ACCADDE OGGI 6 GIUGNO #ALMANACCO - Molise Web giornale online molisano

Accadde Oggi 6 giugno #almanacco

Oggi la Chiesa festeggia San Norberto di Prémontré, vescovo

1453 – Secondo la tradizione, miracolo eucaristico di Torino
1833 – Il presidente statunitense Andrew Jackson diventa il primo presidente a viaggiare in treno
1862 – Guerra di secessione americana: L’Unione conquista Memphis (Tennessee)
1912 – Inizia l’eruzione di Novarupta in Alaska. La seconda più grande eruzione vulcanica     1919 – Viene pubblicato sul Popolo d’Italia il Manifesto dei Fasci Italiani di Combattimento
1925 – Viene fondata la Chrysler Corporation
1933 – Apre il primo drive-in, a Camden (New Jersey)
1944 – Seconda guerra mondiale: D-Day: Lo Sbarco in Normandia dà il via all’Operazione Overlord
1946 – Viene fondata la National Basketball Association (NBA)
1951 – A Berlino si tiene la prima edizione della Berlinale
1956 – David Marshall, 1º primo ministro di Singapore, si dimette
1966 – James Meredith, attivista dei diritti civili, viene ferito mentre cerca di marciare attraverso il Mississippi
1971 – Lancio della Soyuz 11
1974 – Viene promulgata una nuova costituzione Svedese
1982 – Il ministro della difesa israeliano Ariel Sharon dà inizio all’operazione Pace Galilea
1984 – In Unione Sovietica viene distribuita la prima versione di Tetris
1985 – Viene localizzato e riesumato il corpo del criminale di guerra nazista Josef Mengele
2012 – Ultimo transito di Venere sulla traiettoria solare del XXI secolo
2016 – In Italia entra in vigore la legge sulle Unioni Civili

Il 6 giugno 1599 nasce Diego Velàsquez 

Il 6 giugno 1861 muore Camillo Benso Conte di Cavour , il 1968 muore Robert Kennedy e nel 2004 Ronald Reagan 

Un grande giorno per due morti illustri di cui una tragica. Muoiono Robert Kennedy spezzando un sogno da presidente e Ronald Reagan, due personaggi a modo loro ed in epoche diverse, senza pari. I cuori degli statunitensi sono ancora li, fremiti al lor ricordo. 

Robert nato il 20 novembre 1925, Robert Francis Kennedy, chiamato amichevolmente anche Bob, si laurea all'università di Harvard nel 1948, dopo una breve esperienza nella marina militare. Nel 1952 guida la campagna per le elezioni al Senato del fratello maggiore John.

Robert Kennedy si costruisce un nome entrando tra i principali consulenti legale del senato che lavorano per le udienze del "Comitato anti-rackets", nel 1956. Lascia il comitato nel 1959 per guidare e sostenere la campagna presidenziale del fratello. Durante la presidenza di John Fitzgerald Kennedy, Robert svolge un ruolo di consigliere chiave nelle questioni cubane dell'invasione della baia dei porci del 1961 e la crisi dei missili 18 mesi più tardi, nell'escalation dell'azione militare del Vietnam. Fondamentale nella diffusione e l'allargamento del Movimento per i Diritti Civili e della relativa violenza di rappresaglia. Robert Kennedy lascia il governo per un posto al Senato degli Stati Uniti, rappresentando New York. Viene eletto nel novembre del 1964 e quattro anni più tardi annuncia la sua candidatura per la presidenza. Dichiara fortemente quanto sia necessaria una riconciliazione fra le razze. Dopo un incontro elettorale Robert Kennedy viene assassinato con un colpo di pistola. Muore all'alba del 6 giugno 1968, a soli 42 anni. 

Reagan Ronald Wilson, fu presidente degli Stati Uniti per due mandati (1981-89). Adottò una politica di netta contrapposizione all'URSS. Suscitò tensioni fra gli alleati europei, e per fortuna, dopo lo scontro con l’URSS  si caratterizzò per la distensione dei rapporti.

Commentatore radiofonico , nel 1937, iniziò una lunga carriera di attore cinematografico, che lo vide interpretare numerosi film tra i quali King's row (1941), The hasty heart (1949), Law and order (1954). La sua attività di sindacalista lo vide licenziato dalla Warner e divorziare dalla bella J. Wyman . Sposatosi nuovamente con l'attrice N. Davis, fu rilanciato a livello nazionale come attore.

Nel 1964 partecipò alla campagna presidenziale di B. Goldwater. Governatore della California dal 1966 al 1974, varò popolari misure di riduzione delle imposte e alimentò la sua immagine di conservatore con un programma di tagli alla spesa pubblica. Nel 1976 contese senza successo la candidatura repubblicana al presidente uscente G. Ford. Nelle successive elezioni del nov. 1980 riportò una larga vittoria sul presidente uscente J. Carter. Entrato in carica nel genn. 1981, creò un modello di conservatorismo populista. Gli americani, trovarono in lui, il simbolo di certezze e gli rimase affezionata e fedele in entrambi i mandati. La sua politica economica favorì il calo dell'inflazione, ma produsse anche un forte aumento del disavanzo commerciale con l'estero. Rieletto con ampia maggioranza nel nov. 1984, La firma del trattato sulla distruzione delle armi nucleari intermedie (1988), infatti,lo fece apparire come il vincitore della guerra fredda e gli consentì di terminare trionfalmente la sua presidenza.

Ma epocale, e approfondiremo questo argomento fu l’anno 2016. Il 6 giugno, in Italia, entra in vigore la legge sulle Unioni Civili.

L'unione civile è il termine con cui l'ordinamento italiano indica l'istituto giuridico di diritto pubblico comportante il riconoscimento giuridico della coppia formata da persone dello stesso sesso, finalizzato a stabilirne diritti e doveri reciproci. In vigore dal 6 giugno 2016, è stato introdotto dall'art 1, commi 1-35, della Legge 20 maggio 2016, n. 76 ,cosiddetta legge Cirinnà, promotrice della Legge stessa.

In Italia tale istituto giuridico fu proposto per la prima volta nel 1986 con la "Interparlamentare donne Comuniste" e ad Arcigay . Si incominciò a discutere per la prima volta in ambito parlamentare di unioni civili. In particolare, furono la senatrice Ersilia Salvato e le deputate Romana Bianchi e Angela Bottari a presentare alle rispettive Camere di appartenenza un disegno di legge sulle unioni civili.

Nel 1988, su insistenti pressioni di Arcigay, Agata Alma Cappielloavvocato e parlamentare socialista, presentò la prima proposta di legge mai calendarizzata, per il riconoscimento delle convivenze, riportando la dicitura "tra persone", prescindendo quindi dal sesso e dalla identità di genere.

Negli anni novanta divenne consistente il numero di proposte di legge per le unioni civili presentate sia alla Camera che al Senato, così come il numero di inviti del Parlamento Europeo a parificare coppie gay con le eterosessuali, così come coppie conviventi e sposate.

Nel corso della XIII legislatura fu presentata almeno una decina di disegni di legge (da Nichi VendolaLuigi ManconiGloria Buffo, Ersilia Salvato, Graziano CioniAntonio SodaLuciana SbarbatiAntonio LisiAnna Maria De Luca, e Mauro Paissan). Nessuno di questi disegni arrivò mai all'ordine del giorno dei lavori delle Camere, anche per il veto espresso ed esplicito delle gerarchie cattoliche, influenti su entrambe le coalizioni.

Ciò continuò anche nel nuovo millennio. Nel settembre 2003 il Parlamento europeo approvò una risoluzione sui diritti umani in Europa (conosciuta come Rapporto Sylla sul rispetto dei diritti umani nell'Unione europea) nella quale all'interno della sezione dedicata alle discriminazioni per orientamento sessuale: " ribadisce la propria richiesta agli Stati membri di abolire qualsiasi forma di discriminazione - legislativa o de facto - di cui sono ancora vittime gli omosessuali, in particolare in materia di diritto al matrimonio e all'adozione" e "raccomanda agli Stati membri di riconoscere, in generale, i rapporti non coniugali fra persone sia di sesso diverso che dello stesso sesso, conferendo gli stessi diritti riconosciuti ai rapporti coniugali, oltretutto adottando le disposizioni necessarie per consentire alle coppie di esercitare il diritto alla libera circolazione nell'Unione".

Nel corso della XIV legislatura, con l'attività politica del deputato Franco Grillini e della militanza omosessuale, il dibattito sull'approvazione di una proposta per i Pacs trovò un consenso trasversale. Franco Grillini, appena insediato, presentò una proposta di legge, l'8 luglio 2002 molto simile a quella firmata nella precedente legislatura dal deputato Soda, che ricalcava il matrimonio sul modello delle leggi nel frattempo approvate nei paesi di area scandinava a partire dalla Danimarca.

Un avvenimento che diede notevole risonanza ai Pacs fu l'unione, il 21 ottobre seguente, presso il Consolato francese a Roma, tra Alessio De Giorgi e Christian Pierre Panicucci, imprenditori e animatori della comunità virtuale Gay.it su Internet, nonché impegnati da anni nel movimento di liberazione omosessuale italiano. Il giorno stesso Franco Grillini presentò la proposta di legge, sottoscritta da 161 parlamentari di centro sinistra.

L'unione civile in Italia fu oggetto di un disegno di legge deliberato dal Consiglio dei ministri l'8 febbraio 2007 il quale avrebbe formalizzato il riconoscimento di tali unioni, sotto il nuovo nome di DICO - distaccandosi così dalle unioni di tipo francese e britannico - l'iter fu però interrotto dalla caduta del Governo Prodi II (e comunque non rientrava tra le priorità delle Camere una discussione su tale disegno di legge già nella seconda parte del Governo Prodi II).

Nel corso della XVI Legislatura venne depositato alla Camera dei deputati, dai deputati Lucio Barani e Francesco De Luca e su proposta dei ministri Renato Brunetta e Gianfranco Rotondi, un disegno di legge riguardante le coppie conviventi, conosciuto con il nome di DiDoRe (DDL N. 1756, Disciplina dei diritti e dei doveri di reciprocità dei conviventi, 8 ottobre 2008).

Con la XVII legislatura, iniziata a marzo 2013, riprese la discussione in parlamento delle svariate proposte sulle unioni civili tra le persone dello stesso sesso.

Al Senato la Commissione giustizia, in sede referente, iniziò ad esaminare in modo congiunto i disegni di legge n. 14 - Disciplina delle unioni civili, n. 197 - Modifica al codice civile in materia di disciplina del patto di convivenza, n. 239 - Introduzione nel codice civile del contratto di convivenza e solidarietà, n. 314 - Disciplina dei diritti e dei doveri di reciprocità dei conviventi, n. 909 - Normativa sulle unioni civili e sulle unioni di mutuo aiuto, n. 1211 - Modifiche al codice civile in materia di disciplina delle unioni civili e dei patti di convivenza, n. 1231 - Unione civile tra persone dello stesso sesso, n. 1316 - Disposizioni in materia di unioni civili, n. 1360 - Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, n. 1745 - Testo unico dei diritti riconosciuti ai componenti di una unione di fatto e n. 1763 - Disposizioni in materia di istituzione del registro delle stabili convivenze. I disegni di legge in questione erano di iniziativa parlamentare; nel corso del 2014 si è parlato di un eventuale disegno di legge in materia di iniziativa del governo Renzi ma in seguito tale ipotesi è stata scartata.

Una prima proposta di testo unificato dei disegni di legge all'esame congiunto della commissione giustizia del Senato fu depositata a giugno 2014 dalla senatrice Monica Cirinnà (Pd), nominata relatrice; a questa prima proposta di testo unificato seguì una seconda proposta di testo unificato, depositata nel luglio seguente, e una terza proposta di testo unificato, depositata a marzo 2015. La terza proposta di testo unificato fu adottata il 26 marzo come testo base per il proseguimento della discussione in commissione giustizia, che procedette con la presentazione degli emendamenti al testo.

Il testo unico avrebbe dovuto portare i medesimi benefici del matrimonio alla coppia che sottoscrive l'unione civile, ma la relatrice Cirinnà decise successivamente di eliminare dal testo ogni riferimento al matrimonio nominando, però, tutti gli articoli del Codice Civile che ne trattano; pertanto codesto DDL prevedeva il riconoscimento di quasi tutti i benefici riservati al matrimonio tra cui l'eredità, la pensione di reversibilità e l'adozione del figlio del partner, vietando esplicitamente però l'adozione congiunta da parte della coppia, imitando la legge sulle unioni civili tedesca approvata nel 2001. In più era previsto che l'unione civile fosse contraibile davanti all'Ufficiale dello stato civile solo da coppie dello stesso sesso.

Al termine dei lavori della commissione parlamentare, prima dell'approdo in aula della discussione, a votare favorevolmente il testo della relatrice furono il Partito Democratico ed il Movimento 5 Stelle, mentre a votare contro furono Nuovo CentrodestraLega Nord e Forza Italia. L'unico astenuto fu però un senatore di quest'ultimo partito. In tutto vi furono 14 voti a favore, 8 contrari ed un astenuto.

I tempi per l'esame degli emendamenti furono allungati poiché alcuni senatori di area cattolica contrari al disegno di legge proposero un numero massiccio di modifiche a fini prettamente ostruzionistici. Oltre la metà degli emendamenti presentati fu respinta per inammissibilità e durante le votazioni fu proposto di adottare la cosiddetta "regola del canguro", per eliminare gli "emendamenti fotocopia" posti dai contrari alla legge tesi ad ostruire il percorso della sua approvazione. 

Il 13 gennaio 2016 il Centro Studi Livantino, un centro di studi giuridici di matrice conservatrice, presentò un appello al Parlamento italiano affinché i contenuti del DDL venissero annacquati, in quanto altrimenti i diritti concessi alle coppie omosessuali sarebbero stati troppo simili a quelli del matrimonio civile, e avrebbero aperto alla adozione del configlio per le coppie omosessuali e sdoganato la surrogazione di maternità[33][34].

Il dibattito del nuovo DDL Cirinnà iniziò in Senato il 2 febbraio 2016. A pochi minuti dal primo voto dell'aula il Movimento 5 Stelle comunicò improvvisamente la propria contrarietà a votare la norma con lo strumento del canguro, nonostante le rassicurazioni fatte al Partito Democratico e agli attivisti LGBT nei giorni precedenti. Il Partito Democratico si vide allora costretto a richiedere la temporanea interruzione del dibattito parlamentare, rilevando un cambiamento totale delle forze politiche a sostegno della propria proposta di legge.

Il Governo guidato dal premier Matteo Renzi, temendo che il provvedimento non raggiungesse i voti necessari con la sola attività parlamentare, intervenne con forza nel dibattito e decise di accelerarne l'approvazione cercando l'accordo politico all'interno della propria maggioranza di governo, essendo ormai sfumata l'idea del sostegno alle unioni civili da parte del Movimento 5 Stelle e della Sinistra. Il 23 febbraio presentò quindi un maxi emendamento del governo che recepiva quasi integralmente il DDL Cirinnà per l'istituzione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, qualificate come "formazione sociale specifica" con esplicito riferimento, però, all'articolo 2 della Costituzione e non all'articolo 29 (che tratta dell'istituzione del matrimonio).

Il nuovo testo prevedeva tutta la serie di diritti e doveri sostanzialmente identici a quelli previsti per il matrimonio, stralciando invece la possibilità di adozione del figlio naturale del partner (la cosiddetta adozione del configlio), cancellata in seguito al veto posto dall'ala cattolica e conservatrice della maggioranza (divenuta cruciale dopo l'abbandono del sostegno da parte del M5S e della Sinistra) e allo stallo venutosi a verificare. Fu cancellato anche l'obbligo di fedeltà per le parti dell'unione civile. Il testo, così modificato e su cui il Governo pose la questione di fiducia, fu approvato in prima lettura dal Senato nella seduta del 25 febbraio. I voti favorevoli furono 173 (Partito DemocraticoNuovo CentrodestraScelta Civica, il gruppo ALA dei senatori ex-Forza Italia vicini a Denis Verdini, i senatori a vita Mario MontiGiorgio Napolitano ed Elena Cattaneo), i contrari 71 (Sinistra Ecologia Libertà, alcuni senatori dissidenti del Nuovo Centrodestra, Forza ItaliaLega Nord). Il Movimento 5 Stelle non ha partecipato al voto, confermando la propria scelta di non votare a favore o contro il provvedimento.

Il disegno di legge passò all'esame della Camera il 9 maggio 2016; anche in questo caso il governo pose la questione di fiducia, evitando qualsiasi modifica rispetto al testo licenziato dal Senato, che fu approvato in via definitiva l'11 maggio con 372 voti favorevoli (PDNCDSCALASELPSI, DeS, CDMinoranze linguistiche più 10 deputati dissidenti di Forza Italia), 51 contrari (FILega NordUdC più diversi dissidenti di NCD e DeS) e 99 astenuti (Movimento 5 Stelle e Possibile).

La sera dell'approvazione si tennero sit-in di festeggiamenti in diverse piazze italiane e alcuni sindaci fecero illuminare i loro Municipi con i colori della bandiera arcobaleno. Non mancarono al tempo stesso le proteste e le polemiche soprattutto da parte del mondo cattolico: la Conferenza Episcopale Italiana criticò il ricorso al voto di fiducia, gli organizzatori della manifestazione contro i diritti degli omosessuali denominata "Family Day" e parte del centrodestra annunciarono l'avvio della raccolta firme (poi mai portata avanti) per un referendum abrogativo.

Il disegno di legge così approvato dal Parlamento è stato promulgato dal Presidente della Repubblica Italiana il 20 maggio, per essere pubblicato il giorno successivo sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. La legge è entrata quindi in vigore il 5 giugno.

All'indomani dell'approvazione definitiva della legge da parte del Parlamento la maggioranza degli italiani (oltre il 60%) si dichiarava favorevole alla legge, soltanto un 19% si dichiarava contrario e un 21% ammetteva di non avere un'opinione precisa a riguardo. In parte da Fonte web.