Scuole paritarie dimenticate: al via 2 giorni di sciopero

di Marco Bruni

Il “decreto rilancio” non convince numerose fette della società civile che si sono viste completamente escluse da qualsivoglia interesse.

Le scuole paritarie, che in Italia contano circa 12.000 istituti e 180.000 dipendenti al servizio di 900.000 studenti, lanciano il grido di allarme con una due giorni di sciopero a partire da domani, 19 maggio 2020, annullando tutte le lezioni on-line oltre a le numerose attività legate alla didattica a distanza.

Il Governo Conte mette sul piatto un miliardo e mezzo per la sanificazione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici, esclusivamente statali. Solo qualche briciola, circa 80 milioni di euro, saranno destinati a parziale copertura delle rette divenute impossibili da pagare per le famiglie entrate in crisi con la pandemia ancora in atto.

Ripartire a settembre con i rigidissimi protocolli che prevedono, giustamente, sanificazioni continue degli ambienti scolastici oltre che a innumerevoli interventi straordinari di messa in sicurezza necessari e obbligatori per legge, risulterebbe oltremodo impossibile per i numerosi istituti paritari italiani e, soprattutto, molisani che si ritroverebbero in una situazione di assoluta disparità rispetto agli istituti statali. Scaricare gli enormi costi, non previsti in condizioni di normalità, sulle rette delle famiglie che scelgono liberamente un’istruzione paritaria riconosciuta dal dettato costituzionale, porterebbe all’inesorabile chiusura degli istituti paritari in una percentuale ottimistica che si aggira intorno al 35% con oltre 300.000 studenti che si riverserebbero sulla scuola statale.

Il mondo associativo, che rappresenta l’istruzione paritaria, chiede a gran voce un intervento parlamentare di modifica attraverso emendamenti al decreto della discordia. Pd e 5 stelle sembrano voler tirare dritto ad esclusione di Italia Viva che, insieme a tutto il centro destra compatto, avrebbe i numeri per approvare sostanziali modifiche utili alla causa.

La due giorni di sciopero si è resa necessaria, a detta delle associazioni di categoria, per sensibilizzare l’opinione pubblica su una questione spinosa che manderebbe all’aria anni di sacrifici da parte di istituti che offrono, da sempre, un servizio volto a rendere effettivo quel pluralismo culturale richiamato, più volte, dalla nostra carta costituzionale.