Accadde Oggi 18 maggio - #almanacco

Oggi, 18 maggio, La Chiesa festeggia San Giovanni I Papa e Martire

1012 – Consacrazione di papa Benedetto VIII


1190 – Terza crociata: i crociati guidati da Federico Barbarossa e Federico VI di Svevia vincono la battaglia di Iconio contro il Sultanato di Rum


1198 – Incoronazione di Federico II Hohenstaufen come re di Sicilia nella cattedrale di Palermo


1652 – Il Rhode Island approva la prima legge che rende la schiavitù illegale nel Nord America


1743 – Il papa Benedetto XIV pubblica la Lettera Nimiam licentiam, sulla deplorevole facilità con cui si deroga alle norme sulla celebrazione dei matrimoni


1783 – Saint John, Nuovo Brunswick, Canada – I primi Lealisti dell’Impero Unito raggiungono Parrtown


1804 – Napoleone Bonaparte viene proclamato imperatore dal senato francese


1896 – Nel campo di Chodynka, presso Mosca, 1.389 persone muoiono schiacciate dalla folla riunitasi per festeggiare l’incoronazione di Nicola II di Russia


1910 – La Terra passa attraverso la coda della cometa di Halley 

1920 -- Nasce Papa Giovanni Paolo II  

1921—Viene messo in commercio il cerotto

1944 --Seconda guerra mondiale: battaglia di Monte Cassino – I tedeschi evacuano Montecassino e le forze alleate catturano la roccaforte dopo una resistenza di quattro lunghi mesi.

1946 –Nasce il grande Giampiero Galeazzi, detto “bisteccone “


1948 – Il primo Yuan legislativo della Repubblica Cinese si riunisce ufficialmente a Nanchino


1951 – Il Consiglio di sicurezza dell’ONU condanna Israele per l’attacco alla Siria, e ingiunge allo Stato ebraico di far rientrare gli abitanti espulsi


1951 – Ruben Rausing presenta la prima confezione per alimenti in Tetra Pak


1953 – Rogers Dry Lake, California: Jacqueline Cochran diventa la prima donna a superare la barriera del suono (volò con un F-86 Sabrejet ad una velocità media di 1.049,83 km/h)


1958 – Un F-104 Starfighter stabilisce il record mondiale di velocità a 2.259,82 km/h


1969 – Programma Apollo: lancio dell’Apollo 10


1974 – Nell’ambito del progetto Buddha sorridente, l’India fa detonare con successo la sua prima arma nucleare, diventando la sesta nazione a disporre di tale tipo di armamento


1976 – Si accentua il clima di terrore in Argentina dopo il colpo di Stato; ritrovati centoventisei cadaveri crivellati da raffiche di mitra; le persone sequestrate e scomparse (desaparecidos) salgono a diverse centinaia


1986 – Papa Giovanni Paolo II pubblica l’enciclica Dominum et Vivificantem, sullo Spirito Santo nella vita della Chiesa e del mondo 

1897 –Nasce Frank Capra
1990 – Il TGV Atlantique n.25 (TVG325) conquista il record di velocità per mezzi ferroviari convenzionali raggiungendo i 515,3 km/h

1939 – Nasce Giovanni Falcone

1988 – Muore Enzo Tortora


1993 – Dopo undici anni di latitanza, all’alba viene arrestato il boss mafioso Nitto Santapaola. Si nascondeva in Sicilia, nelle campagne di Mazzarrone (Catania)

1994 – Il Milan si aggiudica la Champions League

1998 --Caso antitrust Microsoft: Il Dipartimento della giustizia degli Stati Uniti e 20 stati americani aprono un procedimento dell’antitrust contro la Microsoft.


1999 – Carlo Azeglio Ciampi inizia il suo mandato di presidente della Repubblica


2005 – Durante una spedizione italiana sull’Annapurna, una valanga travolge gli alpinisti, causando la morte di Christian Kuntner, originario dell’Alto Adige


2006 – Il Nepal con una risoluzione del parlamento si dichiara stato laico


2018 – All’aeroporto di L’Avana, un aereo in fase di decollo si schianta al suolo provocando la morte di 107 passeggeri 

2020 – Inizia la fase tre – Il coronavirus fa meno paura? Riaprono dopo oltre due mesi parrucchieri, ristoranti, negozi di abbigliamento.  

 

L’elenco degli accadimenti del 18 maggio è davvero lungo e pieno di eventi importanti come l’invenzione del cerotto, la nascita di Falcone, la nascita di papa Giovanni Paolo II che festeggia i suoi 100 anni. Un uomo divenuto Papa, un Papa rimasto uomo. “Anche non so se potrei bene spiegarmi nella vostra…nella nostra lingua italiana…se mi sbaglio, mi corrigerete ! “e per sempre entrò nei cuori di ognuno di noi.   E poi, la guerra Mondiale, l’elezione di Ciampi a Presidente della Repubblica, lancio dell’Apollo 10, l’arresto di Nitto Santapaola ma l’accento e l’attenzione non possono non essere dedicati alla morte di Enzo Tortora, vita stroncata da un’ingiustizia giudiziaria che ancora deve essere lavata. 

Ore 4 del mattino di un giorno buio della Repubblica Italiana. Era il 17 giugno 1983 quando i Carabinieri del Reparto Operativo di Roma traggono in arresto, prelevandolo da una stanza dell’Hotel Plaza, uno sgomento Enzo Tortora. Egli, come uno dei peggiori criminali, viene addirittura ammanettato. L’accusa: traffico di stupefacenti ed associazione di stampo camorristico.

La trasmissione più amata dagli italiani “Portobello “, dopo il “Festival di San Remo “e la “Domenica Sportiva “, rendono Enzo Tortora l’uomo tv più amato e rappresentativo. L’opinione pubblica rimane basita, sgomenta. Le accuse appaiono schiaccianti.

Tortora è coinvolto in un’indagine che porta all’arresto di oltre 850 persone collegate alla Camorra e le accuse a carico del presentatore si basano sulle dichiarazioni di ben 19 pentiti. Tra questi spicca il nome di Pasquale Barra, ‘o animale, legato alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo e noto per la ferocia dei suoi omicidi. Incredulità nell’associare Tortora a tali animali. Oltre alle parole dei pregiudicati, è soltanto una la prova materiale che porta all’accusa di Tortora: l’agendina trovata nell’abitazione del camorrista Giuseppe Puca, detto ‘o Giappone. All’interno, a penna e con grafia confusa si trova un numero di telefono con sotto il nome: Tortora. 

Il conduttore, portato a Regina Coeli, resta in carcere sette mesi e come racconta in una delle sue lettere viene sistemato in una cella di pochi metri insieme ad altre sette persone. L’unico appiglio per non impazzire è scrivere alla sua compagna, Francesca Scopelliti. La Rai, per cui ha lavorato anni, è la prima a trasmettere in modo morboso le immagini di Tortora ammanettato. La macchina del fango accende i motori.  Bugie su bugie, la corsa alle prese di posizione di decantati amici.

Dal carcere nulla trapela all’esterno e così al contrario. Tortora dopo mesi in una cella piccolissima ed affollatissima, viene a sapere di quante assurdità si dicevano di lui e sbotta “Non mi parlare della Rai, della stampa, del giornalismo italiano. È merda pura. A parte pochissime eccezioni mi hanno crocifisso, linciato, sono iene “- le sue parole scritte alla sua compagna. “Questo Paese non è più il mio. Il mio compito è uno: far sapere. E non gridare solo la mia innocenza: ma battermi perché queste inciviltà procedurali, questi processi che onorano, per paradosso, il fascismo, vengano a cessare. Perché un uomo sia rispettato, sentito, prima di essere ammanettato come un animale e gettato in carcere su delazioni di pazzi criminali”. Le sue ultime righe della lettera.

Enzo Biagi, finalmente si ribella e scrive una letteraccia a Pertini, allora Presidente del Senato al fine poter permettere una difesa adeguata ad un Enzo Tortora ormai allo stremo della sopportazione. Qualcosa si muove ed anche Piero Angela, Indro Montanelli, Giorgio Bocca, entrano a gamba tesa nei confronti di una macchina incredibilmente disumana. Leonardo Sciascia, addirittura si scaglia contro tutti ed urla al mondo l’innocenza dell’amico Enzo. Dopo mesi di assurda detenzione esce dal carcere per affrontare il processo. Pannella, indiscusso paladino dei diritti civili, ci manca moltissimo, lo candida con il partito radicale, alle Europee del 1984. Viene eletto! Un incredibile linguaccia, quella del procuratore Diego Marmo, si scaglia contro Tortora definendolo cinico mercante di morte; deputato con i voti della malavita. Una uscita che sarebbe ancor oggi da censurare. L’eco delle testimonianze dei pentiti, il clamore suscitato, la paura di essere additati come responsabili di un fallimento nei confronti di un innocente, fa si che Magistrati poco attenti alla verità e più attenti alla loro convinzione di intoccabili, lo condannano nel settembre 1985 a 10 anni di carcere.
Da grande uomo Tortora rinuncia all’immunità parlamentare e si consegna da innocente. 

“Io grido: sono innocente. Lo grido da tre anni, lo gridano le carte, lo gridano i fatti che sono emersi da questo dibattimento! Io sono innocente, spero dal profondo del cuore che lo siate anche voi”. Queste le parole che Enzo Tortora ripeterà in ogni dibattimento successivo.  Nel 1986 e nel 1987 emerge la verità: Enzo Tortora viene assolto con formula piena sia in secondo grado che in Cassazione. 

Gli ignobili sciacalli scappano via e cavalcano l’errore giudiziario. Il nome sull’agenda di Puca non era quello di Tortora ma quello di Tortona ed il numero era quello di una sartoria e non quello del presentatore. Il camorrista Giovanni Pandico che ebbe ad imbastire la rete delle testimonianze false, volle “giustiziare “Tortora in quanto lo stesso aveva inviato del carcere alcuni centrini alla redazione di Portobello per metterli all’asta e la redazione avendoli smarriti non assolse al richiesto. Il 20 febbraio 1987 Enzo Tortora torna a condurre “Portobello “. Esordì così: <>. Il pubblico lo accoglie con una lunghissima standing ovation e il presentatore trattiene a stento la commozione. 

Fu la fine di un tritacarne che non ebbe nessuna conseguenza per i Giudici colpevoli di negligenza, di protagonismo e di casta senza eguali. Un caso di malagiustizia senza pari che nella riflessione di una politica distratta portò al referendum sulla responsabilità civile dei magistrati ed alla approvazione della Legge “Vassalli “che invece di punire i colpevoli di negligenza ed incompetenza, punisce i cittadini che si trovano a pagare per gli errori in nome della Repubblica Italiana.

Il 18 maggio 1988, Enzo Tortora è morto a causa di un cancro ai polmoni. Gli anni di stress, di dolore e di privazioni hanno messo a dura prova la sua psiche e il suo corpo e non si è potuto godere la libertà difesa a un costo così alto. Strade e piazze portano il suo nome. La vergogna è invece rimasta in seno a uno Stato che non ha saputo garantire a un cittadino i propri diritti, distruggendo la sua esistenza. Omicidio di Stato, ci verrebbe da dire.

L’onta purtroppo continua anche oggi a causa di giornalisti e Ministri che farebbero bene a chiudersi nel silenzio più profondo e dimettersi da cariche pubbliche. Il Ministro Bonafede in una trasmissione televisiva nel ricondurre tutto alla sua legge sull’abolizione della prescrizione alla considerazione della giornalista: << Ma molti potrebbero subire processi lunghissimi e protrarsi da innocenti in carcere, come fu per Tortora >>, ebbe a rispondere così << Gli innocenti non finiscono in carcere >>. Gaia Tortora, al sol pensiero di quanto accaduto al padre ed alle 27 mila persone che tra il 1992 al 2018 hanno subito la stessa sorte con risarcimenti risibili, offesa rispose: << Ministro le chiedo di spiegare la frase – gli innocenti non finiscono in carcere! - >> Il Ministro ebbe a cambiare volto ed ammutolì. Ancor più incredibile la stralunata uscita di un Travaglio sempre più preso a sparlare e non a fare giornalismo, dichiara: << Non c’è nulla di scandaloso se un presunto innocente è in carcere: è la legge che lo prevede >>. Eloquente ed esaustiva la risposta di Gaia Tortora: << Travaglio, ma vaffanculo >>.

Necessita una seria e profonda riflessione, una forte presa di coscienza e, un inno di scuse ad Enzo Tortora che senza l’onta di una ingiustizia impunita, sarebbe ancora qui con noi e, tutti noi avremmo goduto del suo inesauribile sorriso e della sua “Portobello “.