1º Maggio "spegniamo l’Italia per difendere il nostro lavoro", la protesta dei commercianti di Larino

Questa sera dalle 21:30 alle 21:40 le partite iva dell’Ho.re.ca e di tutto l'indotto, spegneranno le luci delle proprie case in tutta Italia.
A sostegno dell'iniziativa nazionale e degli esercizi pubblici Frentani il sindaco di Larino e l’amministrazione comunale nella persona del Consigliere Pontico si è resa disponibile a fare la sua parte spegnendo l’illuminazione pubblica della piazza Vittorio Emanuele di via Cluenzio e le luci del monumento ai caduti
«Un gesto semplice ma potentissimo, per manifestare contro chi - con scelte scellerate - sta oscurando le nostre aziende. L’ennesimo atto per far ascoltare le proposte degli Italiani che lavorano e che amano il proprio paese.
Ci teniamo a precisare che la nostra non è neanche una richiesta di poter aprire a tutti i costi e prima possibile: aprire rispettando le regole sanitarie e di distanziamento di cui si sente parlare significa ridurre drasticamente gli incassi e aumentare i costi: il preludio del fallimento. Pensiamo che aprire in queste condizioni vuol dire morire. Desideriamo tornare a lavorare, ma in alcuni locali con le nuove regole non entrerebbero più di tre o quattro persone e in queste condizioni non siamo in grado di mantenere i nostri dipendenti. 
Il Governo,sia Regionale che Nazionale, deve farsi carico di questa situazione, aiutarci a sopportare i costi fissi con contributi a fondo perduto e preservare le imprese e la ricchezza imprenditoriale di questo comparto fondamentale per l’economia italiana in modo che, quando saremo in grado di ripartire, nessuno sarà costretto a chiudere. 
Ribadiamo con un gesto pacifico, quanto il nostro settore sia in difficoltà e quanto il comparto dell'ospitalità sia il motore dell'economia italiana.
Un gesto carico di “valore” contro chi prova a metterci in ombra, rischiando di far chiudere per sempre le nostre attività a causa di misure economiche inefficaci. 
Un gesto che vuole parlare al Governo (ancora una volta) perché se fallisce il nostro settore, l'Italia si spegne!»