"IO PRIGIONIERO" di Ugo D’Ugo - #Poesia Senza Tempo Nel Nostro Tempo

E’ sera ormai, il tempo nonostante la quarantena scorre anche se lento. Le giornate sono piene di diverse sfere d’animo e mai completamente vuote. La poesia ci dona riflessioni, emozioni, conoscenze, profondità.

E così, come da giorni, sfogliando il volume curato da Antonietta Aida Caruso, ci si imbatte in poesie e dipinti “ senza tempo nel nostro tempo” . Autori più o meno noti che ogni anno si cimentano in sviscerati stati d’animo contraddistinguenti “ il poeta “, dal semplice scrittore per terzi. Ogni poeta è disposto all’altruismo anche se, quel pizzico di narcisismo ,non può mai esser del tutto posto in un cassetto. La voglia di trasformarsi in un piccolo cantore di vita, verità, morte, illusione, amore, odio, è il senno trasparente di un Mondo che dichiara guerra alla noia ed alla caducità che da sempre hanno della macchia il cor sospeso.

La poesia di oggi è scritta dal poeta Campobassano Ugo D’Ugo, dal titolo decisamente attualizzante, vero e sicuramente, all’apparenza, non ben augurante. Ugo, ex ferroviere in pensione, fin da ragazzo scrive poesie e soprattutto del tipo dialettale. Apprezzatissimo ha organizzato per anni le attività culturali del Dopolavoro Ferroviario di Campobasso. E’ ideatore de “ Cafè Letterario e del premio Nazionale di Poesia “ G. Altobello “ ne è stato organizzatore. E’ fondatore dell’Associazione Culturale “ Francesco Jovine “ di Campobasso.

Un poeta e scrittore navigato che mai ha perso lo spirito bambino che lo porta ad essere quanto contemporaneo , quanto disinvoltamente autonomo da schemi e metriche.

La sua poesia “ Io Prigioniero “, positivamente commentata dalle bravissime Carol Guarascio ed Eléna Varanese, lo vede in lotta con un passato tormentato, pieno di insicurezze, di vita vissuta intensamente sotto ogni profilo e, nel vedersi solo al passato, si domanda se potrà continuare ad amare, a vivere,ad osare come allora per un tempo che trascorre e che non ti da più forza di pensare al poter agire. Colpa di tempo passato e della perduta giovinezza. L’età avanzata e già passata, rende saggi o quantomeno meno reattivi alla condizione di estemporaneità e spontaneità nel prodigarsi verso il prossimo, verso la famiglia, verso il Mondo che non si ferma e non agevola nessuno nell’ordine del tempo stesso. Ed allora il passato diventa un tormento che non ti permette di goderne ma ,ti pone sofferente ,proprio per l’incapacità di non poterlo ripercorrere. Il dramma interiore è vivo, sincero, senza paradigmi di spazio e di pianto. Il tempo non si ferma , non lo si può fermare. Gli eventi non si possono condizionare ma, solo sperare che nel miglior delle cose, ti liberino dall’essere di te stesso “ Prigioniero “.

 

“ IO PRIGIONIERO “ di Ugo D’Ugo

- Prigioniero

del passato

mi rodo l’anima.

- Ho amato

ho donato

ho conosciuto.

- Mi sento vecchio

di cent’anni

quando la parola

muore sulle labbra

e a nulla possono

le mie povere forze.

- Conoscere

amare

donare

vivere

è ciò che conta.

- Potrei ancora tanto?

Quest’anima

non sazia

si dispera….

e si perde

nei ricordi.

 

Commento critico

Prigioniero di se stesso e del tempo che scorre inesorabile, il poeta s’interroga sul suo passato, più ancora che sul suo presente.