Resta ancora chiuso il Santuario italico di Pietrabbondante. Si spera nel miracolo

Il sito per la sua monumentalità è considerato il più importante luogo di culto dello stato sannitico. Questo è quello che apre alla descrizione il sito della Direzione Regionale Musei del Molise. Andando a scorrere troviamo in evidenza : Chiuso! Tra le motivazioni la mancanza di personale.

Il polverone mediatico di qualche settimana addietro ha acceso i riflettori sul problema della gestione dei beni culturali Molisani. La direzione fa sapere di essere risentita di tale “ opera mediatica “ ma non pone rimedio anzi : scarica tutto sull’Amministrazione Comunale.

In sintesi la Direzione, Statale per essere precisi, si dichiara dispiaciuta e subordina la riapertura, per la cronaca da oggi è iniziato lo sfalcio dell’erba, ad un supporto da parte del Comune. Ausilio indicato come supporto all’unico dipendente, di almeno due figure professionali offerte dall’Amministrazione Comunale; come se il Comune avesse le casse piene. Lo Stato che si prende beffa della realtà. Lo Stato che dovrebbe tutelare senza se e senza i piccoli comuni ed invece li carica di responsabilità ed ulteriori oneri. Ottima promozione e risoluzione del problema. Per fortuna a Pietrabbondante c’è un sindaco che dell’amore per la propria terra e della propria cultura identitaria, ne fa una bandiera  non ponendo limiti. 

«Apriremo dal mercoledì alla domenica dalle ore 10,15 alle 17,00 a queste condizioni», la missiva della Direzione Regionale. 

Un passo in avanti che rischia di essere un boomerang senza ritorno. Certamente non si può aver la botte piena e la moglie ubriaca ma, la domanda vien spontanea : “ Ma si può gestire un patrimonio senza un minimo di reale programmazione e di reale convincimento che i tesori del passato sono la via d’uscita da un’atavica arretratezza culturale, politica e turistica?” . Le parole dell’architetto Franco Valente risuonano come tromboni << Il Molise deve morire, non è pronto per turismo e cultura >>. C’ è da dar egli ragione senza rifletterci neanche un minuto. Un sito archeologico che apre alle 10,15 in estate, quando il sole è già alto e, chiude alle 17,00, quando si è nel meglio della giornata estiva in ordine di temperature di godimento del paesaggio, è davvero assurdo. E’ come dire che in spiaggia si vieta di prendere il sole poiché l’accesso al mare è consentito dalle 21,00 alle 24,00. Difficile pensare che la responsabilità sia delle amministrazioni locali e non addebitare ogni colpa ad una mal riuscita riforma delle Soprintendenze ed ad uno Stato, che manda funzionari da scrivania e cancella il popolo del vero vapore trainante quale sono i lavoratori del settore. Italia che Vai , paese che trovi e, sempre lo stesso, purtroppo. L’Assessore regionale al ramo è costantemente impegnato a dirimere la matassa nell’attesa, e lo speriamo tutti, qualcuno la disbrighi presto senza chiamare la  Fata Turchina e senza interpellare ulteriormente un Ministero senza portafoglio che, della burocrazia non vuol assolutamente farne a meno.  Auguri Molise !