Accadde Oggi 20 maggio - #almanacco

Il 20 maggio la Chiesa festeggia San Bernardino da Siena

 

1303 – Viene firmato il Trattato di Parigi del 1303 per porre fine alla guerra tra Regno di Francia e Regno d’Inghilterra


1427 – Guerra tra Repubblica di Venezia e Ducato di Milano, i milanesi sono sconfitti a Brescello


1498 – L’esploratore portoghese Vasco de Gama arriva a Kozhikode , in India

 

1506 – Muore Cristoforo Colombo

 

1570 – Abraham Ortelius pubblica il primo moderno atlante


1795 --A Parigi l’ultima sollevazione montagnarda detta del 1 pratile: essa segnò la definitiva caduta del ‘partito giacobino’.


1815 – Guerra austro-napoletana: con il trattato di Casalanza, firmato presso Capua e che pone fine alla guerra, il Regno di Napoli è dato nuovamente ai Borbone.


1859 – Seconda guerra di indipendenza italiana: Battaglia di Montebello

 

1874 – Levi Strauss e Jacob Davis ricevono il brevetto per i blue jeans con i rivetti in rame


1875 – Firma, da parte dei rappresentanti di 17 nazioni, della Convenzione del Metro con lo scopo di garantire misurazioni uniformi in tutto il mondo.


1882 – Triplice Alleanza tra Germania, Austria-Ungheria e Italia


1891 – Storia del cinema: Prima esibizione pubblica del kinetoscopio, di Thomas Edison

1902 – Cuba ottiene l’indipendenza dagli Stati Uniti.


1915 – L’Italia, dopo il Patto di Londra, ratifica l’entrata in guerra contro gli imperi centrali della Triplice Alleanza


1916 – Il Saturday Evening Post pubblica il suo primo numero con una copertina di Norman Rockwell (“Boy with Baby Carriage”)


1927 --Trattato di Gedda: l’Arabia Saudita diventa indipendente dal Regno Unito.

Alle 7:52 del mattino, Charles Lindbergh decolla dal Roosevelt Field di Long Island (New York) per la prima trasvolata atlantica senza scalo (arriverà a Le Bourget, Parigi, alle 22:22 del 21 maggio), dopo 33 ore e 30 minuti di volo


1940 – Olocausto: i primi prigionieri arrivano nel nuovo campo di concentramento di Auschwitz


1941 – Seconda guerra mondiale: Battaglia di Creta, le truppe tedesche invadono Creta

1943 – Nasce Albano Carrisi

1944 – Nasce Joe Cocker


1945 – Termina la Rivolta georgiana di Texel


1961 – Papa Giovanni XXIII pubblica la Lettera Enciclica “Mater et Magistra” sulla cristianità e il progresso sociale


1965 – Un Boeing 720-B pakistano si schianta durante l’atterraggio all’aeroporto del Cairo, Egitto: 


1970 – Viene promulgato in Italia lo Statuto dei lavoratori


1973 – In un incidente al GP delle Nazioni di Monza muoiono Renzo Pasolini e Jarno Saarinen

1989 – L’esercito sudafricano inizia le operazioni di ritiro dalla Namibia in ottemperanza agli accordi per l’indipendenza del paese.


1996 – A Cannatello, una contrada di Santa Margherita Belice (Agrigento), viene arrestato Giovanni Brusca, il boia della strage di Capaci


1999 – Omicidio D’Antona: a Roma le BR uccidono Massimo D’Antona, docente di diritto del lavoro all’Università “La Sapienza” di Roma


2002 – Viene ripristinata l’indipendenza di Timor Est


2006 – Completata in Cina la costruzione della Diga delle Tre Gole, la più grande opera idraulica del pianeta


2010 – L’istituto privato “J. Craig Venture Institute” di Craig Venter ha annunciato di aver creato la prima cellula sintetica capace di vivere e di riprodursi.


2012 – Un terremoto di magnitudo 6.0 colpisce la regione Emilia-Romagna uccidendo 7 persone e ferendone 50. La scossa viene avvertita in modo violento in tutto il Nord Italia.


Molte le ricorrenze ma, crediamo sia giusto ed imprescindibile ricordare la conquista del Mondo dei lavoratori che dopo anni di lotta, di soprusi, di autarchie e sfruttamenti, riescono ad ottenere uno statuto che ancor oggi vige sin dalla fatidica data del 20 maggio 1970. Continue pressioni per modificarlo da ogni parte politica ma, la forza e l’efficacia sono spina dorsale per resistere e, speriamo, resistere a lungo. Questo anche per ricordare l’ Omicidio D’Antona, quando a Roma le BR uccidono Massimo D’Antona, docente di diritto del lavoro all’Università “La Sapienza” ed onorare la sua memoria.

Incredibile simbolismo sul tema lavoro.Il 1^ maggio si è celebrata la “Festa del Lavoro che manca“, oggi si celebrano i 50 anni della nascita dello Statuto dei Lavoratori, Legge 300, 20 maggio 1970. Lavoro e statuto che son sotto pressione sulla tematica fondamentale delle  tutele con vari sconvolgimenti nei rapporti tra disoccupazione, privacy, sicurezza. Qualche giorno addietro nel ricordare l’apertura dello stabilimento Fiat Mirafiori abbiamo parlato di Autunno Caldo. Fu proprio la lotta operaia, quella dei diritti e dei doveri, che determinò la svolta epocale che ancora è nei cuori di chi ha lottato sino alla strenua delle proprie forze, per se e per l’intero mondo del lavoro. Son passati 50 anni e molti dei problemi e delle lotte operaie e sindacali sono ancora attualissimi.

Il Ministro del Lavoro che lo portò al varo definitivo si chiamava Carlo Donat-Cattin. Fu una delle leggi più importanti e significative della storia democratica del nostro paese.

Una conquista di tale importanza che lo stesso ministro riuscì a dettarne il significato nelle celebre frase : “La Costituzione entra nelle fabbriche”. Di indubbio valore le parole di grande impatto e straordinariamente efficaci. La Legge passò nonostante l’incredibile e forte ostruzionismo delle destre politiche ed economiche del tempo e non con pochi mugugni nell’area conservatrice e di destra della Dc, il partito di Donat-Cattin, e con la singolare e curiosa astensione dei comunisti. La battaglia fu lunga, estenuante, complessa, proseguita da un duraturo conflitto sociale  , senza precedenti nella storia italiana del dopoguerra. Protagonisti e non più sudditi, partecipi di una rivoluzione industriale ed economica per la partecipazione attiva alla costruzione della Democrazia e della Repubblica, un accertamento e tecnico dell’articolo Uno della Costituzione. 

Lo statuto aprì definitivamente le porte  ad un’architettura amministrativa con l’innesto di quei ceti non più residuali ma del tutto attivi e partecipativi.  Il dover necessariamente corrispondersi con il mondo operaio tramite i sindacati di categoria, il dover parlare di previdenza , sicurezza, divenne obbligo per uno Stato non più padrone e meglio, asservito alle lobby, ai padroni. Nasce uno Stato di Diritto con radicamento nel sociale , la difesa della legge elettorale proporzionale che, per Donat-Cattin come già per Luigi Sturzo, rappresentava l’unico strumento di emancipazione politica per i ceti popolari, cioè per consentire ad essi di avere, ad ogni livello e senza mediazioni gerarchiche, i loro diretti rappresentanti. Una legge che conserva, tutt’oggi, una bruciante attualità e modernità. Il  riconoscimento e la tutela dei diritti dei lavoratori non sono mode che passano e non hanno tempi determinati. Sono principi democratici che non possono essere sacrificati sull’altare di qualsiasi falsa e maldestra modernità. Per questo va ricordato e riletto anche se va, come ovvio, attualizzato e aggiornato. Soprattutto oggi, che l’emergenza Covid 19 ha messo in evidenza la fragilità di un sistema sociale, economico e sanitario, è più che mai d’attualità, soprattutto ai fini degli ammortizzatori sociali. Un’attualità incredibile che rivede lo spettro di un ritorno alle lobby ed alla penalizzazione della classe operaia a causa di trasferimenti di sedi amministrative nei paradisi fiscali o quanto tali come l’Olanda. Preoccupazione per la forza bruta di una politica che, vedendosi fuori dai propri passi la classe operaia denominata “ Falce e Martello “, cerca da anni di stravolgere i cardini dello Statuto stesso come l’abolizione dell’art. 18. Lo Statuto è vivo, vegeto, sempre più attuale e sempre più fermo nella piena condizione di grande difensore del popolo operaio e, per questo, per una revisione di ulteriore protezione necessaria contro le lobby della politica che man mano consentono alle lobby dell’economia di accaparrarsi fette dei governi per poterne poi disporre, occorre la sottoscrizione della “ Carta dei Diritti Universali del lavoro “ che andrebbe a rafforzare ulterior modo la Statuto e debellare la scellerata forza di una Politica non più degnamente rappresentata. Il cinquantesimo anniversario dello Statuto dei Lavoratori impone al sindacato, un po’ distratto e più attento alla politica della poltrona che del sindacato stesso,  di rimettere al centro dell’iniziativa un nuovo Stato sociale, il rispetto e la tutela dell’ambiente, un uso delle tecnologie digitali che salvaguardi il lavoro e non provochi emergenze occupazionali, nuovi investimenti pubblici che possano rilanciare opportunità economiche e di lavoro in un rapporto diverso tra imprese e lavoratori. Si torni alla contrattazione, al dialogo, alla sistemica uscita in piazza. Si ampli spazio alla formazione di nuove leve e nuovi sindacalisti senza seconde ambizioni e, si torni a parlare di diritti e non di poltrone. W i lavoratori, w lo Statuto, w il lavoro e che l’Italia torni ad essere il riferimento della più bella Costituzione del Mondo.