"TOM" di Giuseppe Marro - #Poesia Senza Tempo Nel Nostro Tempo

RUBRICA : “ Poesia senza tempo nel nostro tempo “ a cura di M. Varriano

E’ sempre difficile iniziare un dialogo senza guardarsi negli occhi e porsi il viso, da schermo a schermo.

La società dei social, l’uso indiscriminato di telefonini, tablet , dove la parola diventa  un messaggio, ed il messaggio non è nient’altro che la sintesi di un dialogo di 20 minuti posto ,a chi lo deve recepire , alla stregua di un solo click.  “Vb “ ( va bene) “ -  “TVB “ ( ti voglio un mondo di bene ) -  “ CCF “ ( indecifrabile per la nostra platea ). Questo il sillogismo e lo stereotipo di un discorso che, anni addietro, richiedeva l’uscita in piazza ed almeno uno spazio temporale di circa 3 ore. Oggi si corre sempre e, si corre pure nei e con i sentimenti, l’amicizia, gli affetti, le passioni, le gioie, i dolori, le sconfitte e le vittorie. -  “Come son contento della tua straordinaria conquista”-  si traduce in un semplice “ Urrà “. Siamo in balia della chiusura della mente, degli occhi e del cuore. Il poeta che oggi ci offre la sua splendida poesia, contemporanea, quasi rassegnata ma forte e monito per le generazioni attuali e future, trattasi di un giovane Bojanese dalla penna facile, arguta, significativa e senza tempo. Giuseppe Marro il suo nome. La poesia dal titolo “ TOM “ ,del tutto al contesto estraneo, sembrerebbe, risulta indiscutibilmente appropriato , ne condivide la stessa nel capirne il senso profondo, pieno e senza una sola sbavatura. Tratta dal volume “ Poesia senza tempo nel nostro tempo “ curato da Antonietta Aida Caruso con note critiche delle bravissime Carolo Guarascio ed Elèna Varanese, la poesia ci trasporta , da automi,  a ragionare sul nostro automatismo senza regole, senza vita, senza cuore. Si vive di click e di giorni senza più afflato, senza umano incontro, senza quel contatto che forse, a causa del virus silente e malefico, ci ha forzatamente tolto. Si è diventati tutti dipendenti di una realtà inumana, piena di disagi e di finte amicizie, di cui ci si vanta per numero e non per qualità. Ed allora lo sconforto della umana relazione mancante, ti prende, non ti lascia dormire, ti attanaglia ma, solo sino alla nuova alba purtroppo. Essa , nel porsi al giorno, ridisegna sempre più la solitudine di un Mondo che arranca ma, resta sempre saldo in sella,  confonde e riesce ad essere percepito senza confusione, destabilizza ma torna sui suoi passi e ti fa sembrare tutto a portata di ….. click…  L’oppressione si fa strada, lo stato comatoso è ormai una routine. Uscire diventa collegarsi a schermi colorati senza colori , a tastiere sempre più piccole e scomode e, sol per dire la propria al mondo, al passo con i tempi , i tempi della solitudine piena di gente virtuale, del silenzio pieno di frasi fatte, di scritti senza cuore, di anime che confondono l’amore con il freddo animo di un motore di ricerca che d’amore può solo darti la definizione , cancellando passione,  gioia e afflato senza tempo. La depressione, da tutto questo imposta, non può che assomigliare ad un futuro peggiore ed essere rappresentata da quel Tom che finalmente non può che essere il Tom che è in ognuno di noi.

“ TOM “ di Giuseppe Marro

  • Si vive a mezz’aria

in una delle tanti colonne che grattano il cielo,

in un mondo di cemento,

giorno e notte non hanno più tempo,

nessuno guarda più l’esterno.

  • Anche oggi lavoro, sigarette e caffè,

si parla con il cell,

si compra per nutrire, si torna a casa senza vivere.

  • L’umanità è il tuo amico argomento,

post, like, commenti e passi il tempo.

  • Linguaggio è il messaggio,

circondato da relative persone,

sei solo ai tuoi occhi.

  • La piazza,

ti pavoneggi nel pensiero e nell’aspetto

con le tue foto con frasi ad effetto;

fallito disagio e inaccettato 

se non hai visualizzazioni sul tuo stato.

  • Tutto gira su un click…

Amicizia…

Vanto o vergogna ?

Dipende dal numero sul profilo social.

  • Anche oggi andrai a letto un po’ scontento

del tuo monotono triste momento.

Cambi lato agitato,

in cerca del sonno aspettato,

provi ad immaginare ;

quando il mondo no te lo ha mai chiesto…

Ricordi d’infanzia con uno schermo,

proiezioni con luci colorate,

avventure programmate.

  • Sempre stato rinchiuso,

non abituato a parlare,

persona dal carattere variabile, oggi cosa vuoi sembrare?

Sempre stato rinchiuso,

libertà via etere

circondato da muri,

corri tra corridoi.

Depresso in un mondo che ti ha imposto di esserlo.

                                                                            FUTURO

Commento critico

Rime interne e rime baciate con allitterazioni e frasi nominali puntano energeticamente il dito contro il male del secolo : la solitudine “ Social “.