"PLENILUNIO DI PRIMAVERA“ di Virginia Notarpasquale - #Poesia Senza Tempo Nel Nostro Tempo

Bella…. Basterebbe per descrivere una sonante poesia che della primavera ne fa eroina e per via di essa, decanta la vita ! Nel commento critico delle bravissime Carol Guarascio e Elèna Varanese, traspare l’ispirazione Leopardiana e, senza dubbio, questa guida la poetessa, Virginia Notarpasquale, a scrivere una pagina di alta scuola dando , ad essa ,un titolo alquanto appropriato “ Plenilunio di primavera”. Titolo ispiratore la dolcezza della mano, nell'incorniciare un quadro nobilissimo, di una Antonietta Aida Caruso, mai fuori luogo.

La “ Luna “ in maiuscolo, che da “ Divina “ e “ Superba “ madre, ci guarda senza pari e senza pari si pone nel punto più vicino tra la Terra ed il Sole, nell’orbita che questi descrive da sempre attorno ad una Terra che ormai ha da combattere solo indifferenze, malinconiche vite e, punti troppo vicini alla Morte.

Ed allora il candore del Pianeta “ stella differente e dalla luce abbagliante “ purifica , ti ingabbia a se, come solo un amante folle e perduto nell’anima può . Mai del tutto fedele, quanto basta distante, odiosamente e trasparente ozioso di amore vero, puro e semplicemente inscindibile. Ladra di sorrisi, di fughe d’amore e di contatti rubati, mai semplicemente soddisfacenti, l’amante che non nasconde i sentimenti ma nasconde se stesso coprendosi con il velo dall’elegante tradimento. Come tutti gli amanti, uno dei due vorrebbe che si trasformi in “ Amore perenne e per sol se stesso “ . Tu cara Luna non puoi esserlo e, poiché follemente innamorati , nonostante tutto, si è disposti ad aspettare e chissà per quanto. 

 

“ PLENILUNIO DI PRIMAVERA “ di Virginia Notarpasquale

- Stasera di te mi vesto fascino bianco

bagliore di Luna che strega e avanza 

e….giunta al Perigeo, noi umani incanta…

- Vicina più che mai, rapisci, seduci…abbagli !!

Stordita, alfin , con te io parlo e, fiera,

ti sfido a farmi tua amante,

ma tu…se pur così maliarda….

Resti fatalmente distante.

- “ Oh Luna, tu che guardi gli amanti “

bugiarda stasera più che mai,

da nuvole fugati nascondere ti fai.

- Miraggio sono allora i sogni miei?!

…. attendere ancor dovranno….

….mille e più primavere.

 

Commento Critico

Di leopardiana ispirazione, la poesia rileva una delicata sensibilità verso la vita, la natura e inevitabilmente i sogni.