ACCADDE OGGI 10 LUGLIO - #ALMANACCO - Molise Web giornale online molisano

Accadde Oggi 10 luglio - #almanacco

Oggi 10 luglio la Chiesa festeggia Sant’Amalberga di Temse, vergine
138 – Roma: Antonino Pio è acclamato dal popolo Imperatore romano
1304 – Brucia la prima Loggia di Orsanmichele di Arnolfo di Cambio a Firenze
1778 – Rivoluzione americana: Luigi XVI di Francia dichiara guerra al Regno di Gran Bretagna
1850 – Millard Fillmore diventa 13º Presidente degli Stati Uniti
1900 – Parigi: nella II Olimpiade, Ray Ewry vince 3 ori olimpici nello stesso giorno nei salti da fermo (in alto, in lungo, triplo)
1902 – L’Italia firma un accordo con la Francia che impegna i due stati alla neutralità qualora uno di essi sia aggredito da un Paese terzo
1925 – Viene fondata l’agenzia di stampa ufficiale dell’Unione Sovietica, la TASS
Processo Scopes: A Dayton (Tennessee), inizia il cosiddetto “processo della scimmia”, con John T. Scopes, un giovane insegnante di scienze, accusato di insegnare la teorie dell’evoluzione, in violazione delle leggi dello Stato del Tennessee
1938 – Howard Hughes stabilisce un nuovo record, compiendo un volo di 91 ore attorno al mondo
1943 – Le truppe anglo-americane sbarcano in Sicilia. Dal Porto di Licata la JOSS Force USA, guidata da Truscott e comandata da Patton Sbarca 55 000 soldati e 14 000 veicoli[1].
1976 – Disastro diossina a Seveso
Omicidio del magistrato Vittorio Occorsio, a Roma, per mano del terrorista di Ordine Nuovo Pierluigi Concutelli
1985 – Dopo una valanga di proteste dovute al cambio della sua formula (vedi New Coke), la Coca-Cola reintroduce la vecchia formula
1991 – Boris Yeltsin inizia il suo periodo di 5 anni come presidente della Russia
1992 – A Miami, Florida, l’ex leader panamense Manuel Noriega viene condannato a 40 anni di prigione per traffico di droga
1997 – Londra, scienziati divulgano i risultati delle loro analisi del DNA di uno scheletro di Uomo di Neandertal, che sostengono la teorie dell’evoluzione umana fuori dall’Africa, collocando l’Era africana da 100.000 a 200.000 anni fa
1998 – La Diocesi di Dallas concorda di pagare 23,4 milioni di dollari a nove ex-chierichetti che sostennero di aver subito abusi sessuali dall’ex-prete Rudolph Kos
2000 – Nella Nigeria meridionale esplode una tubatura di un oleodotto uccidendo circa 250 persone che stavano derivandone fraudolentemente del gasolio
2002 – Ad un’asta di Sotheby’s, il dipinto Il massacro degli innocenti di Pieter Paul Rubens viene venduto per 49,5 milioni di sterline a Lord Thomson
2008 – Apple introduce l’App Store
2011 – Viene pubblicato l’ultimo numero del giornale News of the World
2016 – Il Portogallo si laurea Campione d’Europa battendo la Francia 1-0 dopo i tempi supplementari

Nati

Nikola Tesla (1856)
Michele Serra (1954)
Marcel Proust (1871)
Luciano Moggi (1937)
Jake Lamotta (1921)
Ronnie James Dio (1942)
Giorgio De Chirico (1888)
Arthur Ashe (1943)

Morti

Adriano (138)
Louis Daguerre (1851)

I disastri nella storia son stati innumerevoli e quasi sempre per mano dell’uomo. Oggi vi parleremo del disastro diossina di Seveso.

Il 10 luglio del 1976 si è verificato uno dei più gravi incidenti ambientali della storia italiana: una nube di diossina si è sprigionata dalla fabbrica di cosmetici dell’Icmesa a Seveso, in Brianza. La fabbrica produceva triclorofenolo, che sopra i 156 gradi si trasforma in 2,3,7,8-tetracloro-dibenzodiossina (Tcdd), una varietà di diossina particolarmente tossica. E quel giorno, per un incidente in un reattore, la temperatura era salita fino a 500 gradi.

 Così l’area circostante è stata contaminata dal Tcdd, che può causare tumori e danni gravi al sistema nervoso, a quello cardiocircolatorio, al fegato e ai reni. Inoltre riduce la fertilità e, nelle donne incinte, può provocare malformazioni al feto e aborti spontanei.

 Che la diossina sia una sostanza cancerogena è stato affermato anche dall’International Agency for Research on Cancer. Il Tcdd in particolare è pericoloso anche in piccole dosi, e la quantità totale fuoriuscita dalla fabbrica di Seveso, che secondo le prime informazioni era di soli 300 grammi, oggi è stimata intorno ai 15 o anche 18 chili.

 Gli effetti immediati sulla popolazione sono stati evidenti soprattutto da un punto di vista dermatologico: già dopo due giorni sono comparsi i primi casi di cloracne, una malattia di cui è documentata la correlazione con la diossina. Oggi in totale il numero di casi di cloracne è salito a 193.

 I dati epidemiologici sulla mortalità

Per valutare la mortalità a lungo termine legata alla diossina sono stati realizzati vari studi. Il primo copre gli anni fino al 1986, il secondo fino al 1991, il terzo arriva fino al 1996 e il quarto, che al momento è il più aggiornato, fino al 2001: copre quindi un periodo di 25 anni, ed è stato condotto sulla popolazione esposta alla diossina (divisa in zona A, zona B e zona R a seconda del grado di contaminazione della zona di abitazione) e su una popolazione di riferimento non esposta.

 Il programma di monitoraggio ha coinvolto circa 280.000 persone nell’area brianzola, di cui quasi 6.000 residenti nelle aree più colpite. La ricerca ha preso in esame il 99% di tutti i soggetti coinvolti.

 In base ai dati più recenti, il risultato più significativo riguarda l’incremento nelle zone più inquinate di neoplasie del tessuto linfatico ed emopoietico, in particolare per le donne: nella zona A (quella immediatamente intorno al luogo dell’incidente) il rate ratio è di 3,17, e nella zona B (quella più vasta intorno alla zona A) di 1,94. Il dato più alto riguarda i linfomi non-Hodgkin nella zona A (rate ratio di 4,45), mentre nella zona B il rate ratio per tutti i linfomi è di 2,14 e per i mielomi di 3,07. Fra gli uomini, l’unico dato in eccesso significativo riguarda la mortalità per leucemie, con un rate ratio di 2,07 nella zona B.

Gli effetti dell’incidente di Seveso però non si limitano ai tumori: nelle zone A e B sono stati osservati anche incrementi della mortalità per malattie circolatorie nei primi anni dopo l’incidente, di malattie croniche ostruttive dei polmoni e di diabete mellito fra le donne.

Lo studio quindi conferma il rischio tossico e carcinogenico dell’esposizione a Tcdd nell’uomo.

 Per saperne di più

L’epidemiologo Luigi Bisanti, che ha lavorato a Seveso negli anni immediatamente successivi all’incidente, racconta come in seguito all’incidente in Italia si sia arrivati alla nascita dell’epidemiologia e di una coscienza ambientalista. E soprattutto descrive come l’incidente ha segnato la vita di migliaia di persone. Per il piacere di leggerli, leggi “Mi ricordo Seveso” (pdf 72 kb), articolo pubblicato sul numero 22 di Janus, trimestrale di medical humanities e cultura medica.