Cluster venezuelano, si ipotizza epidemia colposa

Il neo cluster venezuelano, secondo i dati dell'Asrem di ieri, sale a diciassette positivi. Tra questi undici sono venezuelani, sei sono molisani entrati in contatto con loro tramite la parrocchia di Sant'Antonio di Padova dove hanno alloggiato.

In queste ultime ore l'Asrem sta tenendo sotto controllo proprio la parrocchia conducendo un'indagine epidemiologica per risalire ai contatti.

Inizialmente si pensava che i venezuelani, all'arrivo in Molise, non si fossero autodenunciati invece questa notizia è stata smentita da i diretti interessati i quali hanno dichiarato che, due giorni dopo il loro arrivo, si sono recati presso la Questura del capoluogo. Resta però il dubbio sul perché abbiano violato la quarantena obbligatoria poiché provenienti da Paese fuori dall'UE.

Sicuramente, più di qualcosa è andato storto e diversi sono i dubbi che investono questa storia. Secondo le ultime disposizioni la famiglia era tenuta a rispettare l'isolamento fiduciario e avvertire l'Asrem che a sua volta si sarebbe dovuta occupare del controllo degli stessi. È accaduto che la famiglia ha avvisato soltanto la Questura e, un giorno prima di effettuare i tamponi, è stata avvisata anche l'azienda sanitaria.

Il punto cruciale è che uno dei figli della coppia ha frequentato il campus presso il centro sportivo di Ferrazzano ma, fortunatamente, come precedentemente detto i tamponi effettuati sui bambini e sugli operatori sono risultati tutti negativi.

La vicenda è ora affidata alla Polizia Giudiziaria che deciderà, a seguito delle indagini, se aprire un fascicolo per il reato di violazione di quarantena, sebbene questa preveda soltanto sanzioni amministrative. L'ipotesi è quella di reato per epidemia colposa a carico di coloro che hanno organizzato l'arrivo della famiglia in città.