ACCADDE OGGI 9 LUGLIO - #ALMANACCO - Molise Web giornale online molisano

Accadde Oggi 9 luglio - #almanacco

Oggi 9 luglio la chiesa festeggia Sant’Agostino Zhao Rong 

1749 – L’insediamento navale di Halifax viene fondato come risposta britannica a Louisbourg
1789 – A Versailles, l’Assemblea Nazionale Costituente viene formata dall’Assemblea Nazionale Francese e inizia a stilare la Costituzione francese
1793 – L’Atto contro la schiavitù passa nell’alto Canada e l’importazione di schiavi dal basso Canada viene proibita
1850 – Il Presidente statunitense Zachary Taylor muore e Millard Fillmore diventa il 13º Presidente
1922 – Johnny Weissmuller nuota i 100 metri stile libero in 58,6 secondi, infrangendo il record mondiale e la “barriera del minuto”
1932 – Svizzera: alla conferenza di Losanna si stabilisce di condonare alla Germania i pagamenti dovuti per le riparazioni di guerra
1941 – A sostegno dell’Operazione Barbarossa, l’Italia invia in Unione Sovietica il CSIR
1942 – Olocausto: la famiglia di Anna Frank si nasconde nell’attico sopra l’ufficio del padre in un magazzino di Amsterdam
1948 – Italia: Vincenzo Cardarelli vince la seconda edizione del Premio Strega con il romanzo Villa Tarantola, pubblicato da Edizioni della Meridiana.
1978 – Sandro Pertini presta giuramento come settimo Presidente della Repubblica Italiana; è stato eletto l’8 luglio con 832 voti su 995
1997 – La licenza di pugile di Mike Tyson viene sospesa per almeno un anno ed egli viene multato 2001 – Cile: la Corte d’appello di Santiago del Cile stabilisce che Augusto Pinochet non è processabile temporaneamente per “moderata demenza”
2006 – A Berlino l’Italia batte la Francia per 6-4 dopo i calci di rigore nella finale dei Mondiali di calcio di Germania 2006 (1-1 dopo i tempi supplementari). È il quarto titolo mondiale conquistato dagli azzurri, ventiquattro anni dopo il precedente trionfo a Spagna ’82
2008 – Si verifica l’opposizione di Giove
2011 – Lo Stato del Sudan del Sud, o Sud Sudan, diventa ufficialmente indipendente
2015 – Gli AC/DC tengono un concerto all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola davanti a 92 000 persone, battendo diversi record.

Nati

Gianluca Vialli (1964)
O. J. Simpson (1947)
Adriano Panatta (1950)
Courtney Love (1964)
Tom Hanks (1956)
Roberto Gervaso (1937)

Morti

Rod Steiger (2002)
Edmund Burke (1797)

Oggi il ricordo va sicuramente a quell’estate 2006 quando l’Italia calcistica porta a casa ancora un titolo mondiale ma, nasce anche il nostro più grande tennista di sempre, Adriano Panatta. Ed ad egli che dedichiamo l’approfondimento dell’almanacco di oggi.

Adriano Panatta, uno dei più grandi talenti del tennis italiano, nasce a Roma il 9 Luglio 1950. Di umili origini, il padre era custode dei campi da tennis delle Tre Fontane, all'Eur. La vicinanza con in campi da tennis e con le reti gli permette di avere fin da subito una grande confidenza con lo sport che lo renderà famoso.

Fin da piccolo Panatta si esercita sui campi rossi del club ed impara ad eseguire le prime volée. Gli amici, per la verità un po' scettici di fronte a tanta passione, lo chiamavano all'epoca con il soprannome di Ascenzietto, vezzeggiativo mutuato dal nome del padre, Ascenzio.

Ben presto lo scetticismo dei famosi amici dovrà però essere rivisto e corretto. Tappa dopo tappa, vittoria dopo vittoria, la carriera di "Ascenzietto" prende slancio, fino a portarlo a guadagnare i primi posti della classifica nazionale. In particolare, la grande occasione per entrare nell'albo d'oro della storia del tennis si presenta ai Campionati Italiani Assoluti del 1970. Lo scontro frontale è con Nicola Pietrangeli, allora campione in carica e mostro sacro del tennis italiano. A dispetto di ogni previsione, Panatta esce vittorioso da un tale temibile confronto.

C'è da dire che ormai Panatta interpreta un tennis nuovo, giovane e moderno, regolato su nuove strategie tattiche e su di una grande dose di aggressività e voglia di emergere. Pietrangeli, invece, in qualche modo rappresentava una stagione senz'altro gloriosa ma ormai sulla soglia del tramonto, una tradizione intrisa di eleganza e "bel gioco". La conferma che il "nuovo che avanza" non poteva esser più fermato arriva l'anno successivo, quando Panatta si riconferma vincente sull'illustre avversario e dimostra di non essere un fuoco di paglia.

Dopo questo exploit così clamoroso, la strada di Adriano Panatta si presenta assai in salita, per il semplice fatto che, come sempre s?e in questi casi, il pubblico si aspetta un rendimento all'altezza delle aspettative. L'unico neo del campione è la sua proverbiale pigrizia, un difetto che spesso e volentieri ha costituito un handicap per una resa adeguata ai massimi livelli in cui giocava. Accanto a giocate di genio alternava periodi mediocri contrassegnati, secondo alcune voci maliziose, più da colpi di fortuna che di bravura. Inoltre, pur dotato di uno straordinario talento, non era supportato, secondo i critici sportivi da un fisico che ne fosse all'altezza.

Non dimentichiamo comunque che Panatta riuscì a battete tutti i più famosi tennisti della sua epoca a cominciare da Bjorn Borg che sconfisse per ben due volte al Roland Garros di Parigi.

Il suo successo internazionale più importante rimane proprio la vittoria dell'edizione 1976 del torneo francese.Il famoso tennista italiano è poi riuscito a restare sempre a galla e il nome di Panatta ha dominato le cronache sportive per tutti gli anni che lo hanno visto calcare i campi da gioco.

Il suo gioco era caratterizzato da un alto tasso tecnico, basato su un dritto micidiale e su di una battuta molto potente, senza contare la sua capacità di scendere in rete con volée di dritto e di rovescio impeccabili o di effettuare smorzate di grande raffinatezza. Il terreno di gioco su cui ottenne i migliori risultati era (sorprendentemente, visto il tipo di gioco), la terra battuta.

Il punto massimo toccato dalla sua carriera, in termini di successi riportati, furono indubbiamente la seconda metà degli anni settanta, con un vertice assoluto rappresentato dal 1976, anno in cui vinse la Coppa Davis con la squadra nazionale e gli Internazionali d'Italia. L'anno prima aveva raggiunto il podio nel torneo di Stoccolma. In seguito arrivò in finale nel 1978 sempre agli Internazionali (venne battuto da Bjorn Borg), vinse il Wct di Houston nel 1977, e due volte il torneo di Firenze (1975 e 1980). Nel 1979 raggiunse i quarti di finale a Wimbledon perdendo contro il carneade americano Pat Duprè. Quell'incontro fu l'unico match di tennis che abbia mai causato uno spostamento nella programmazione del TG1 delle otto di sera.

Nel 2009 scrive - con l'aiuto del giornalista Daniele Azzolini - e pubblica il suo primo libro, dal titolo "Più dritti che rovesci - Incontri, sogni e successi dentro e fuori dal campo" (Rizzoli), in cui racconta gli anni all'apice della sua carriera agonistica, curiosi aneddoti legati al mondo del tennis e le storie famigliari.