In Molise la politica è un’ "arte" disgregante, la Calenda non si arrende a tale logica

Spesso nel parlare di politica, ci si sussurra con chat o sottovoce, per non farsi capire. Le piazze non sono più quelle di un tempo. Ormai è il rincorrersi via web che ci rende nevroticamente instabili, si crede alla “civetta“ e, il tranello, l’inganno mediatico è li pronto ad aprir la porta e supinamente farti il verso del cucù. 

Instabilità politiche, se possono ancora denominarsi tali, voci di corridoio artatamente suonate da trombe amiche che al momento suonano a morte per destabilizzare il vociare sempre più insistente di accordi, fazioni, poli civici, partiti, strategie, sono all’ordine del giorno. Ormai di politica c’è solo la mera convinzione e non la verità e la nobiltà insita alla parola stessa.

Strategie da bordocampo, da allenatori senza squadra, che sempre più destabilizzano volutamente chi della politica deve esserne servitore e non padrone. Gli operai senza stipendio, i medici senza ospedali efficienti, studenti, docenti e dirigenti sempre più soli, strade sempre più colabrodo e poltrone sempre più grandi, comode e senza ruote per evitare di essere spostate facilmente, sono all’ordine del giorno. Le chat di maggioranza che assumono da fonti informative destabilizzanti, se usate da alcuni, veritiere da altri, forma di riverenze o di ossessioni , come sta accadendo negli ultimi tempi. Non un confrontarsi ma un rincorrersi per determinare il presente ed il futuro dei consiglieri tutti, da destra a sinistra e persino causa di difficoltà interpretative da parte dei 5 stelle. Una manna che diventa pane indigeribile e, spesso, senza sale. Ormai non si costruisce seguendo logiche ben precise, quelle logiche che hanno fatto grandi i partiti storici di un’Italia senza più identità e programmazione. Lo si sta vedendo a Roma, in occasione degli Stati Generali e lo si vede in Molise, dove quello che si dice oggi è già vecchio ieri. E così, la Calenda è già tornata nelle grazie di Salvini , la Manzo è già in procinto di passare al PD , l’amico Facciolla già è il candidato di un futuro polo formato dai malpancisti , il PD e Patriciello. “ Lo dice la tv “ e tutti li a credere a chi scrive che la Romagnuolo non si candiderà più. Davvero è difficile districarsi in un mondo che delle fake news o delle mezze verità, ne fa bandiera e intona l’inno di Mameli con il sottofondo della Marsigliese. In questa condizione di assoluta “ cataratta “ , sarebbe bello vestirsi di umiltà ed alzare bandiera bianca. Nello sventolar la purezza candida del vessillo della resa possiamo solo confermare che Filomena Calenda non ha mai disdegnato un ritorno nella Lega, ma, ad oggi, ancora non ha sentito nessuno che le abbia detto “ torna , mamma aspetta te “. << Le mie posizioni son chiare, non rinnego nulla e non farò nulla di cui esserne pentita >>, ripete con grande serenità. << La mia idea su Salvini e sulla Lega è ben conosciuta. I partiti sono la vera speranza di un futuro fatto di dialettica e politica. Il resto sono nuvole passeggere che non lasciano il segno. Voglio far politica , non politichese e spero, senza se e senza ma, di farla ancora per molto, sino a quando , non i tiratori franchi o chi gioca con la politica, i cittadini non mi daranno più il loro consenso >> conclude Filomena Calenda e, finalmente, ancora una volta vien fuori la verità.

di Maurizio Varriano