ACCADDE OGGI 5 LUGLIO - #ALMANACCO - Molise Web giornale online molisano

Accadde Oggi 5 luglio - #almanacco

Oggi 5 luglio la Chiesa festeggia Sant’Antonio Maria Zaccaria, sacerdote

1294 – Dopo 27 mesi di Conclave viene eletto papa Celestino V
1687 – Viene pubblicato il Philosophiae Naturalis Principia Mathematica di Isaac Newton
1810 – Bologna, viene inaugurata l’Arena del Sole
1830 – I francesi, sbarcati a Sidi Ferrudj il 14 giugno, entrano in Algeri e prendono il potere in Algeria
1841 – Nascita del turismo organizzato: Thomas Cook organizza il primo pacchetto turistico 

1928 – Arturo Ferrarin e Carlo Del Prete, a bordo di un Savoia-Marchetti S.64, si aggiudicano il primato di volo su distanza in linea retta volando, per 7 188 km, tra Montecelio (Roma) e Natal (Brasile).
1940 – Seconda guerra mondiale: il Regno Unito e la Francia di Vichy interrompono le relazioni diplomatiche
1946 – Nasce il bikini
1947 – Italia: all’Hotel de la Ville viene assegnato il primo Premio Strega. Il vincitore è Ennio Flaiano con il romanzo Tempo di uccidere pubblicato da Longanesi.
1951 – William Shockley inventa il transistor a giunzione
1958 – Prima scalata del Gasherbrum I, 11a vetta più alta del mondo

1966 - Nasce il WWF Italia. 
1971 – L’età minima per votare negli Stati Uniti viene portata da 21 a 18 anni (effetto del XXVI emendamento certificato formalmente in questo giorno dal Presidente Richard Nixon)
1975 – Arthur Ashe diventa il primo nero a vincere il titolo del singolare nel Torneo di Wimbledon
1986 – La Statua della libertà viene riaperta al pubblico dopo un ampio restauro
1994 – Jeff Bezos fonda a Seattle amazon, il più grande e-commerce al mondo.
1996 – Edimburgo: nei laboratori del Roslin Institute nasce la pecora Dolly, il primo mammifero frutto di clonazione
2003 – Taiwan è l’ultimo territorio ad essere rimosso dalla lista delle aree affette dalla SARS stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità
2005 – Il giornale britannico The Indipendent pubblica lo studio sulle orme di Homo sapiens trovate vicino al lago Valsequillo, in Messico, nel novembre 2003. I ricercatori delle Università di Liverpool e Bournesmouth dichiarano che le orme risalgono 38-39 000 anni fa, mentre si era sempre creduto che l’America non fosse stata colonizzata prima di 11.500 anni fa
2007 – Viene messa in vendita la Fiat 500
2016 – La sonda spaziale Juno entra nell’orbita di Giove. È la prima volta che un veicolo spaziale arriva così vicino al più grande pianeta del Sistema solare

2020 – Il premio Flaiano alla carriera viene assegnato all’attore Molisano, Edoardo Siravo.

Nati

Giancarlo Magalli (1947)

Morti

Georges Bernanos (1948)
Salvatore Giuliano (1950)
Cesare Mori (1942)

Raffaella Carrà (2021)

La data di oggi per noi Molisani incide molto in termini di emozione e di storia gloriosa. Viene proclamato Papa Celestino V , viene assegnato il Premio Internazionale “ Flaiano “ al nostro Edoardo Siravo. Poi ancora , viene messa in vendita la 500, viene clonata una pecora che verrà chiamata Dolly, nasce l’agenzia di viaggi. 

E’ chiaro che il campanile, quello che serve per guardar lontano, è sicuramente meritorio e quindi vi poniamo un piccolo cenno su Celestino V, ne abbiamo già parlato in un precedente almanacco in occasione delle festività in suo onore e sul nostro Edoardo.

Celestino V, nato Pietro Angelerio (o secondo alcuni Angeleri), detto Pietro da Morrone e venerato come Pietro Celestino (Isernia o Sant'Angelo Limosano, fra il 1209 e il 1215 – Fumone19 maggio 1296), è stato il 192º Papa della Chiesa cattolica dal 29 agosto al 13 dicembre 1294.

Eletto il 5 luglio 1294, fu incoronato ad Aquila (oggi L'Aquila) il 29 agosto, nella basilica di Santa Maria di Collemaggio da lui fatta costruire; è sepolto nella stessa basilica aquilana, all'interno del mausoleo realizzato ad opera di Girolamo da Vicenza.

Celestino V fu il primo papa che volle esercitare il proprio ministero al di fuori dei confini dello Stato Pontificio e il sesto, dopo Clemente IPonzianoSilverioBenedetto IXGregorio VI a rinunciare al ministero petrino, dopo di lui l'11 febbraio 2013 rinuncerà anche Benedetto XVI, per problemi di salute.

È venerato come santo, con il nome di Pietro Celestino da Morrone, dalla Chiesa cattolica che ne celebra la festa liturgica il 19 maggio. È patrono del comune di Isernia, sua patria terrena e compatrono dell'Aquila, di Ferentino, di Urbino e del Molise

Pietro da Morrone, penultimo dei dodici figli di Angelo Angelerio e Maria Leone, modesti contadini, nacque tra il 1209 e il 1215 (la fonte più accreditata è la cosiddetta Vita C che racconta che aveva 87 anni al momento della morte avvenuta il 19 maggio 1296 e ciò vorrebbe dire, come dicono altre fonti, che sarebbe nato nel 1209) in Molise. La sua nascita è tradizionalmente rivendicata da due comuni: Isernia Sant'Angelo Limosano (dei quali è patrono). In seguito altre due località ne hanno anch'esse rivendicato i natali: Sant'Angelo in Grotte (frazione di Santa Maria del Molise) e Castrum Sancti Angeli de Ravecanina, nel casertano.

Da giovane, per un breve periodo, soggiornò presso il monastero benedettino di Santa Maria in Faifoli, chiesa abbaziale che, tra le dodici della diocesi di Benevento, era una delle più importanti. Mostrò una straordinaria predisposizione all'ascetismo e alla solitudine, ritirandosi nel 1239 in una caverna isolata sul Monte Morrone, sopra Sulmona, da cui il suo nome.

Nel 1240 si trasferì a Roma, presumibilmente presso il Laterano, dove studiò fino a prendere gli ordini sacerdotali. Lasciata Roma, nel 1241 ritornò sul monte Morrone, in un'altra grotta, presso la piccola chiesa di Santa Maria di Segezzano. Cinque anni dopo abbandonò anche questa grotta per rifugiarsi in un luogo ancora più inaccessibile sui monti della Maiella, in Abruzzo, dove visse nella maniera più semplice che gli fosse possibile.

Si era allontanato temporaneamente dal suo eremitaggio del monte Morrone nel 1244 per costituire una Congregazione ecclesiastica riconosciuta da papa Gregorio X come ramo dei benedettini, denominata "dei frati di Pietro da Morrone", che ebbe la sua povera culla nell'Eremo di Sant'Onofrio al Morrone, il rifugio preferito di Pietro, e che soltanto in seguito avrebbe preso il nome di Celestini.

Nell'inverno del 1273 si recò a piedi in Francia, a Lione, dove stavano per iniziare i lavori del Concilio di Lione II voluto da Gregorio X, per impedire che l'ordine monastico da lui stesso fondato fosse soppresso. La missione ebbe successo poiché grande era la fama di santità che accompagnava il monaco eremita, tanto che il Papa gli chiese di celebrare una messa davanti a tutti i Padri Conciliari dicendogli che « [...] nessuno ne era più degno».

I successivi vent'anni videro la radicalizzazione della sua vocazione ascetica e il suo distaccarsi sempre più da tutti i contatti con il mondo esterno, fino a quando non fu convinto che stesse sul punto di lasciare la vita terrena per ritornare a Dio. Ma un fatto del tutto inaspettato stava per accadere.

Papa Niccolò IV morì il 4 aprile 1292; nello stesso mese si riunì il conclave, che in quel momento era composto da soli dodici porporati. Numerose furono le riunioni dei padri cardinali nell'Urbe, ma sempre tenute in sedi diverse: a Santa Maria sopra Minerva, a Santa Maria Maggiore e sull'Aventino presso il monastero di Santa Sabina. Nonostante ciò, il Sacro Collegio non riusciva a far convergere i voti necessari su nessun candidato.

Sopravvenne un'epidemia di peste che indusse allo scioglimento del conclave. Nel corso dell'epidemia il cardinal francese Cholet fu colpito dal morbo e morì, per cui il Collegio cardinalizio si ridusse ad 11 componenti.

Passò più di un anno prima che il conclave potesse nuovamente riunirsi, perché un profondo disaccordo si era creato circa la sede in cui convocarlo (Roma o Rieti). Finalmente si riuscì a trovare una soluzione sufficientemente condivisa, stabilendo la nuova sede nella città di Perugia; era il 18 ottobre 1293.

I porporati però, nonostante le laboriose trattative, non riuscivano ad eleggere il nuovo Papa, soprattutto per la frattura che si era creata tra i sostenitori dei Colonna e gli altri cardinali. I mesi si susseguivano inutilmente e il permanere della sede vacante aumentava il malcontento popolare che si manifestava attraverso disordini e proteste, anche negli stessi ambienti ecclesiastici.

Si giunse così alla fine del mese di marzo del 1294, quando i cardinali dovettero registrare un evento che, probabilmente, contribuì, forse in maniera determinante, ad avviare a conclusione i lavori del Conclave. Erano in corso, in quel momento, le trattative tra Carlo II d'AngiòRe di Napoli, e Giacomo IIRe di Aragona, per sistemare le vicende legate all'occupazione aragonese della Sicilia, avvenuta all'indomani dei cosiddetti vespri siciliani, del 31 marzo 1282. Poiché si stava per giungere alla stipula di un trattato, Carlo d'Angiò aveva necessità dell'avallo pontificio, la qual cosa era impossibile, stante la situazione di stallo dei lavori del Conclave. Spinto da questa esigenza, il re di Napoli si recò, insieme al figlio Carlo Martello, a Perugia dove era riunito il Conclave, con lo scopo di sollecitare l'elezione del nuovo Pontefice. Il suo ingresso nella sala dove era riunito il Sacro Collegio provocò ovviamente la riprovazione di tutti i cardinali e il re fu cacciato fuori, soprattutto per l'intervento del cardinale Benedetto Caetani. Questa vicenda, con molta probabilità, indusse i cardinali a prendere coscienza del fatto che si rendeva necessario chiudere al più presto la sede vacante.

Nel frattempo, Pietro da Morrone aveva predetto "gravi castighi" alla Chiesa se questa non avesse provveduto a scegliere subito il proprio pastore. La profezia fu inviata al Cardinale Decano Latino Malabranca, il quale la presentò all'attenzione degli altri cardinali, proponendo il monaco eremita come Pontefice; la sua figura ascetica, mistica e religiosissima, era nota a tutti i regnanti d'Europa e tutti parlavano di lui con molto rispetto. Il Cardinale Decano, però, dovette adoperarsi molto per rimuovere le numerose resistenze che il Sacro Collegio aveva sulla persona di un non porporato. Alla fine, dopo ben 27 mesi dall'inizio del Conclave, emerse all'unanimità il nome di Pietro da Morrone; era il 5 luglio 1294.

L'elezione unanime da parte del Sacro Collegio di un semplice monaco eremita, completamente privo di esperienza di governo e totalmente estraneo alle problematiche della Santa Sede, può forse essere spiegata dal proposito attendista di tacitare l'opinione pubblica e le monarchie più potenti d'Europa, vista l'impossibilità di eleggere un porporato su cui tutti fossero d'accordo. 

La notizia dell'elezione gli fu recata da tre ecclesiastici che, nelle settimane successive, poco prima dell'agosto 1294, salirono sul monte Morrone per annunciare l'elezione a Pietro Angelerio. Uno dei messi, Iacopo Stefaneschi, futuro cardinale, narra così la vicenda nel suo Opus Metricum: apparve « [...] un uomo vecchio, attonito ed esitante per così grande novità» con indosso « [...] una rozza tonaca». Alla notizia dell'elezione, gli occhi gli si velarono di pianto. Lo stesso Stefaneschi narra che quando i messi si inginocchiarono al suo cospetto, lo stesso Pietro da Morrone si prostrò umilmente davanti a loro. Tra la sorpresa e lo sconcerto per l'annuncio che gli recarono, fra' Pietro si volse verso il crocifisso appeso a una parete della sua cella e pregò a lungo. Poi, con grande apprensione e sofferenza, dichiarò di accettare l'elezione. Appena diffusa la notizia dell'elezione del nuovo Pontefice, Carlo II d'Angiò si mosse immediatamente da Napoli e fu il primo a raggiungere il religioso. In sella a un asino tenuto per le briglie dallo stesso re e scortato dal corteo reale, Pietro si recò nella città di Aquila (oggi L'Aquila), dove aveva convocato tutto il Sacro Collegio. Qui, nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio, fu incoronato il 29 agosto 1294 con il nome di Celestino V.

Uno dei primi atti ufficiali fu l'emissione della cosiddetta Bolla del Perdono, bolla che elargisce l'indulgenza plenaria a tutti coloro che confessati e pentiti dei propri peccati si rechino nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, nella città dell'Aquila, dai vespri del 28 agosto al tramonto del 29. Fu così istituita la Perdonanza, celebrazione religiosa che anticipò di sei anni il primo Giubileo del 1300, ancora oggi tenuta nel capoluogo abruzzese. In pratica, Celestino V istituì a Collemaggio un prototipo del Giubileo, e forse sia lui sia Bonifacio si ispirarono alla leggenda della "Indulgenza dei Cent'Anni" di cui si avevano testimonianze risalenti a Innocenzo III.

Il nuovo Pontefice si affidò, incondizionatamente, nelle mani di Carlo d'Angiò, nominandolo "maresciallo" del futuro Conclave. Ratificò immediatamente il trattato tra Carlo d'Angiò e Giacomo d'Aragona, mediante il quale fu stabilito che, alla morte di quest'ultimo, la Sicilia sarebbe ritornata agli angioini.

Dietro consiglio di Carlo d'Angiò, fissò la sede della Curia nel Castel Nuovo di Napoli[14], dove fu allestita una piccola stanza, arredata in modo molto semplice e dove egli si ritirava spesso a pregare e a meditare. Di fatto il Papa era così protetto da Carlo, ma anche suo ostaggio, in quanto molte delle decisioni pontificie erano direttamente influenzate dal re angioino.

Probabilmente, nel corso delle sue frequenti meditazioni, dovette pervenire, poco a poco, alla decisione di abbandonare il suo incarico. In ciò fu sostenuto anche dal parere del cardinal Benedetto Caetani (il futuro Bonifacio VIII) esperto di diritto canonico, il quale riteneva pienamente legittima una rinuncia al pontificato.

AD EDOARDO SIRAVO IL PREMIO “ FLAIANO “ ALLA CARRIERA.

Un Molisano che scala montagne e con la sua ormai possente e famosa mole, canta odi poetiche che nel turbinio di una vita senza freni, rimbombano come stilettate di pura classe e bellezza interiore. Voce incredibile che prestata ad attori di fama mondiale rende tutto più dolcemente e docilmente Molisano. Edoardo, da decenni continua a  regalarci dosi di saggezza, prelibata poesia e tanta cultura. Questa sua perseveranza e professionalità passionale per il teatro, il 5 luglio a partire dalle 20,30 in quel di Pescara nel famoso teatro D’Annunzio, lo vedrà ulteriormente significare il ricchissimo palmares che costella la vita di un attore che, ha iniziato col botto ed ancora non termina la sua miccia esplosiva.

“ Il premio Flaiano alla carriera è suo “, decreta una giuria di primo ordine che non ha esitato a proclamar, la palma del migliore, all’attore molisano. L’ambitissimo premio alla carriera, condiviso con la bravissima Paola Quattrini, vedrà esser consegnato nella possenti mani di un Edoardo mai domo e sempre lì a parlar bene di una regione, il suo Molise, che spesso e volentieri i propri figli li relega a figliastri nel preferir lo straniero “ crucco “ di turno.  Raggiunto via etere durante la sua tournée Siciliana, ha manifestato tutta la sua gioia. << Mi coglie di sorpresa questo premio ma, non nego di essere molto contento >>.<< Essere premiati al merito per la propria carriera ,mi rende felice e con me chi mi vuol bene>> continua sottovoce ed in odor di partenza per Pescara.

Edoardo nasce il 12 aprile del 1955 a Roma da famiglia Molisana di Roccaravindola. Ha recitato in tutti i teatri Italiani mettendo in scena oltre 170 spettacoli. Ha alle spalle una carriera davvero incredibile. Da aiuto regista a Giancarlo Sbragia ha inventato la regia scenica iniziando con il Macbeth di Verdi, ha collaborato con la Filarmonica di Torino sino alla regia della Tosca in quel di Venafro nell’opera al laghetto diretta dal maestro Claudio Luongo. Nel 2017 vince il Premio Flaiano come miglior attore protagonista dopo aver ricoperto cattedre in svariate Accademie d’Arte Drammatica e Conservatori Teatrali. Doppia magistralmente Gerard Depardieu, Cristopher Reeve, Michael Keaton, Jeremy Irons, Kurt Russel, Kevin Pollak, Kevin Costner, solo per citarne alcuni poiché la lista è davvero lunga. Direttore di decine di festival lo è stato anche per il Teatro Savoia di Campobasso. Nel 2018 viene riconosciuto migliore attore. Una carriera che inizia con migliaia di puntate di “ Vivere “ la soap opera nella quale, magistralmente, ha interpretato il commissario Leone. Poi un crescendo in teatro, cinema, televisione. << Sono a Palermo ma mai smetto di sognare, anche se dormo poco e male, un Molise più vero, quello che ti abbraccia in una morsa d’acciaio e non ti lascia scappar via>>, continua non nascondendo quel brivido di emozione da gran attore . Tornando sul premio si dichiara ancor più entusiasta poiché, essere premiato insieme a Paola Quattrini, ad Aldo, Giovanni e Giacomo, a Pierferdinando Favino, a Lorella Cuccarini, Helen Mirren, e tanti altri, da un importante significato al lavoro svolto per decenni e non senza difficoltà.

Saluta il Molise con una poesia di William Butler per l’occasione rivisitata:  << Avessi io ricamate vesti di cielo/ tessute con fili d’oro e d’argento/ e buie azzurre infinite vesti di luce di notte e di crepuscolo/ tutte vorrei distenderle sotto ai tuoi piedi/ ma poiché son povero/ ho disteso i miei sogni sotto i tuoi piedi/Cammina piano che calpesti i miei sogni>> e, prima di lasciarci sorridente saluta 

<< Il premio lo dedico a tutti i Molisani, anche perché non è solo mio ma, lo ritengo anche di tutti voi>>. 

Di seguito l’elenco completo dei riconoscimenti “  Premio Internazionale Flaiano “ per le varie categorie :

Sezione Cinema

  • Helen Mirren – Premio Internazionale Flaiano alla carriera
  • Aldo Giovanni e Giacomo – Premio alla carriera
  • Mario Martone e Ippolita Di Majo – Premio Sceneggiatura per il film “Il sindaco del rione Sanità”
  • Claudio Giovannesi – Premio Regia per il film “La paranza dei bambini”
  • Pierfrancesco Favino – Premio Interpretazione per il film “Hammamet”
  • Lunetta Savino – Premio Interpretazione per il film “Rosa”
  • Vincitore concorso “Flaiano opera prima e seconda”

Sezione Teatro

  • Paola Quattrini – Premio alla carriera
  • Edoardo Siravo – Premio alla carriera
  • Valerio Binasco – Premio Regia dello spettacolo “Rumori fuori scena”
  • Giulia Lazzarini – Premio Interpretazione nello spettacolo “Arsenico e vecchi merletti”
  • Daniele Pecci – Premio Interpretazione nello spettacolo “Un tram che si chiama desiderio”
  • Lorella Cuccarini – Premio al Musical (Grease, Turandot)
  • Alessandro Longobardi, direttore del Teatro Brancaccio – Premio Speciale per il grande lavoro di promozione del genere musical

Sezione Tv, Radio e Giornalismo

  • Alessandro Fabbri – Premio Sceneggiatura della fiction “Il processo”
  • Alberto Sironi – Premio Regia alla memoria per la serie Montalbano
  • Edoardo Leo – Premio Interpretazione nella serie “Ognuno è perfetto”
  • Vanessa Scalera – Premio Interpretazione nella serie “Imma Tataranni-Sostituto procuratore”
  • Massimo Bernardini – Premio miglior programma (Tv Talk)
  • Licia Colò – Premio miglior programma culturale “Eden – Un pianeta da salvare”
  • Luca Barbarossa – Premio Miglior programma radio “Radio2 Social Club”

Sezione Giornalismo

  • Carlo Verdelli – Premio alla carriera
  • Marzio Toniolo, fotogiornalista – Premio speciale

Sezione Letteratura

  • Javier Cercas Mena – Flaiano Internazionale di letteratura alla carriera

Premio Speciale Flaiano di Narrativa

  • Angelo Fabbrini – “La valigetta dell’accordatore”, Passigli Editore
  • Francesco Durante – “Camillo & Son, Vita e morte di due grandi giornalisti tra Italia e America”, Ed. Carabba

Sezione Italianistica

19° Premio Internazionale Flaiano di Italianistica – La Cultura italiana nel mondo

  • Natalie Cronh Schmitt – “Performing Commedia dell’Arte, 1570 – 1630” (Istituto Italiano di Cultura – Chicago)

Sangjin Park – “La Divina Commedia: l’epica cantata da Dante” (Istituto Italiano di CulturaCorea )”.