Decreto semplificazione, la preoccupazione del PRC

Il cosiddetto decreto semplificazioni del 6  luglio u.s.,  emanato dal Governo Nazionale, tra i 4 ambiti principali di intervento ci preoccupa molto, come Rifondazione Comunista SE , la parte riguardante “semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia”  e cioè Contratti pubblici ed edilizia

Il Governo vara il decreto semplificazioni. Via libera “salvo intese” allo sblocco dei cantieri:130 opere di cui 36 con commissario straordinario. Stravolto il Codice degli appalti: Gran parte dei lavori riguardano nuove autostrade.  Ma al primo posto c’è la Tav Torino-Lione.

Per i contratti pubblici viene prevista una disciplina transitoria, fino al 31 luglio 2021, per gli affidamenti dei lavori, servizi e forniture.

Le due novità più importanti sono:

  • l’affidamento diretto per prestazioni di importo inferiore a 150.000 euro;
  • una procedura negoziata, senza bando, previa consultazione di un numero di operatori variabile sulla base dell’importo complessivo, per tutte le prestazioni di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria.

L’aggiudicazione o l’individuazione definitiva del contraente deve avvenire entro due mesi, aumentati a quattro in specifici casi.

Si semplificano inoltre le procedure per accelerare i tempi di intervento e si uniformano le procedure di nomina dei Commissari straordinari per le opere di maggiore complessità o più rilevanti per il tessuto economico, sociale e produttivo.

La semplificazione dell’edilizia prevede diverse modifiche, tra le quali la semplificazioni degli interventi di demolizione e ricostruzione e delle procedure di modifica dei prospetti degli edifici.

IN VIA TRANSITORIA, il governo ha deciso che non ci saranno gare, ma solo affidamenti diretti senza bando per appalti inferiori a 150 mila euro. Per gli appalti fino a 5 milioni di euro non ci sarà un bando, anche se la gara sarà negoziata tra un ristretto numero di imprese. Per appalti sopra i 5 milioni la gara ci sarà ,ma con un’ abbreviazione dei termini, tranne nei casi in cui sarà apposta la “causala Covid”. Allora si andrà avanti con una procedura negoziata e con inviti alle imprese. Sempre per dodici mesi il governo ha deciso che i funzionari pubblici non avranno più la “paura della firma” perché il decreto ha limitato la loro responsabilità per danno erariale alo solo dolo, ma resta invariata  sulle omissioni in atti d’ufficio.

A Noi come Rifondazione Comunista SE, ci preoccupa (e non poco)  lo stravolgimento del  Codice degli appalti del 2016,il  quale nuovo codice è stato emanato dal Governo solo 4 anni fa con  (decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50) dopo anni di trattative con le parti sociali. Il nuovo codice degli appalti  voluto fortemente dalla categoria degli edili della CGIL, avversato fortemente dall’ANCE (costruttori edili di confindustria) è stato ottenuto anche grazie alla mobilitazione dei lavoratori con manifestazioni e cortei a Roma e in varie parti d’Italia da parte degli addetti all’edilizia, per combattere, solo per fare qualche esempio,  gli estremi ribassi nelle gare di appalto e per i subappalti che si concedevano  senza nessuna regole che non servivano altro che a facilitare le infiltrazioni  malavitose negli appalti e nelle forniture con grossi introiti di quest’ultime a totale discapito dei lavoratori dei subappalti e delle forniture. Lavoratori dei subappalti per più delle volte sfruttati e mal pagati anche perché costretti a lavorare in situazioni di disagio dovuto anche alla grave ultima crisi del settore intervenuto a partire dal 2008.   E’ inaccettabile che viene stravolto da un governo cosiddetto “giallorosso” un “decente” codice degli appalti emanato appena 4 anni orsono dopo anni di lotte dei lavoratori e del sindacato.Anche l’ANAC ha espresso preoccupazione per lo stravolgimento del codice degli appalti per le motivazioni sopra espresse. 

l’affidamento diretto per prestazioni di importo inferiore a 150.000 euro;e con  procedura negoziata, senza bando, previa consultazione di un numero di operatori variabile sulla base dell’importo complessivo, per tutte le prestazioni di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, significa gravemente in questo caso affidare i lavori in particolar modo quelli inferiori a 150.000 (rifacimento delle strade ,pavimentazione, piccoli lavori di messa in sicurezza) a Ditte amiche o amiche degli amici  in modo clientelare venendo meno a un principio fondamentale costituzionale di capacità e organizzazione aziendali tali da garantire la tutela  fisica e retributiva dei lavoratori in quanto con l’affidamento diretto dei lavori gli enti appaltanti non guarderanno i requisiti sopra descritte delle Imprese, ma solo requisiti clientelari ed elettoralistici.

Anche la normativa che prevede che  per gli appalti fino a 5 milioni di euro non ci sarà un bando, anche se la gara sarà negoziata tra un ristretto numero di imprese. Per appalti sopra i 5 milioni la gara ci sarà ,ma con un’ abbreviazione dei termini, tranne nei casi in cui sarà apposta la “causala Covid”,sarà devastante al diritto di trasparenza per i cittadini e i contribuenti ma sarà ulteriore  terreno fertile per il malcostume delle tangenti  e per le  infiltrazioni malavitosi, normativa aggravata ancora di più dalla non punibilità sempre  per dodici mesi che il  governo ha deciso per i  funzionari pubblici che secondo l’esecutivo non avranno più la “paura della firma” perché il decreto ha limitato la loro responsabilità per danno erariale.

In questo caso il potere dei funzionari pubblici aumenterà ulteriormente a dismisura  e avranno ancora più mano libera nel dirottare  un’ appalto verso Imprese compiacenti con   le varie  amministrazioni in carica ,visto che a funzionari pubblici e a capi settore vengono nominati uomini di fiducia dei Sindaci, dei Presidente di Regione e di Province, dei Ministri ecc. ecc. 

E’ da esempio l’appalto per 5 milioni di euro  del “Tunnel di Termoli”, la quale  proceduta di affidamento dei lavori è risultato (dietro opposizione dell’associazione “NO Tunnel”)  in molte parti  illegittimo, nonostante il “decente” Codice degli appalti  del 2016. Con le normative attuali comunque l’associazione “NO Tunnel di Termoli” ha potuto opporre opposizione al TAR contro la costruzione di tale struttura al centro di Termoli e il Tar ha accolto il ricorso bloccando i lavori (come sappiamo). Con lo stravolgimento del Codice degli appalti del 2016 che darà pieno poteri al RUP (responsabile unico del procedimento)  e ai funzionari pubblici e ai commissari straordinari che verranno nominati, riteniamo che non si possa fare più opposizione al TAR ad eventuali grandi opere dannosi e devastanti per lo sviluppo dei territori dove  verranno costruiti. Tutto questo comporterà grave imbavagliamento per i cittadini che non potranno più opporsi ad eventuali costruzione di “grandi scempi” utili solo a sconvolgere l’equilibrio ambientale e territoriale.

Per la costruzione di 36 grandi opere (su 130 individuati dal decreto semplificazioni), verranno nominati i commissari straordinari, i quali avranno pieni poteri in quanto  per il tempo necessario alla realizzazione,  queste 36 grandi opere verranno considerati alle stregua dei servizi pubblici essenziali e cioè i lavoratori addetti a tali costruzioni saranno paragonati ai lavoratori ospedalieri, della scuola e via dicendo. I lavoratori impegnati nella costruzione di quelle opere commissariate non potranno fare neanche sciopero in caso si presentasse la necessità di scioperare :per degli eventuali gravi incidenti (eventi molto spesso ricorrenti in edilizia); per eccessivi carichi e turni disagiati di lavoro eventualmente imposti;  e via cosi discorrendo. I lavoratori prima di fare eventualmente sciopero  dovranno preavvisare il garante per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali 15 giorni prima - come gli ospedalieri- e per il nostro partito la cosa sarebbe fuori da ogni logica di tutela delle libertà sindacali e determinazione dei lavoratori sancito dalla costituzione in quanto per l’appunto non si tratterebbe  di servizi pubblici essenziali, ma di normali costruzioni edili.  

Come partito comunista ci preoccupa moltissimo anche la semplificazione dell’edilizia che  prevede diverse modifiche, tra le quali la semplificazioni degli interventi di demolizione e ricostruzione e delle procedure di modifica dei prospetti degli edifici. 

Tutto questo potrebbe significare: modifiche indiscriminati delle abitazioni nei nostri tutelati centri storici; demolizione e ricostruzione di interi palazzi peggiorando fortemente il già precario equilibrio ambientale e abitativo di interi quartieri nelle nostre città.

Tutto questo potrebbe anche aggravare la fragilità antisismica delle abitazioni in un Italia in grandissima parte a forte rischio sismico come del resto dimostrano i devastanti terremoti che quasi con cadenza annuale devastano l’Italia e anche il nostro Molise. 

Per tutto questi gravi rischi per il nostro paese in termini: di tutela della  democrazia; di tutele del territorio e dell’ambiente; di tutele dei lavoratori sia in termini di salute che in termini salariali e contrattuali, urge fortemente  una mobilitazione dei lavoratori e uno sciopero generale