ACCADDE OGGI 28 MAGGIO #ALMANACCO - Molise Web giornale online molisano

Accadde Oggi 28 maggio #almanacco

Oggi 28 maggio la Chiesa festeggia San Carauno, martire

 

1606 – Caravaggio viene ferito in duello e a sua volta uccide il rivale Ranuccio Tomassoni.
1871 – Soppressione della Comune di Parigi

1908 – Nasce Ian Fleming
1940 – Seconda guerra mondiale: il Belgio si arrende alla Germania

1955 – Maria Callas canta “la Traviata” al Teatro alla Scala di Milano
1961 – L’articolo “The Forgotten Prisoners” di Peter Benenson, viene pubblicato su diversi quotidiani a diffusione internazionale. In seguito questo articolo verrà visto come il fondamento dell’organizzazione per i diritti umani Amnesty International
1971 – Viene lanciata la nona sonda diretta verso Marte, nell’ambito della missione russa Mars 3. La sonda raggiungerà il pianeta il 3 dicembre dello stesso anno
1974 – A Brescia, in Italia, alle ore 10.12, in Piazza della Loggia, durante un comizio antifascista, esplode un chilogrammo di tritolo, nascosto in un cestino della spazzatura, causando la morte di 8 persone ed il ferimento di altre 103. L’atto è riconducibile alla strategia della tensione
1979 – Il Mercato comune europeo accetta la Grecia come Stato membro
1980 – Milano, giovani terroristi delle BR assassinano Walter Tobagi, giornalista di punta del Corriere della Sera
1987 – Il pilota diciannovenne tedesco-occidentale Mathias Rust sfugge alla difesa aerea Sovietica ed atterra con un aeroplano da turismo sulla Piazza Rossa di Mosca. Viene immediatamente incarcerato e verrà rilasciato il 3 agosto 1988
1999 – A Milano, dopo 22 anni di lavori di restauro, L’ultima cena di Leonardo da Vinci torna ad essere visitabile dal pubblico
2002 – La Russia è ammessa nella NATO in qualità di “collaboratore per la pace”
2003 – All’Old Trafford di Manchester, il Milan vince la prima finale di Champions League tra squadre italiane, battendo la Juventus ai rigori per 3-2

2016 – Muore Giorgio Albertazzi
2017 – Tom Dumoulin vince il 100° Giro d’Italia.
2017 – Francesco Totti svolge la sua ultima partita con la Roma, nel match Roma-Genoa, finito poi 3-2 per i giallorossi

Un giorno di eventi sportivi, storici, drammatici. Oggi vogliamo interagire con voi riflettendo sulle stragi dettate da anni bui e politicamente destabilizzanti. Il 28 maggio 1974 ci fu un attentato terroristico fascista che provocò la morte di 8 persone ed il ferimento di altre 102. Fu la strage di piazza della Loggia a Brescia


Una bomba nascosta in un cestino portarifiuti fu fatta esplodere mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista. Un incredibile mole di indagini e processi, costellati di depistaggi, furono indicati nei colpevoli gruppi neofascisti capeggiati da Maurizio Tramonte, Carlo Digilio e Marco Soffiati.Come mandante è stato condannato, in appello, il dirigente ordinovista Carlo Maria Maggi. Gli altri imputati, tra cui Delfo Zorzi, il generale Francesco Delfino e l'ex segretario del MSI e fondatore del Centro Studi Ordine Nuovo Pino Rauti furono assolti.

Uno degli attentati più gravi degli anni di piombo, assieme alla strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969 , alla strage del treno Italicus del 4 agosto 1974 e alla strage di Bologna del 2 agosto 1980 .

Era 28 maggio 1974 ore  10 in piazza della Loggia a Brescia era prevista una manifestazione contro il terrorismo neofascista indetta dai sindacati e dal Comitato Antifascista con la presenza del sindacalista della CISL Franco Castrezzati, dell'On. Adelio Terraroli del PCI e del segretario della camera del lavoro di Brescia Gianni Panella. La piazza era gremita ma,  alle 10:12 una bomba contenente almeno un chilogrammo di esplosivo nascosta in un cestino dei rifiuti esplose e, fu strage. Le vittime :

  • Giulietta Banzi Bazoli, 34 anni, Livia Bottardi in Milani, 32 anni, Alberto Trebeschi, 37 anni. Clementina Calzari Trebeschi, 31 anni, Euplo Natali, 69 anni, Luigi Pinto, 25 anni, Bartolomeo Talenti, 56 anni, Vittorio Zambarda, 60 anni.

Il funerale si svolse nella stessa Piazza della Loggia, alla presenza del capo dello stato Giovanni Leone, del presidente del consiglio Mariano Rumor e dei principali leader di partito e vide la partecipazione popolare di circa 500.000 persone. 

La prima istruttoria della magistratura portò alla condanna nel 1979 di alcuni esponenti dell'estrema destra bresciana. Uno di essi, Ermanno Buzzi, in carcere in attesa d'appello, fu strangolato il 13 aprile 1981 dai neofascisti Pierluigi Concutelli e Mario Tuti. Nel giudizio di secondo grado, nel 1982, le condanne del giudizio di primo grado vennero commutate in assoluzioni, le quali a loro volta vennero confermate nel 1985 dalla Corte suprema di cassazione.

Un secondo filone di indagine, sorto nel 1984 a seguito delle rivelazioni di alcuni pentiti, ma furono tutti assolti, anche nell’ appello nel 1989 e in Cassazione. Si è costantemente fatta largo l'ipotesi del coinvolgimento di rami dei servizi segreti e di apparati dello Stato nella vicenda. 

Una squadra di pompieri ripulì frettolosamente con le autopompe il luogo dell'esplosione, così spazzando via indizi, reperti e tracce di esplosivo prima che alcun magistrato o perito potesse effettuare alcun sopralluogo o rilievo; secondariamente, la misteriosa scomparsa dell'insieme dei reperti prelevati in ospedale dai corpi dei feriti e dei cadaveri, anch'essi di fondamentale importanza ai fini dell'indagine; infine, va segnalata la recente perizia antropologica ordinata dalla Procura di Brescia su una fotografia di quel giorno che comproverebbe la presenza sul luogo della strage di Maurizio Tramonte, militante di Ordine Nuovo e collaboratore del SID

Tali oscure circostanze e gli intralci di provenienza istituzionale manifestatisi anche durante il secondo troncone d'indagine, tra cui l'invio nel 1989 da parte del SISMI di una velina relativa a un'improbabile pista cubana, con la precisazione per cui agli atti del Servizio "non esistono ulteriori documenti dai quali si possano trarre utili elementi di valutazione" e la misteriosa fuga di un testimone in Argentina, avvenuta poco prima che i magistrati potessero ascoltarlo, portarono il giudice istruttore Zorzi a denunciare l'esistenza di un meccanismo "che fa letteralmente venire i brividi, soprattutto di rabbia, in quanto è la riprova, se mai ve ne fosse bisogno, dell'esistenza e costante operatività di una rete di protezione pronta a scattare in qualunque momento e in qualunque luogo".

Riguardo alla terza istruttoria, il 19 maggio 2005 la Corte di Cassazione ha confermato la richiesta di arresto per Delfo Zorzi per il coinvolgimento nella strage di piazza della Loggia. Per la cronaca lo Zorzi è oggi cittadino Giapponese con altro nome. 

Il 15 maggio 2008 sono stati rinviati a giudizio i sei imputati principali: Delfo ZorziCarlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Pino RautiFrancesco Delfino, Giovanni Maifredi. I primi tre erano all'epoca militanti di spicco di Ordine Nuovo, gruppo neofascista fondato nel 1969 da Clemente Graziani, sulle ceneri del Centro Studi Ordine Nuovo di Pino Rauti, e più volte oggetto di indagini, pur senza successive risultanze processuali, in merito all'organizzazione e al compimento di attentati e stragi. Ordine Nuovo fu sciolto nel 1973 per disposizione del Ministro dell'Interno Paolo Emilio Taviani con l'accusa di ricostituzione del Partito Fascista. Francesco Delfino fu invece ex generale dei Carabinieri, all'epoca responsabile - con il grado di capitano - del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Brescia, mentre Giovanni Maifredi era ai tempi collaboratore del ministro degli Interni Paolo Emilio Taviani

Il 21 ottobre 2010, dopo cinque giorni e mezzo di ricostruzione delle accuse, i pubblici ministeri titolari dell'inchiesta hanno formulato l'accusa di concorso in strage per tutti gli imputati, ad eccezione di Pino Rauti, per il quale la stessa accusa aveva richiesto l'assoluzione "per non aver commesso il fatto", pur sottolineando la sua responsabilità morale e politica per la strage. 

Il 16 novembre 2010 la Corte D'Assise ha emesso la sentenza di primo grado della terza istruttoria, assolvendo tutti gli imputati con la formula dubitativa di cui all'art. 530 comma 2 c.p.p.. Il 14 aprile 2012 la Corte d'Assise d'Appello conferma l'assoluzione per tutti gli imputati, condannando le parti civili al rimborso delle spese processuali, tuttavia indicando la responsabilità di tre ordinovisti ormai defunti, Carlo Digilio, Ermanno Buzzi e Marcello Soffiati. Il 21 febbraio 2014 la Corte di Cassazione annulla le assoluzioni di Maggi e Tramonte e conferma quelle di Zorzi e Delfino. Viene così istruito un nuovo processo d'appello contro Tramonte e Maggi. 

Il 22 luglio 2015 Maurizio Tramonte e Carlo Maria Maggi vengono condannati, in appello, all'ergastolo e poi il 2017 in Cassazione rendendo definitiva la condanna. 

Ancora un velo di ipocrita giustizia che non viene a capo dei responsabili delle grandi stragi mettendo in luce la macchina senza “ benzina “ di una magistratura che colpisce il piccolo e che nei grandi casi è succube di quella non scissione che permette un lavoro senza condizionamenti ed in piena libertà.Un ulteriore troncone di indagine risulta tuttora pendente presso la Procura per i Minorenni di Brescia, a carico del veronese Marco Toffaloni a seguito di rivelazioni di un collaboratore di giustizia. I risultati di detta perizia, esposti dai consulenti della Procura nel corso dell'incidente probatorio svoltosi il 22 luglio 2016 presso il Tribunale per i minorenni di Brescia, hanno confermato la presenza di Toffaloni sul luogo della strage. Toffaloni, interrogato sui fatti per rogatoria (poiché residente in Svizzera) dal pubblico ministero titolare dell'inchiesta, si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

Il tempo delle stragi sarà anche finito ma, gli organi dello Stato ancora non riescono a scrollarsi di dosso l’alone dell’inciucio e della renitenza. Troppe le stragi ed i delitti impuniti e troppo spesso le piste investigative, parlano di commistione. Che torni serenità e che la politica faccia il suo dovere anche nel legiferare sulla Giustizia e non omettere di condannare chi con essa specula a suo piacimento, anche in ordine di “ democrazia “.