Campobasso, il pianto per i Misteri che quest'anno non sfileranno

Una canzone del celebre Charles Aznavour, cantava: "Com'è triste Venezia". Oggi, 13 giugno, nella ricorrenza di uno dei Santi più amati e rappresentativi d’Italia e non solo, Sant’Antonio, il giorno stenta a far capolino.

Non sarà giorno per i Campobassani e per i Molisani. Non lo sarà sino a Lunedì 15 giugno quando tutto sarà passato e il sogno di un Corpus Domini pieno di incubi ed ansie svanirà, portando con sè l’amarezza della Festa non goduta. Com'è triste Campobasso, soltanto un anno dopo il trionfo, i colori, la musica, la gioia, i Misteri. Com'è triste Campobasso se non lo si può amar di più. Si cercano parole che nessuno riuscirà a dir meglio del silenzio. Si vorrebbe piangere, dentro la mente ci son solo loro, le macchine volanti, i bambini, le urla e li "scannett allert". Il diavolo ha perso le corna, la Donzella il suo muto sorriso.

Com'è triste Campobasso, senza i suoi Misteri. Il Museo, scrigno di rara sensibilità e bellezza, ha donato la pace di un sogno che non si è mai destato. I portoni chiusi, i misteri vuoti, spogli, non si apriranno e vestiranno per tutti noi. Loro non lo sanno e non lo sapranno mai. Si cerca spasmodicamente la mano dei bimbi e la possente forza dei portatori. Non sono la, non lo saranno e chissà per quanto ancora. La luna si alza, l’agonia ed il magone si fan più rumorosi ma, finalmente la notte porta via il pianto. Addio uccelli umani, puntati verso il cielo plumbeo e foriero di pioggia di lacrime salate senza poterle asciugare al vento dell’ondeggiar delle macchine. Addio anche a esse. Troppo triste Campobasso, soltanto un anno dopo la felicità ed il tripudio. Ed allora, ancora piango, nel non goder di essi. Respiro piano per non offuscar il silenzio. Sogno! All’improvviso rumore, passione, colori, musica... Misteri... Torno in me e, piango allo svanir del sogno.

Se solo avessi saputo della loro nudità avrei certamente portato vestiti per la festa. Il 2020 passerà nudo, senza il colore dell’abito più bello. Godrò del silenzio e, fingo di pensar bene al prossimo anno.