ACCADDE OGGI 11 GIUGNO #ALMANACCO - Molise Web giornale online molisano

Accadde Oggi 11 giugno #almanacco

Oggi 11 giugno la Chiesa festeggia San Barnaba apostolo

1184 a.C. – Guerra di Troia: Troia viene saccheggiata e bruciata, secondo Eratostene
1534 – Jacques Cartier e il suo equipaggio celebrano la prima messa in Nord America di cui si abbia notizia
1770 – Il capitano James Cook si arena sulla Grande barriera corallina
1901 – L’Impero Britannico affida alla Nuova Zelanda l’amministrazione delle Isole Cook
1903 – il re di Serbia Alessandro I e sua moglie, la regina Draga, vengono assassinati da un gruppo di cospiratori
1905 – Il papa Pio X pubblica la Lettera enciclica Il Fermo Proposito, che sigla la nascita dell’Azione Cattolica Italiana.
1940 – Seconda guerra mondiale: l’aviazione britannica bombarda Genova e Torino
1942 – Seconda guerra mondiale: gli Stati Uniti accettano di inviare aiuti economici (a prestito) all’Unione Sovietica
1955 – Disastro di Le Mans del 1955: con 84 vittime e 120 feriti è l’incidente più grave nella storia dell’automobilismo
1962 – John e Clarence Anglin assieme a Frank Morris riescono a fuggire da Alcatraz
1963 – Il governatore dell’Alabama, George Wallace, sulla soglia del Foster Auditorium dell’Università dell’Alabama, cerca di impedire l’entrata di due studenti di colore
1982 – Esce nelle sale E.T. l’extra-terrestre
1993 – Esce nelle sale Jurassic Park
2002 – Il congresso degli Stati Uniti, con la risoluzione 269, ha riconosciuto ufficialmente il fiorentino Antonio Meucci come primo inventore del telefono (e non Alexander Graham Bell)
2004 – La sonda Cassini-Huygens compie il passaggio più ravvicinato a Febe
2008 – Oslo: il parlamento norvegese approva a larga maggioranza una legge che rende legale il matrimonio fra persone dello stesso sesso

Nati

Giobbe Covatta (1956)
Ben Jonson (1572)
Hugh Laurie (1959)
Richard Strauss (1864)
Gene Wilder (1933)

Morti

Enrico Berlinguer (1984)
Giuseppe Saragat (1988)
John Wayne (1979)

L’11 giugno è la data delle scomparse importanti. Nei giorni passati abbiamo più volte avuto occasione di parlare dei Enrico Berlinguer che muore nell’anno 1984 dopo qualche giorno di agonia a seguito un malore durante un comizio. L’11 giugno del 1988 scompare un altro grande personaggio della politica Italiana, Giuseppe Saragat di cui un brevissimo ricordo poiché oggi abbiamo scelto di conoscere la storia di Antonio Meucci e del riconoscimento per la sua invenzione del telefono, avvenuta, ben 150 anni dopo la sua incredibile scoperta. Prima o poi la verità viene sempre a galla. Sull’ingresso in guerra dell’Italia ne abbiamo già parlato ma oggi è giusto ricordare che dopo lo scellerato discorso di Mussolini da Piazza Venezia ad una festante popolazione, l’aviazione Britannica bombarda Genova e Torino. Inizia la corsa contro il tempo per salvare nel 1981, in quel di Vermicino, Alfredino Rampi.

Giuseppe Saragat, è nato a Torino il 19 settembre 1898. Laureato in Scienze economiche e commerciali, si è iscritto al Partito socialista unitario nel 1922 ed è entrato nella direzione del partito nel 1925. Nel 1926, con il consolidarsi del regime fascista, dovette espatriare in Austria e poi in Francia. Rientrato in Italia nel 1943, è stato arrestato e consegnato alle autorità tedesche. Riuscito ad evadere, ha ripreso l'attività clandestina nel Partito socialista italiano di unità proletaria a Milano.E' stato nominato Ministro senza portafoglio nel 1944 . E' stato nominato Ambasciatore d'Italia a Parigi nel 1945. Deputato alla Costituente è stato eletto Presidente della Assemblea il 25 giugno 1946. Nel gennaio 1947 ha fondato il Partito socialista dei lavoratori italiani del quale è stato Segretario politico. E' stato nominato Vice Presidente del Consiglio dei Ministri nel 1947 (IV Governo De Gasperi).E stato eletto Deputato nel 1948, 1953, 1958, 1962.E' stato nominato Vice Presidente del Consiglio e Ministro della Marina Mercantile nel 1948 (V Governo De Gasperi). Ha rassegnato le dimissioni nel novembre 1949.Eletto Segretario del Partito dal 1949 al 1954.E' stato nominato Vice Presidente del Consiglio dei Ministri nel 1954 (Governo Scelba), nel 1955 (Governo Segni).E' stato eletto Segretario del Partito dal 1957 al 1964.E' stato nominato Ministro degli esteri nel 1963 (I Governo Moro) e nel 1964 (II Governo Moro).E' stato eletto Presidente della Repubblica il 28 dicembre 1964 (al ventunesimo scrutinio con 646 voti su 963). Ha prestato giuramento il giorno successivo.E' divenuto Senatore a vita quale ex Presidente della Repubblica.Nel 1975 ha assunto la presidenza del Partito Socialista Democratico Italiano.

E' deceduto l'11 giugno 1988.

Il grande scienziato italiano Antonio Meucci nasce a San Frediano, il quartiere popolare della città di Firenze, il 13 aprile 1808. La sua è una famiglia povera: non può completare gli studi presso l'Accademia di Belle Arti e inizia a lavorare molto giovane; svolge varie professioni, da quella di impiegato doganiere, a quella di meccanico di teatro. Nell'ambiente teatrale incontra Ester Mochi, sarta, che diventerà sua moglie. Antonio Meucci si appassiona fin da giovane all'elettricità fisiologica e animale. Segue anche la politica: è coinvolto nei moti rivoluzionari del 1831 e, a causa delle sue convinzioni politiche per le sue idee liberali e repubblicane, sarà costretto a lasciare il granducato di Toscana. Dopo lunghe peregrinazioni nello Stato Pontificio e nel Regno delle Due Sicilie, Meucci emigra a Cuba, dove continua a lavorare come meccanico teatrale. Nel 1850 si trasferisce negli Stati Uniti, stabilendosi nella città di New York.

A New York Meucci apre una una fabbrica di candele. Qui incontra Giuseppe Garibaldi, il quale lavorerà per lui: tra i due nasce un'importante amicizia. La collaborazione dei due illustri italiani è testimoniata ancora oggi dal Museo newyorcheese "Garibaldi - Meucci". Meucci porta avanti i suoi studi sull'apparecchio telefonico già da tempo, ma è nel 1856 che l'invenzione viene completata con la realizzazione di un primo modello: l'esigenza è quella di mettere in comunicazione il suo ufficio con la camera da letto della moglie, dove è costretta da una grave malattia. Un appunto del 1857 di Meucci descrive così il telefono: «consiste in un diaframma vibrante e in un magnete elettrizzato da un filo a spirale che lo avvolge. Vibrando, il diaframma altera la corrente del magnete. Queste alterazioni di corrente, trasmesse all'altro capo del filo, imprimono analoghe vibrazioni al diaframma ricevente e riproducono la parola».

Lo scienziato Meucci ha le idee chiare, tuttavia mancano i mezzi economici per sostenere la propria attività. La fabbrica di candele fallisce e Meucci cerca finanziamenti presso facoltose famiglie in Italia, ma non ottiene i risultati auspicati. Ben presto arrivano a mancare i soldi anche per la propria sussistenza. Rimane vittima di un incidente su una nave ed è costretto a letto per mesi. La moglie Ester sarà costretta a vendere tutte le attrezzature telefoniche a un rigattiere per soli 6 dollari. Meucci non demorde e nel 1871 decide di richiedere il brevetto per la propria invenzione, che chiama "teletrofono". Non avendo disponibilità economiche segue una strada alternativa ottenendo una sorta di brevetto provvisorio, il cosiddetto caveat, che va rinnovato ogni anno al prezzo di 10 dollari. Meucci riuscirà a pagare la somma solo fino al 1873.Nello stesso periodo, con un'ampia documentazione sulle sue ricerche, Meucci si rivolge alla potente American District Telegraph Company di New York, richiedendo la possibilità di utilizzare le linee per i propri esperimenti. La compagnia non coglie le potenzialità economiche dello strumento e procura allo scienziato italiano una nuova delusione.Nel 1876 Alexander Graham Bell presentò domanda di brevetto per il suo apparecchio telefonico. Gli anni successivi della vita di Meucci saranno spesi in una lunga vertenza per rivendicare la paternità dell'invenzione.Meucci trova una sponsorizzazione da parte della Globe Company, che intraprende una causa con la Bell Company per infrazione del brevetto.

La causa termina il 19 luglio 1887 con una sentenza che, pur riconoscendo alcuni meriti ad Antonio Meucci, dà ragione a Bell. "Nulla dimostra - recitava la sentenza - che Meucci abbia ottenuto qualche risultato pratico a parte quello di convogliare la parola meccanicamente mediante cavo. Impiegò senza dubbio un conduttore meccanico e suppose che elettrificando l'apparecchio avrebbe ottenuto risultati migliori". In sintesi la sentenza affermerebbe che Meucci avrebbe inventato il telefono, ma non quello elettrico. Antonio Meucci muore all'età di 81 anni, il 18 ottobre 1889, poco prima che la società Globe presenti ricorso contro la sentenza. La Corte Suprema statunitense deciderà per l'archiviazione del caso.

Per oltre un secolo, ad eccezione dell'Italia, Bell è stato considerato l'inventore del telefono. Il giorno 11 giugno 2002 il congresso degli Stati Uniti ha ufficialmente riconosciuto Antonio Meucci come primo inventore del telefono.

Un documento venuto alla luce in anni recenti prova che Meucci scoprì il carico induttivo delle linee telefoniche trent'anni prima che esso fosse brevettato e adottato nelle reti Bell. Altre prove che dimostrano la condizione di precursore sono contenute nelle anticipazioni di Meucci in merito al dispositivo antilocale, alla segnalazione di chiamata, alla riduzione dell'effetto pellicolare nei conduttori di linea, e alla silenziosità dell'ambiente e riservatezza. Un genio tutto italiano che dovendo emigrare, dimostra al Mondo che la verità vince anche dopo 150 anni. Antonio Meucci è l’inventore del telefono…