Documento dei consiglieri regionali. Regia del Governatore Toma?

Sarà fantapolitica ma ci crediamo.

Sei consiglieri regionali, tra cui Aida ROMAGNUOLO e Filomena CALENDA, sottoscrivono un documento di sfiducia “ alla Lega “ e rafforzano la difesa del presidente TOMA nei confronti di una eventuale mancata nomina di un assessore esterno della Lega, richiesto a gran voce da Salvini.

Dopo la defenestrazione di Mazzuto, assessore in Giunta in quota Lega, l’azzeramento della Giunta stessa e la nomina successiva con le stesse figure rimosse per ottenere con forza l’ abolizione della surroga e la possibilità ai consiglieri di poter svolgere anche mansioni di assessori e viceversa, i “ leghisti Molisani “ si sono mossi incontrando Salvini e chiedendo egli ,di ripristinare i giochi della politica del Palazzo nel rispetto dei patti stabiliti pre elezioni. Le cose però son cambiate e la fuoriuscita o defenestrazione delle due elette in seno alla Lega, tra l’altro donne ed aspiranti ad un posto in giunta anche in virtù della legge, assurda, delle quote rosa, ha un tantino destabilizzato l’andamento di una barca , quella regionale, che ha accentuato la voga verso diverse vedute ed inusuali linee di programmazione. Un tracollo? Toma , da ottimo stratega, lo ha dimostrato ampiamente con l’operazione azzeramento, avrà provveduto a metterci lo zampino nella redazione del documento anti Lega ? Da più parti lo si vocifera e, forse c’è da crederci. Due piccioni con una fava, ci verrebbe da pensare. Il primo è poter prender tempo adducendo nei confronti di Salvini la necessità di chiarire con i 6 firmatari del documento; la seconda aver determinato una netta ed irreparabile rottura delle due pseudo leghiste, proprio con la Lega e sbarrato loro la strada di un possibile ritorno in tale forza politica. Non c’è che dire, la fantapolitica a volte può essere verità e, nel ricordare che nel documento pare ci sia inserita anche la possibilità di rivedere le nomine subregionali, tutto quello che ci siamo immaginati, può tradursi più che mai in strategia, piacente o meno, ma sempre strategia. Ettore Fieramosca ne è traduttore e, poiché in politica quello che si dice oggi è già vecchio ieri, forse a pensar ci si “ azzecca “, come ci ha insegnato l’amico Antonio Di Pietro. A giorni sapremo la verità e, chissà !