Venezuelani positivi: si amplia la lista contatti, ma i frati di Sant'Antonio di Padova rassicurano

Si interrompe nuovamente la catena dell'immunità in Molise: dopo ben 9 giorni senza contagi da Covid-19, nella giornata di ieri, martedì 21 luglio, sono stati rilevati tre nuovi positivi. Si tratta di due ragazzi e uno dei loro genitori, tutti venezuelani, arrivati nel capoluogo molisano circa 15 giorni fa dalla Serbia, in occasione di un percorso religioso. Il genitore e i due figli, tutti e tre asintomatici, alloggiano insieme all'altro genitore e ad un terzo figlio (risultati negativi al tampone) nel convento annesso alla parrocchia di Sant'Antonio di Padova.

In seguito alla diffusione delle prime notizie circolate in rete, il popolo social ha dato libero sfogo a rabbia, timori e preoccupazioni per un eventuale allargamento dei contagi, dovuto a possibili contatti da parte dei tre venezuelani, soprattutto nell'ambiente ecclesiastico. L'Asrem, dunque, è immediatamente intervenuta, ricostruendo la lista delle persone con cui i due giovani e il genitore sarebbero venuti a contatto, e avviando i tamponi. 

Tuttavia, la paura non sembra placarsi: l'allarme è arrivato fino a Ferrazzano, in quanto uno dei figli della coppia avrebbe frequentato una struttura per un campus estivo, chiuso questa mattina per sicurezza e per le operazioni di sanificazione. L'Asrem, a tal proposito, ha ricevuto da parte del gestore del campus i nominativi dei bambini che vi partecipavano, per effettuare eventuali altri controlli.

Nel frattempo, la preoccupazione sale anche in merito alla chiesa di Sant'Antonio di Padova, laddove il parroco ha tenuto a sottolineare, attraverso una missiva ai fedeli, che i tre componenti della famiglia non sarebbero stati a contatto con nessun parrocchiano, né avrebbero occupato la chiesa (che viene in ogni caso sanificata al termine di ogni celebrazione). "C’è un’organizzazione di volontari, i quali ad ogni Messa garantiscono la pulizia ed il rispetto delle norme per contrastare il Coronavirus. - scrivono nella missiva - Proprio domenica scorsa, infatti, di fronte ad un giovane che non voleva indossare la mascherina, un nostro volontario, preposto all’accoglienza, si è mostrato deciso a far rispettare le regole, chiamando la Polizia perché mostrava una certa sofferenza nell’indossarla".

I frati della parrocchia concludono invitando a non diffondere allarmismi ed a stare sereni.

di Mariagrazia Staffieri