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Rimpasto di Giunta, Toma pensa alle deleghe dei consiglieri. Assessori depotenziati ma con l'arma del voto in aula

Il governatore Donato Toma ha assegnato le deleghe. Si chiude, così, il rimpasto di Giunta, iniziato a metà aprile, in occasione del voto del bilancio in Consiglio regionale con l’azzeramento dell’esecutivo regionale e la cancellazione della norma della surroga degli assessori regionali con i primi dei non eletti. Azzeramento passato attraverso la nomina dell’unico assessore Maurizio Tiberio, prima della nomina degli attuali assessori Vincenzo Cotugno, Vincenzo Niro, Nicola Cavaliere e Roberto Di Baggio. Nel pomeriggio di sabato 9 maggio 2020, dunque, l’assegnazione delle deleghe.
Passaggi obbligati per il Presidente della Giunta regionale, al fine di mantenere i numeri della maggioranza. E un altro percorso obbligato sarà quello della consegna delle deleghe ai consiglieri regionali, operazione tesa a fidelizzare la maggioranza di centrodestra. E, così, diverse deleghe sottratte agli assessori potrebbero terminare in capo ai consiglieri regionali per tenerli buoni all’atto del voto a Palazzo D’Aimmo.
Il Sottosegretario Quintino Pallante e il consigliere regionale Andrea Di Lucente potrebbero contendersi i Trasporti e la Mobilità, che erano stati in capo, nei primi due anni di legislatura, all’assessore Vincenzo Niro. L’ex sindaco di Vastogirardi potrebbe dirottarsi sulla delega tolta a Cotugno, ovvero la Cooperazione Internazionale.
Di Baggio, che ha conservato l’Istruzione, ha perso l’Università, Ricerca e Innovazione, destinate ad andare in capo al vice-presidente del Consiglio regionale Gianluca Cefaratti.
D’Egidio potrebbe prendere l’Ambiente, sottratto a Cavaliere. E qui potrebbe aprirsi una ‘guerra’ a novembre, al giro di boa, tutta matesina con la materia a cui sarebbe interessato anche Micone, che non è sicuro che potrà continuare la sua esperienza alla Presidenza del Consiglio regionale. Ruolo a cui guarderebbe con interesse Quintino Pallante.
In attesa dell’assessore in quota Lega, il Lavoro potrebbe andare ad Aida Romagnuolo, alla quale, in alternativa, potrebbe andare l’Energia. A Filomena Calenda potrebbe andare il Sociale.
La questione deleghe ai consiglieri regionali dovrebbe risolversi entro due settimane, ovvero prima della votazione della mozione di sfiducia a Toma presentata da PD e Movimento 5 Stelle. Un appuntamento a cui la maggioranza vuole presentarsi compatta. Ma i quattro assessori avranno digerito la sottrazione di deleghe, ovvero di peso specifico all’interno della Giunta regionale? Oggi i componenti dell’esecutivo votano in aula. E, così, ora per Toma si apre una doppia partita: accontentare i consiglieri regionali, ma anche ‘risarcire’ qualche assessore evidentemente deluso della fiducia riposta nel governatore all’atto delle dimissioni venti giorni fa. Diversamente, il rischio è uno: quello del definitivo azzeramento. Di cosa? Dell’intero Consiglio regionale e, dunque, del ritorno alle urne.