Accadde Oggi 4 giugno - #almanacco

Oggi, 4 giugno la Chiesa festeggia Sant’Alonio, anacoreta


1039 – Enrico II diventa imperatore del Sacro Romano Impero
1783 – I Fratelli Montgolfier compiono il primo volo umano in mongolfiera
1859 – Seconda guerra di indipendenza italiana: battaglia di Magenta)
1876 – Un treno espresso arriva a San Francisco, in California, dopo solo 83 ore dalla partenza da New York
1878 – L’Impero Ottomano cede Cipro al Regno Unito
1917 – Vengono assegnati i primi Premi Pulitzer: Laura E. Richards, Maude H. Elliott e Florence Hall ricevono il primo Pulitzer per una biografia († Julia Ward Howe); Jean Jules Jusserand riceve il primo Pulitzer per la storia per il suo lavoro With Americans of Past and Present Days; Herbert B. Swope riceve il primo Pulitzer per il giornalismo per il suo lavoro per il New York World
Muore Reinhard Heydrich, Reichsprotektor di Boemia e Moravia
1944 – Le truppe alleate americane, guidate dal generale Mark Wayne Clark, liberano Roma
1960 – Massacro del Lago Bodom, in Finlandia, durante il quale vengono uccisi 3 adolescenti
1970 – Tonga ottiene l’indipendenza dal Regno Unito
1979 – Il primo ministro del Sudafrica Balthazar Johannes Vorster è costretto a rassegnare le dimissioni a causa degli scandali che lo coinvolgono
1986 – Jonathan Pollard si dichiara colpevole di spionaggio per aver venduto segreti dell’intelligenza militare degli Stati Uniti ad Israele
1989 – I dimostranti di Piazza Tiananmen, a Pechino, vengono repressi: tutto viene filmato dalle televisioni
La vittoria di Solidarność nelle prime elezioni parlamentari parzialmente libere della Polonia del dopoguerra innesca una sequenza di pacifiche rivoluzioni anticomuniste nell’Europa Orientale
1996 – L’Ariane 5 esplode durante il lancio
2002 – California (USA): gli astronomi Chad Trujillo e Mike Brown scoprono 50000 Quaoar al California Institute of Technology
2006 – I sammarinesi si recano al voto per rinnovare il Consiglio Grande e Generale della Repubblica
2010 – A Dacca, in Bangladesh, muoiono 116 persone in un incendio causato da un trasformatore elettrico

Giornata internazionale dei fanciulli vittime di aggressioni

Nati
 

Giorgio III (1738)
Angelina Jolie (1975)
 

Morti 

 

Giacomo Casanova (1789)
Nino Manfredi (2004)
Massimo Troisi (1994)

Una data che ci porta in Polonia e non solo. La vittoria di Solidarność scatena pacifiche rivoluzioni anticomuniste nell’Europa Orientale. Nasce il mito di Lech Wałęsa, leader e fondatore della rivoluzione politica Polacca. Un evento che ha cambiato volto ai paesi sotto regime e donata libertà e rivoluzione economica e culturale. 

E’ chiaro che altri eventi son importanti come questo ma, la scelta del dialogar con voi, oggi cade su un personaggio della televisione e del teatro Italiano. Oggi 4 giugno 2004 muore Nino Manfredi, il 4 giugno 1994 muore Massimo Troisi. Due grandi personaggi , due icone del cinema e della televisione. Per questo vogliamo dar spazio a Massimo Troisi il quale ci ha lasciato troppo presto ed in maniera del tutto infelice e, come amava dir lui : zit zit…senza far rumore e dar cenno alla storia di vita del grande Nino Manfredi.

Massimo Troisi nasce il 19 febbraio del 1953 a San Giorgio a Cremano, una cittadina satellite della bella Napoli. Nasce in una famiglia numerosissima, dove cresce e vive insieme ai genitori, i suoi cinque fratelli, nonni e zii con figli. E’ da sempre un burlone, giocherellone ma, pieno di vitalità costruttiva e dedizione teatrale. Infatti, sin da giovanissimo, si dedica al teatro dedicandosi alle parti migliori della e nella sua compagnia “ I Saraceni “ dove incontra Lello Arena, Enzo De Caro, Valeria Pezza e Nico Mucci. 

Nel 1972 lo stesso gruppo fonda il Centro Teatro Spazio all'interno di un garage a San Giorgio a Cremano, dove in principio si mandava in scena la tradizione del teatro napoletano, da Viviani a Eduardo. Nel 1977, la svolta con la nascita della Smorfia: Troisi, Decaro ed Arena cominciano a recitare al Sancarluccio di Napoli ed il successo teatrale ben presto si trasformerà in un grande successo televisivo. La radio li consacra ancor prima della televisione grazie a “ Cordialmente Insieme “ per poi straordinariamente far faville in televisione con la trasmissione “ Non Stop “ e subito dopo con "Luna Park". Sono di quegli anni gli sketch dell'Arca di Noè, dell'Annunciazione, dei Soldati, di San Gennaro tra gli altri. L'ultimo spettacolo teatrale de La smorfia è "Così è (se vi piace)".

Massimo diventa una star e, per lui, comincia per  l'avventura anche nelle sale cinematografiche con il primo film in cui è regista e protagonista "Ricomincio da tre". Un vero e proprio trionfo di critica e di pubblico.

Nel 1984 è l’incontro artistico con  Benigni, sia come regista che come attore, nel film "Non ci resta che piangere". Passano due anni (1987) e Massimo Troisi è ancora una volta impegnato in prima persona, dietro e davanti alla macchina da presa con il film "Le vie del Signore sono finite". Tre film di Ettore Scola lo vedono in questi ultimi anni impegnato di nuovo come attore: "Splendor" (1989); "Che ora è" (1989), che gli ha fatto vincere il premio come migliore attore (in coppia con Marcello Mastroianni) alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, "Il viaggio di Capitan Fracassa" (1990). Con "Pensavo fosse Amore... invece era un calesse" (1991) di cui è anche autore e interprete, Troisi firma la sua quinta regia cinematografica. 

Il 4 giugno 1994, ad Ostia (Roma), Troisi muore improvvisamente nel sonno a causa del suo cuore malato. Stava registrando l’ultimo film della sua vita che raccontava proprio essa : "Il postino" diretto da Michael Radford, il film che aveva amato di più. La sua vita privata fu costellata di una cortina di silenzio e protezione, nonostante la sua compagna fu’ Nathalie Caldonazzo, donna in vista e mai doma al silenzio.

Un grande per l’interpretazione artistica della sua vita da grande personaggio. Era un attore ma le sue esibizioni erano dettate dalla sua vita da sornione, mai domo al silenzio, sempre incline all’amore verso i più sfortunati. Il 4 giugno nel lasciarci tutti attoniti e sgomenti, ci ha lasciato un’eredità senza pari : l’Ironia ed il sorriso . E’ un testamento di tutto rispetto e che ancora ci dona sorriso.

Saturnino Manfredi, per tutti Nino, nasce il 22 marzo 1921 a Castro dei Volsci , in Ciociaria.
Da giovane pensa solo allo studio e, prima si laurea in giurisprudenza a Roma e successivamente s'iscrive all'Accademia d'Arte Drammatica. Incredibilmente attore dalla nascita, esordisce nel  1945 avendo la fortuna di incontrare da subito , Eduardo De Filippo e Orazio Costa. Nino dirà sempre che Costa fu il suo unico maestro.  Varietà alla radio, televisione , doppiaggio, completo nella sua formazione e verve fa esordio nel cinema con “ Torna a Napoli “ e subito dopo “ Monastero di Santa Chiara “. Come per tutti i grandi, l’esordio non è dei migliori. Ma Manfredi non si scoraggia e continua l'apprendistato, affermandosi nel frattempo con le macchiette televisive e in teatro. Il successo arriva alla fine degli anni '50 inventandosi vari personaggi tra vizi e virtù dell'Italia del boom, dal grigio burocrate casa e ufficio de L'impiegato (Gianni Puccini, 1959) al pubblicitario truffaldino di Io la conoscevo bene (Antonio Pietrangeli, 1965).

L’incontro con Nanni Loy , Luigi Comencini (le televisive 'Avventure di Pinocchio', 1972), Luigi Zampa ('Anni ruggenti'), Dino Risi ('Straziami ma di baci saziami') e Luigi Magni ('Nell'anno del signore'), lo rendono re di un trono mai in successione. L’incontro con Ettore Scola ed il ruolo più riuscito: un commovente portantino comunista, idealista dell'amicizia in C'eravamo tanto amati, al fianco di Vittorio Gassman, Stefano Satta Flores e Stefania Sandrelli, fu l’apoteosi.

Alla regia fece molto poco ma tutto di assoluta qualità e successo. 'Per grazia ricevuta', da lui diretto e interpretato, commuove Cannes e vince la Palma d'oro nel 1971 per la migliore opera prima. Perfezionista della recitazione, Manfredi ha attraversato mezzo secolo di cinema italiano con discrezione e umiltà. Tante le serie tv tra cui "Commissario a Roma" e "Linda e il brigadiere".  Nel 2003 un ultimo film prima della sua scomparsa in Roma il 4 giugno 2004. Un ictus lo stroncò