, perché il fallimento di queste piccole attività equivarrebbe al fallimento dell'intero Paese".