ACCADDE OGGI 26 MAGGIO #ALMANACCO - Molise Web giornale online molisano

Accadde Oggi 26 maggio #almanacco

Oggi 26 maggio la Chiesa festeggia Santa Maria del Fonte presso Caravaggio e San Pardo

1896 – Charles Dow pubblica la prima edizione dell’Indice Dow Jones
1896 – Lo scrittore irlandese Oscar Wilde viene condannato a due anni di prigione per omosessualità
1906 – Viene inaugurato a Londra il Vauxhall Bridge.
1923 – Comincia la prima 24 ore di Le Mans
1969 – Programma Apollo: L’Apollo 10 rientra sulla Terra dopo un test di otto giorni di tutti i componenti necessari per l’imminente primo sbarco dell’uomo sulla Luna
1972 – Gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica firmano il Trattato anti missili balistici
1977 – George Willig scala la torre sud del World Trade Center, a New York
1983 – Un terremoto di magnitudo 7.7 colpisce il Giappone, causando uno tsunami che uccide almeno 104 persone, ferendone migliaia, e causando ingenti danni a diverse struttureLa NASA lancia il satellite Exosat.
1986 – La Comunità Europea adotta la Bandiera Europea
1991 – Un Boeing 767-300 della Lauda Air esplode sopra un’area rurale della Thailandia facendo 223 vittime
2001 – Un TGV Réseau stabilisce il record di velocità ferroviaria media su lunga distanza, tra Calais e Marsiglia: 306.37 km/h di velocità media, 1067.2 km coperti in 3 ore e 26 minuti
2002 – Il Mars Odyssey trova segni di grossi depositi di ghiaccio sul pianeta Marte
Álvaro Uribe diventa Presidente della Colombia
2003 – Solo tre giorni dopo il record precedente, lo Sherpa Lakpa Gelu scala l’Everest in 10 ore e 56 minuti. Il ministero del turismo del Nepal confermerà il record nel luglio dello stesso anno
2004 – Il New York Times pubblica un’ammissione di errore giornalistico, riconoscendo la parzialità dei suoi reportage e la mancanza di scetticismo verso le fonti, per quanto riguarda le rivelazioni sulle armi di distruzione di massa, che hanno aiutato a promuovere la Guerra in Iraq del 2003

Ricorrenze : Oggi è la Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla

John Wayne avrebbe compito 113 anni . Mike Buongiorno avrebbe compiuto 96 anni. Auguri a Nicola Piovani che compie 74 anni. Il 26 maggio del 2017 moriva Laura Biagiotti .

Oggi, 26 maggio ci piace parlarvi di una delle più belle feste religiose/ folkloriche del Molise e, non solo. A Larino, città frentana , si festeggia il Santo Patrono : San Pardo. 

Ci addentreremo in un mondo fatto di rumori, profumi, sapori, religiosità, tradizione. Buon viaggio !

San Pardo di Larino .  ( in parte fonte Wikipedia ) 

La sua vita ci è giunta in duplice redazione: l'anonima "Vita brevior" (circa X secolo) e la "Vita prolixior" del levita larinese Radoyno (circa X-XI secolo). Le notizie sulla vita del santo sono discordanti. A Lucera, infatti, la sua esistenza viene posta nel III secolo e per il vescovo Tria sarebbe morto verso il 265 d.C. circa; ma questa data non è supportata da alcuna fonte che la confermi. Nella più antica ed anonima "Vita brevior" la sua esistenza non è collocabile nel tempo, ma si può solo dedurre che il santo visse e morì prima dell'arrivo in Italia di Costante II (663 d.C.), tanto da far pensare ad alcuni autori religiosi del passato che fosse contemporaneo di S. Barbato, vescovo di Benevento e quindi vissuto tra la fine del VI e la metà del VII secolo.  Resta attualmente difficile collocare cronologicamente la sua parabola terrena.

Secondo le "Vite", Pardo era vescovo di un'anonima città del Peloponneso, vecchietto canuto, con una folta barba bianca, al quale mancava un pollice. ''Venuto in odio ai malvagi, fu da essi costretto ad andarsene in esilio'' ; lasciò con alcuni chierici la sua chiesa del Peloponneso e, peregrinando, si recò a Roma, presso il Papa .

La storia prosegue con il suo trasferimento a Lucera. Secondo la "Vita prolixior", a Roma fu raggiunto da alcuni suoi concittadini, che supplicandolo tentarono di convincerlo a ritornare alla sua sede; ma egli, già in età avanzata e di salute malferma, non esaudì le loro richieste, e su consiglio del Papa concesse loro la possibilità di eleggere un nuovo vescovo. Ottenuta dal Papa la facoltà di ritirarsi in un luogo della Puglia, accompagnato dai suoi chierici raggiunse un luogo nei pressi di Lucera. Giunto a Lucera, avrebbe fatto edificare due chiese: la tradizione locale pretende che siano l'una quella dedicata a San Giacomo Maggiore Apostolo o ai Santi Apostoli Filippo e Giacomo Maggiore; l'altra sarebbe l'antica cappella di Santa Maria della Spiga, edificata probabilmente sui resti di un tempio romano, a nord del centro storico. Rimasto per molti anni a condurre una vita di penitenza e preghiera, si sarebbe spento il 17 ottobre di un anno imprecisato nella sua piccola cella. 

A Larino il Cristianesimo era giunto secoli prima. Nell'antica regione frentana avvennero persecuzioni drammatiche e piuttosto cruente, che come a Roma portarono i credenti della nuova fede ad essere incarcerati e poi uccisi. Tale sorte toccò a tre fratelli larinesi durante l'impero di DioclezianoPrimiano, Firmiano e Casto; catturati dalle guardie dell'Impero ed incarcerati, furono uccisi nel Colosseo il 15 maggio del 303, o secondo un'altra ipotesi all'interno dell'anfiteatro romano di Lucera.

Larino fu invasa dai Saraceni e distrutta .I cittadini furono dispersi nelle campagne circostanti e in una città ormai deserta e diroccata gli abitanti di Lesina ebbero modo di trafugare le Sacre reliquie dei santi Primiano e Firmiano. Tornati nella loro città, i Larinesi scoprirono il furto e vennero a sapere che a commetterlo erano stati i Lesinesi insieme con i Lucerini, ivi trasferitisi assieme al loro vescovo prima della distruzione della loro città ad opera di Costante II nel 663 d.C.. Essi allora, organizzatisi, partirono alla volta di Lesina per recuperare le reliquie dei loro santi, ma inspiegabilmente si diressero verso Lucera e, aggirandosi intorno ad essa, raggiunsero il luogo dove era sepolto San Pardo, trovandolo intatto e mancante solo di un pollice. Considerarono il ritrovamento del corpo come un segno della volontà divina e, rubato un carro agricolo ed ornatolo poi con dei fiori, trasportarono le spoglie del santo a Larino, di cui fu proclamato protettore. Era il 26 maggio 842. La leggenda narra che, arrivati nei pressi della cittadina, i buoi che trainavano il carro, sfiniti dal viaggio, si fermarono, riottosi a proseguire il loro cammino. Il conduttore, pregando San Pardo affinché lo aiutasse a portare a termine il suo viaggio, fu illuminato dall'idea apparentemente inutile di piantare un bastone in terra. Non appena il conducente ebbe eseguito questa azione, iniziò a sgorgare acqua che permise ai buoi di abbeverarsi e finire il loro viaggio. Tuttora in quel luogo sorge la fonte di San Pardo, a ricordo del leggendario evento.

La caratteristica festa del patrono San Pardo si svolge il 2526 e 27 maggio.

Le origini di questa festa sono datate all'anno 842, quando alcuni abitanti sopravvissuti all'invasione dei Saraceni trovarono il sepolcro che racchiudeva il corpo del Santo e lo riportarono in città su un carro. L'allestimento dei carri (oggi se ne contano circa 130) è un'operazione che richiede tempo ed impegno. I carri sono trainati da pecore, vitelli, mucche e buoi, artisticamente addobbati e ricoperti di fiori.

Il Carro rappresenta il simbolo della famiglia tramandato di generazione in generazione, in segno di continuità della tradizione. Ciascun carro è contraddistinto da un numero progressivo, attribuitogli a seconda della data di creazione; i numeri più bassi corrispondono a quelli più antichi, quelli più alti sono di origine recente.

Da ormai qualche anno è stata introdotta nel giorno prima della festa vera e propria la benedizione dei buoi presso la fonte di San Pardo. Alle coppie di buoi presenti viene impartita dal parroco della città la benedizione, in seguito la carovana completa il rituale giro processionale presso il Centro Storico per porgere il saluto al Santo presente nella Basilica Cattedrale.

Il 25 maggio, dopo che il sole è tramontato, i carri si avviano dal Centro Storico verso la parte alta di Larino, chiamata Piano San Leonardo, dove sorge una cappella all'interno del cimitero, dedicata al martire larinese San Primiano. Qui inizia la processione, dopo che il simulacro del Santo viene deposto nel primo carro. La processione sfila fino a notte fonda a passo lento insieme ai carri.

Il 26 maggio è quello più importante, perché ricorda l'arrivo in città, nell'842, delle spoglie di San Pardo. In questo giorno i carri sfilano da un capo all'altro del Centro Storico, percorrendo le strette vie del paese, dove a volte il corteo procede molto lentamente, a tratti incrociandosi in un doppio senso di marcia. Nel frattempo i Santi vengono portati a spalla in coda al cordone dei carri. L'ultimo dei Santi a sfilare è proprio San Pardo quasi a cedere il passo in segno di cordialità.

La fase conclusiva del 27 maggio consiste nel riaccompagnare il simulacro di San Primiano nella sua cappella. Un accompagnatore di eccezione posto sul carro n.1 è San Pardo, mentre tutti gli altri carri li precedono e la gente canta l'inno a lui dedicato. Nel primo pomeriggio, dopo la celebrazione della Messa, si dedicano alla tanto attesa scampagnata, alla quale tutti possono partecipare. Al termine si proseguirà alla volta della Cattedrale per concludere la festa. Giunti nuovamente nel Centro Storico, la processione si conclude dopo essere passata nei vicoli del Paese e successivamente postano aspettando il rientro del Santo Patrono nella sua dimora: la Cattedrale a lui dedicata.

Il Molise senza le sue tradizioni non sarebbe tale. Sarebbe una regione amorfa , senza tempo e senza la sua gente. Larino è una dei simboli di una tradizione “ pura “, “ semplice “, “ viva “, mai doma. La gente vive per tornar bambini nel mondo dei ricordi di una vita senza schemi, senza invidie, gelosie ma, piena di colori, rumori, assonanze, rivalità ed amicizia fusa in amore. Nessun si perde per strada. Essa, lunga ma decisamente percorribile, non lascia indietro nessuno. Vive del presente , decisamente guardando sempre al passato, quello dei tempi migliori. Racconti tramandati oralmente da avi che entrano nei cuori di giovani aitanti che, minan le menti e rendono innovativi e passionali quei trascorsi che, al sol pensiero, si diluiscono in lacrime di passione, di gioia, di partecipazione alla vita della comunità. L’essere Larinate, essere di una splendida cittadina piena di storia, arte e tradizione, vive tutto questo. Parla del passato per arrivare a goder di un presente dal sapore di unicum : la sospirata libertà. Rimira e intreccia vite dedicate ad una delle manifestazioni che tra religiosità e folklore, rende davvero e magicamente “Liberi.” Liberi di sognare, di volare, di goder di quella tradizione più viva che,  vividamente accende ogni cuore , ogni strada, ogni pietra che affoga ogni suo dolore in un mare di carri colorati, pieni di festanti fiori di carta che ubriacano all’odor di mani dal  sapiente comporre petali, steli e pistilli. Quel mare che defenestra il mostro e fa si che il Principe Azzurro vinca su di esso e sfondi quel portone chiuso alla grettezza di un uomo mai soddisfatto e mai decisamente “ puro “. I ragazzi di Larino,i più anziani ed i meno giovani,  cantan benissimo la canzone preferita, quella di una festa piena di rumori, di parole, di sguardi, di letame , di sapori forti ma mai fuori luogo e sempre pronti a fornir all’olfatto, l’odore della Libertà di un giorno dedicato all’Amore vero per la propria città, per la propria gente, per il Santo Patrono, che mai è li fermo a rimirar le genti e goder da solo la sua festa. E’ la festa di tutti, soprattutto di chi mai ha rimirato tanta bellezza. Dalla piazza vuota si senton i rumori di campane, di carri che , trainati da buoi, ordiscono trame di assordanti “rintroni” che stordiscono sino all’abitudine. Non guastano ma inebriano come l’odore di sterco, forte ma significativo. Senza tutto ciò non sarebbe festa, non sarebbe possibile viver la felicità dei carri vestiti a festa. I carri si avvicinano, i canti dei carristi che accompagnano il busto del Santo seduto in bella vista sul carro n. 1, quello prescelto, le odi si innalzano in cielo e San Pardo, felice farà sicuramente la “Grazia” tanto attesa e tanto nella preghiera richiesta. Il rumore dolce ma cupo delle ruote dei carri si confonde con quello dell’organo della Cattedrale. Ci si incammina tutti in fila verso la piazza dove la banda suona allegramente e porterà la festa alla sera e sino ai colpi dei fuochi d’artificio. Tra la gente la curiosità è tanta e tutti si domandano chi allieterà la nottata. I Santi entrano tra la tripudiante gente ed i colori inebrian i cuori. Ma, un velo di malinconia ed una lacrima avvolge il viso di chi spera che tutto questo possa esserci quest’anno. Non è così purtroppo ! Quest’anno ci sarà silenzio ed il silenzio sarà la tomba per tutti. La tristezza traspare ma il cuore è sempre li, a rimirar l’eterno ed a pensar che la vita è un passaggio, com’è la processione. Tornerà più forte di prima, come un perduto amore. Basta aspettare, pregare e non dimenticare ciò che della vita ne fa “ una bella vita “. Chiudiamo gli occhi, si faccia silenzio e, anche quest’anno, San Pardo farà sentire i suoi rumori, i suoi profumi e le festanti genti che dichiarano indissolubile amore al Santo ed ad una Larino dal sapore di Antico. Larino è San Pardo, San Pardo è Larino. Auguri ed arrivederci al 2021, sarà ancora più “ Bello “. Per percorrere questo viaggio fantastico, senza tempo, pieno di armoniosi e profumati fiori di carta fatti a mano con l’amore di chi ha sempre considerato la Città Patrimonio di tutti, non a caso si vuole candidare la Festa a Patrimonio dell’Umanità, poiché  vita, è passione, colore, ansia, gioia, delusione, abbiamo usato l’immaginazione di chi la festa l’ha vissuta e partecipata. L’immaginazione non esclude la voglia di viverla e, per onorare il Santo, la Festa, Larino ed i suoi cittadini, voliamo in alto con la visione di un video tratto da web. Arrivederci al San Pardo 2021 e che il viaggio appena percorso vi stuzzichi la mente e, vi porti a salire sui carri e godere del profumo dei fiori.  M.Varriano

Il video è tratto da repertorio dell’antropologa Letizia Bindi, che ringraziamo.

 


Photo Gallery Fiori San Pardo 2020