Gemellini morti al Cardarelli, niente autopsia sui corpi dei piccoli. Asrem: "Sono state seguite tutte le linee guida"

"La signora è giunta in ospedale con un'infezione: i bambini purtroppo avevano sviluppato una sepsi". Queste le prime parole della direttrice sanitaria dell'Azienda sanitaria regionale del Molise (Asrem), Virginia Scafarto, in merito alla morte dei due gemelli avvenuta lo scorso 7 luglio, poche ore dopo il parto, all'ospedale Cardarelli di Campobasso.

La donna, secondo quanto rilevato dalle verifiche interne da parte dell'Asrem, sarebbe arrivata in ospedale già con la febbre. Dopo l'arrivo e il ricovero, la febbre è iniziata a salire, arrivando nel giro di poche ore fino ai 38 gradi; quindi, la giovane mamma è stata portata d'urgenza in sala operatoria per il parto cesareo. Qui, poi, si è consumata la tragedia già nota. I medici della Rianimazione hanno salvato la vita alla 34enne campobassana, grazie alle cure di terapia intensiva, in seguito al parto gemellare; i due piccoli, invece, sarebbero morti a causa di un'infezione fulminante, una sepsi causata da batterio di escherichia coli, contratta e trasmessa loro attraverso l'utero. Per i due gemellini non c'è stato nulla da fare: il batterio era stato trasmesso già prima del parto.

L'autorità sanitaria ha concluso in questi giorni l'audit, ossia l'audizione del personale sanitario presente al momento del parto. Sono stati ascoltati tutti medici, le ostetriche, le ferriste e i rianimatori che hanno avuto un ruolo nella vicenda. Non si esclude l'arrivo degli ispettori del Ministero della Salute, che ha ricevuto un esposto da parte della famiglia sull'accaduto e che dovrà ricostruire quanto successo il pomeriggio del 7 luglio, per fare chiarezza.

Nel frattempo, invece, va avanti l'indagine interna. Per ora la cartelle cliniche non sono state sequestrate nè, sembra, sarà disposta l'autopsia sui corpicini dei due gemellini. In base agli elementi raccolti, infatti, sembrerebbe che "il percorso clinico è stato seguito secondo le linee guida, non abbiamo riscontrato problematiche dal punto di vista assistenziale", come dichiara la Scafarto.
"C'è stata una complicanza nella gestione di questa situazione - ha detto il direttore generale dell'Azienda sanitaria, Oreste Florenzano - c'era la necessità di dare assistenza alla partoriente e si è dovuto intervenire chirurgicamente, poi si è verificata anche l'altra situazione. Esprimiamo profondo cordoglio alla famiglia, sono fatti che nessuno vorrebbe vivere".

La giovane mamma riceverà il supporto di psicologi ed esperti per provare a superare il dramma.

di Mariagrazia Staffieri