ACCADDE OGGI 5 GIUGNO #ALMANACCO - Molise Web giornale online molisano

Accadde Oggi 5 giugno #almanacco

Oggi 5 giugno la Chiesa festeggia San Bonifacio, vescovo e martire

1224 – Federico II di Svevia fonda l’Università degli Studi di Napoli
1561 – Strage dei valdesi di Guardia Piemontese, popolo di lingua occitana
1662 — Luigi XIV adotta come suo simbolo personale il sole. Da oggi sarà chiamato anche il Re Sole
1688 – Il terremoto del Sannio provoca molte migliaia di vittime
1783 – I fratelli Montgolfier dimostrano in pubblico la loro montgolfière
1841 – Giovanni Bosco viene ordinato sacerdote
1917 – Prima guerra mondiale: gli Stati Uniti iniziano la Coscrizione
1944 – Seconda guerra mondiale: più di 1.000 bombardieri britannici sganciano 5.000 tonnellate di bombe sulle batterie di artiglieria tedesche della costa di Normandia come preparazione per il D-Day
1947 – Piano Marshall: Il Segretario di Stato degli Stati Uniti George Marshall propone l’aiuto economico per i paesi d’Europa
1967 – Guerra dei sei giorni: l’aviazione israeliana lancia attacchi simultanei contro le forze aeree di Egitto, Giordania, e Siria
1968 – Sirhan Sirhan spara a Robert Kennedy all’Ambassador Hotel di Los Angeles, California. Kennedy morirà il giorno dopo
1975 – Il canale di Suez riapre per la prima volta dalla guerra dei sei giorni
1976 – Nell’Idaho (Stati Uniti d’America) si rompe la diga di Teton; muoiono 11 persone.
1977 – Il personal computer Apple II viene messo in vendita
1981 – Inizio ufficiale dell’epidemia di AIDS
1984 – Il primo ministro dell’India, Indira Gandhi, ordina un attacco al Tempio d’Oro, dei Sikh
1989 – Durante la protesta di piazza Tienanmen, il Rivoltoso Sconosciuto si para davanti ai carri armati per bloccarli. Diventerà il simbolo della rivolta.
1991 – Lancio dello Space Shuttle Columbia, missione STS-40
1995 – Viene creato per la prima volta il Condensato di Bose-Einstein
2004 – Viene trasmesso l’ultimo episodio di Friends negli Stati Uniti, visto da oltre 50 milioni di telespettatori
2006 – Iraq: in un’esplosione alle 21.35 (19.35 in Italia) a Nassiriya muore il caporal maggiore dell’Esercito Alessandro Pibiri della Brigata Sassari, e restano feriti altri 4 militari italiani, uno dei quali gravemente
2012 – Atterraggio del rover Curiosity su Marte, lanciato il 26 novembre 2011.
2018 – In Italia viene votata la fiducia del Governo Conte al Senato della Repubblica

 

ONU – Giornata mondiale dell’ambiente

Italia – Giornata nazionale dell’Arma dei Carabinieri

Nati 

Pancho Villa (1878)
Adam Smith (1723)
Stefania Sandrelli (1946)
John Maynard Keynes (1883)

Come ogni giorno, la lista degli accadimenti è sempre abbastanza lunga. Nel ricordare le ricorrenze della Giornata Mondiale dell’Ambiente e della Giornata Nazionale dell’Arma dei Carabinieri, della Strage di Nassiria dove perì il caporal maggiore dell’Esercito Alessandro Pibiri della Brigata Sassari, e restano feriti altri 4 militari italiani, l’inizio dell’epidemia di AIDS, ci apprestiamo a ricordare un avvenimento che sconvolse il Mondo ma che ebbe una eco tale da diventar simbolo della resistenza a livello Mondiale. Parleremo e ricorderemo con voi  la protesta di piazza Tienanmen, quando un Rivoltoso Sconosciuto si para davanti ai carri armati per bloccarli. Diventerà il simbolo della rivolta.  

Il 4 giugno 1989 il governo cinese represse nel sangue la protesta di studenti e lavoratori: uno sguardo a quello che ancora non è stato chiarito e capito della strage di Pechino. La celeberrima foto simbolo della protesta: Tank Man, un ragazzo disarmato fermo di fronte ai carri armati (foto: AP Photo/Jeff Widener/LaPresse), fece il giro del Mondo ed eresse ad eroe un giovane sconosciuto che si immolò a simbolo della resistenza. Ormai son passai 31 anni da quella assurda strage di piazza Tienanmen avvenuta nella notte tra il 3 e il 4 giugno del 1989, quando i carri armati dell’esercito cinese, per ordine del governo, arrivarono nella piazza centrale di Pechino e fecero fuoco indiscriminatamente sui manifestanti che da giorni chiedevano alla Cina comunista riforme democratiche ed economiche. Il divieto assoluto di commemorare manifestazioni passate, è ancora vietato e ,come da sempre l’intelligenza artificiale cinese riesce sempre ad identificare e censurare ogni contenuto online che portò e cerca di portare  a galla questa terribile pagina di storia cinese. Tuttavia, il ministro della Difesa, il generale Wei Fenghe afferma .  “Si trattò di una turbolenza politica, il governo centrale e i militari presero le misure per fermarla e calmare il tumulto. Questa è stata la strada giusta, la ragione per cui la stabilità del paese è stata mantenuta”. 

Quella notte del 1989 settemila persone rimasero ferite e altre morirono, anche se a distanza di 31 anni non ci sono ancora dati universalmente riconosciuti sul numero delle vittime. Il governo ha sempre parlato di 300 uccisioni, ma secondo le organizzazioni di diritti umani e i familiari dei cittadini scesi in piazza furono molte di più, nell’ordine delle migliaia. A distanza di tutto questo tempo, peraltro, in Occidente spesso si fa ancora fatica a inquadrare gli eventi di quel giorno nella cornice giusta. La persone che, nella notte tra il 3 e il 4 giugno si trovavano in piazza Tienanmen stavano manifestando contro il governo cinese: volevano più libertà politiche e di stampa, e riforme economiche che mettessero fine alla corruzione migliorando lo stile di vita dei cittadini. Le proteste, iniziate un mese e mezzo prima, dopo la morte del segretario del partito comunista Hu Yaobang, esautorato perché considerato troppo riformista videro studenti e operai in lotta affinché il partito comunista seguisse la sua linea di inclusione. Inizialmente, non ci furono scontri: gli studenti proclamarono uno sciopero e, d’accordo con gli altri manifestanti, decisero di occupare la piazza finché il governo non avesse soddisfatto le richieste. Il Partito comunista cinese condannò le proteste ma, non intervenne militarmente. La situazione peggiorò man mano la protesta si ampliava sino allo sciopero della fame degli studenti che iniziò il 13 maggio e culminò il 3 giugno quando il governo decise con la forza di presidiare e far sgomberare la piazza, con un colpo di mano che ebbe dell’incredibile con l’approvazione della legge marziale. La piazza si riempì di carri armati che arrivarono alle 4,30 di mattina. Si posizionarono ed iniziarono a sparare all’impazzata sulla folla radunata in silenzio. Oltre un’ora di fuoco e fu il massacro. Rimasero solo cadaveri e feriti.  A pagare le conseguenze di questa primavera cinese furono soprattutto i lavoratori. La rappresaglia continuò per giorni e non solo a Tienanmen ma in tutta la Cina. Molti operai, accusati semplicemente di simpatizzare con le istanze della protesta, vennero uccisi a migliaia nella periferia occidentale di Pechino. Mai si era vista una così creda operazione di repressione. Fu la più cruenta della storia Cinese. Il simbolo rimase quel ragazzo che sfidò i carrarmati e non lasciò spazio loro di passare oltre. La scena è ancora impressa in ogni angolo della Piazza, in ogni cuore Cinese. La libertà è sempre costata a caro prezzo e questo prezzo a Tienanmen lo pagarono giovani ed operai. Difronte a tali atti di eroismo anche i più forti si inchinano e nel tempo ne cantan le odi e le virtù. 

Ancora oggi dai governanti Cinesi, tutto ciò ancora è tabù ! Che giustizia si faccia e la si faccia in fretta prima che altro sangue di innocenti scorra e renda ancor più rossa la terra dagli occhi a mandorla.