Rispetto o disprezzo delle regole? "dope arrubbate Santa Chiara mettette le porte de fierre”

In quel tempo, che poi è il tempo di oggi, girava per le strade una enorme pandemia. La pandemia l’avevano dimentica, l’avevamo ristretta, circoscritta e ristretta nei libri di storia, tutti noi ricordiamo la peste dei Promessi Sposi, ed altre “anemità” del genere. Oggi no, oggi la “peste” gira tra di noi, ci aleggia sulla capoccia e ci può colpire da un momento all’altro. La pandemia del duemila ci ha portato a rivoluzionare la nostra vita, i nostri affetti, le nostre abitudini. La pandemia ci ha tolta la felicità, al gioia di salutare con un abbraccio una persona amica, ma non solo un abbraccio anche una semplice stretta di mano. Due mesi e più di reclusione domestica con gli affetti al di fuori dello stato di famiglia da contattare solo al telefono, solo a distanza solo senza contatti. Persone care che in questi due mesi ci hanno lasciato, ma ci hanno lasciato con discrezione sia nel dipartire sia nel saluto che avrebbero meritato. Io, ma tutti ni, in questi due mesi ho visto, anzi non ho visto, parenti ed amici carissimi che come si diceva una volta a Campobasso: “è iute a Fasciule”, detto nato dal fatto che una volta il funerale dopo la funzione religiosa proseguiva in corteo sino, più o meno, dove adesso c’è il palazzo del Tar. A quel punto i partecipanti salutavano i congiunti formulando le condoglianze. “A Fascìule” perché sembra che lì abitasse la famiglia Fagiolo …. Sembra … tradizioni che nel corso degli anni cambiano e mutano i comportamenti. Il mutare dei comportamenti è dato anche dalle norme che man mano hanno portato dei cambiamenti alla nostra vita: anni fa non era casuale vedere persone che ammazzavano il maiale davanti il portone di casa in pieno, quasi, centro urbano. Il mutare delle condizioni di vita ci hanno portato a cambiare le nostre regole di comportamento. In verità solo in caso di questa pandemia c’è stata una stretta sulle regola da comportamento, una stretta sulle nostre abitudini. La stretta ha impattato con il nostro modo di vivere e le nostre abitudini.  Immediatamente ci siamo dovuti abituare alla nuova situazione rispettando le regola e mettendo d parte affetti e modi di comportamento. Siamo stati bravi? Alla luce degli ultimi contagi dovuti da comportamenti menefreghisti, da comportamenti che nulla hanno per il rispetto delle regole e della vita altrui. Dicevo prima ho dovuto sopportare la perdita di parenti ed amici senza avere la possibilità nemmeno di fare le condoglianze ai congiunti, persone a me care. Abbiamo dovuto rivedere la nostra vita, abbiamo dovuto passare la Pasqua e la Pasquetta nel nostro unico e solo “stato di famiglia”, abbiamo dovuto sopportare tutto questo nel bene nostro e nel rispetto degli altri. Poi s쳭e che viene a mancare un persona della comunità ROM, cui porgo le mie condoglianze, e si apre un libro di comportamenti “strani” vista l’impennata dei contagi. Impennata dovuta al fatto che, in ossequio alle proprie tradizioni, la comunità ha voluto proteggere le condoglianze alla famiglia. Poi,  leggendo qua  e la, si “scopre” che anche un sacerdote si è recato in casa del defunto per benedire la salma, non so se poteva o meno farlo, cosa che invece ritengo assurda, è che il sacerdote si sia recato dal medico preoccupato, il sacerdote, di poter contagiare i suoi confratelli, e che il medico non abbia segnalato il fatto alle Forze dell?ordine. Forze dell'Ordine, insieme al Sindaco di Campobasso, che avrebbero dovuto vigilare sullo svolgimento dei funerali o delle semplici condoglianze secondo le norme attuali, non secondo il codice dell Statuto Albertino. Semplicemente “strano”. Sappiamo tutti che per tradizione, per credo, per usanza la comunità Rom tiene molto allo svolgimento dei funerali, tutti, Sindaco e Forze dell’Ordine, in primis, sappiamo questo. “Scappati i buoi si chiudono le stalle”, oppure: dope arrubbate Santa Chiara mettette le porte de fierre”. In questo episodio ci sono responsabilità che vanno cercate e perseguite. Non posso accettare di rimanere chiuso in casa e ci siano, invece, persone che liberamente danno sfogo alle loro usanze e tradizioni. La mancanza di rispetto delle regole è peggio del non applicare la tradizione. Contenti di aver salutato il loro congiunto? Speriamo che questo saluto non faccia aumentare i numeri negativi di questa faccenda. I colpevoli paghino e le amministrazioni provvedano ad effettuare quanti più tamponi possibile. Sindaco e Forze dell’Ordine facciano monitoraggio del territorio e facciano rispettare le regole a tutti. Senza considerare il Presidente della Giunta Regionale che ancora parla di riapertura pur stigmatizzando la drammatica situazione. Esprime, il Presidente della Giunta Regionale, solidarietà alla Presidente della Giunta Regionale della Calabria che si è vista annullare la riapertura delle attività commerciali. Cerchiamo di capire di che morte morire, visto che siamo stati condannati da chi ci avrebbe dovuto proteggere. Scusate ma sono inca…volato nero. Statevi arrivederci!

di Franco di Biase