Ritorno a scuola a settembre, Tramontano: “No a smembramento classi, doppi turni e didattica a distanza”

"C’è chi fa politica ed esercita il potere per occupare spazi e c’è chi fa politica per analizzare, proporre e accompagnare processi a favore della collettività.

Tale approccio determina una presa di posizione chiara su temi che riguardano la vita quotidiana di tanti cittadini ancora frastornati dall’emergenza Covid e soprattutto smarriti nell’immaginare il proprio futuro prossimo.

“La sospensione delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado è stata tra le misure più 

complesse e dolorose proprio per l’impatto su un asse vitale della società”: è un passaggio del 

DOCUMENTO TECNICO SULL’IPOTESI DIRIMODULAZIONE DELLE MISURE CONTENITIVE NEL SETTORE SCOLASTICO (elaborato dal Comitato tecnico-scientifico della Protezione civile nazionale e reso pubblico il 28 maggio) che evidenzia l’impatto dell’interruzione delle attività didattiche e le ricadute negative che si sono avute sui bambine e sui ragazzi, sulle famiglie e sulla società in generale.

Il Governo, la Regione e gli Enti locali, devono assumere decisioni immediate e condivise.

Il Governo italiano ancora non emana, colpevolmente, linee guida ufficiali che diano indicazioni chiare e univoche agli studenti, alle famiglie e agli operatori della scuola.

Molti Paesi europei invece hanno già definito le misure organizzative, di contenimento e di prevenzione per il prossimo anno scolastico, al fine di affrontare l’emergenza causata dalla diffusione del Covid-19.

Comunque il cardine di ogni misura contenitiva è rappresentato dal distanziamento sociale, con la prescrizione di una distanza interpersonale non inferiore al metro.

IL DOCUMENTO TECNICO SULL’IPOTESI DIRIMODULAZIONE DELLE MISURE CONTENITIVE NEL SETTORE SCOLASTICO  evidenzia in un altro passaggioimportante: “Sarà necessaria un’analisi attenta e capillare degli spazi disponibili e delle possibili collaborazioni con il territorio sulla base di specifici accordi, al fine di aumentare gli spazi didattici complessivi. Altresì sarà necessaria un’analisi attenta della dotazione organica finalizzata alla definizione di eventuali carenze che dovranno trovare risposte nelle misure di sistema.”

Diventa pertanto fondamentale che gli Enti locali, in stretto raccordo con le Istituzioni scolastiche, propongano soluzioni che consentano il reperimento di ulteriori spazi per “fare scuola”.

La città di Campobasso ha una situazione particolare in merito all’edilizia scolastica: la gran parte degli edifici non rispetta i criteri  di legge dal punto di vista strutturale e della sicurezza sismica (basti citare e ricordare il recente studio elaborato e condotto dall’Unimol su molti edifici scolastici del Capoluogo); la gran parte degli edifici scolastici della città di Campobasso presenta aule piccole, nelle quali i bambini e i ragazzi sono costipati e costretti; la gran parte degli edifici scolastici della città di Campobasso potrà rispondere a fatica alle raccomandazioni del DOCUMENTO TECNICO SULL’IPOTESI DIRIMODULAZIONE DELLE MISURE CONTENITIVE NEL SETTORE SCOLASTICO.

La città di Campobasso presenta poi un paradosso peculiare: vi sono edifici scolastici particolarmente a rischio che sono stati lasciati aperti (scuola di via Jezza, via Tiberio, via Crispi) e vi sono edifici scolastici (ad esempio “La Casa della Scuola” Enrico D’Ovidio di via Roma) che sono stati chiusi con leggerezza e superficialità e senza lungimiranza: la D’Ovidio di via Roma ha spazi enormi e potrebbe ancora rappresentare una possibilità per le esigenze didattiche della città di Campobasso.

Si presenta pertanto, per la città di Campobasso, il rischio concreto di reinserire in modo invasivo la didattica a distanza (con tutte le disfunzioni e le criticità che presenta), di dover dividere i gruppi-classe o presupporre doppi turni per le lezioni (ben sappiamo le anomalie pedagogiche che tali soluzioni generano e i problemi derivanti per le famiglie).

Occorre agire con tempestività! 

Occorre fare un piano straordinario che mappi gli immobili pubblici disponibili al fine di creare nuove aule per la didattica ed evitare il rischio dello smembramento delle classi e dei doppi turni per le lezioni.

Va inoltre predisposto un piano straordinario per la mobilità scolastica: il Terminal di Campobasso, sempre più abbandonato, da settembre vedrà l’arrivo quotidiano di migliaia di studenti e lavoratori.

Non è pensabile, con i rischi sanitari e di contagio ancora elevati, che non vi sia un piano di scaglionamento degli orari di arrivo dei bus coordinato con orari scaglionati per gli ingressi nelle scuole della città di Campobasso.

C’è un lavoro enorme da fare e ancora non si muove foglia. 

Non basta attendere le indicazioni governative, le quali sono spesso tardive, confuse e contraddittorie: chi amministra deve leggere in anticipo la realtà, dando sicurezza e risposte chiare ai cittadini.

I nostri bambini e i nostri ragazzi hanno bisogno di tornare in classe! Hanno bisogno di avere spazi adeguati e sicuri! Hanno bisogno di tornare a guardarsi negli occhi e a guardare negli occhi gli insegnanti!

Tutto ciò si potrà realizzare se la politica, a livello locale e nazionale, saprà prolungare il proprio sguardo oltre gli aspetti burocratici e formali e saprà, con tempestività, proporre soluzioni che ridiano speranza e gioia ai nostri bambini e ai nostri ragazzi, rinnovata motivazione ai docenti e garanzie alle famiglie".

Queste le parole del Capogruppo della Lega, Alberto Tramontano, in merito alla riapertura delle scuole a settembre.