Fase 2. Senatore Ortis: "Riaprire tutto e tornare alla normalità pre-virus sarebbe semplicemente impensabile"

“La Fase 2 rappresenta un atto di coraggio, ma anche un rischio calcolato. Riaprire tutto e tornare alla normalità pre-virus sarebbe semplicemente impensabile”.

Il portavoce al Senato del MoVimento 5 Stelle, Fabrizio Ortis, non ha dubbi scelte del Governo Conte per quanto riguarda il post-emergenza sanitaria: la strada che si è scelti di percorrere, all’insegna della cautela e della prudenza, “è l’unica possibile. Siamo andati anche oltre alcune indicazioni del Comitato tecnico scientifico, nella consapevolezza del rischio sanitario che comunque non può essere azzerato. La risalita dei contagi in Germania e il rinvio dell'apertura delle scuole in Francia sono la prova che il coronavirus è un nemico subdolo, che non può e non deve essere sottovalutato neppure per un secondo”.

Ora più che mai, secondo il senatore pentastellato, è necessario portare pazienza e tenere duro nell’interesse di tutti. Del tutto pretestuose, pertanto, le critiche di quanti parlano di timidezza del Governo e fiducia malriposta nei comportamenti degli italiani. “Ognuno di noi ha fatto grandi sacrifici nella prima fase – commenta – e non possiamo vanificarli in un colpo solo. Dal 4 maggio torneranno a lavorare più di quattro milioni e mezzo di italiani, tra costruzioni, manifattura, servizi collegati, ovviamente nel rispetto dei protocolli: si rimetterà in moto buona parte della macchina, oliata anche grazie alla poderosa manovra economica messa in campo. L’Italia, ben più di altri Paesi altrettanto colpiti dalla pandemia, ha intrapreso uno scostamento dal deficit di ben 80 miliardi di euro, contenente misure in grado di dare respiro a una vasta platea di soggetti, come il prestito alle piccole e medie imprese fino a 25mila euro con garanzia piena da parte dello Stato, il bonus per gli autonomi da 600 euro in prima battuta e passati a 800 nella seconda e la cassa integrazione per 9 settimane. Una manovra in grado di movimentare qualcosa come 750 miliardi di euro: nessun altro Paese in Europa si è spinto a tanto”. 

“Date le circostanze - conclude Ortis – siamo consapevoli che molto deve essere ancora fatto e dunque siamo in attesa di poter utilizzare i fondi europei, buona parte dei quali saranno, auspicabilmente, a fondo perduto”.