Accadde Oggi 28 luglio - #almanacco

Oggi 28 luglio la Chiesa festeggia Sant’Acacio di Mileto, martire

1794 – Parigi: Maximilien Robespierre viene ghigliottinato (cfr. Rivoluzione francese)
Parigi: Louis Antoine de Saint-Just viene ghigliottinato (cfr. Rivoluzione francese)
1866 – L’Atto metrico del 1866 diventa legge e legalizza la standardizzazione di pesi e misure negli Stati Uniti
1904 – Roma: inaugurazione della Sinagoga, il Tempio Maggiore
1914 – Scoppia la prima guerra mondiale: l’Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia, dopo che questa non è riuscita a rispettare tutte le condizioni dell’ultimatum del 23 luglio, posto dall’Austria-Ungheria a seguito dell’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinandoper mano del nazionalista serbo Gavrilo Princip.
1932 – Il presidente statunitense Herbert Hoover ordina all’Esercito statunitense di sfrattare con la forza la Bonus Army di veterani della prima guerra mondiale, radunata a Washington
1943 – Bari: un reparto dell’esercito schierato a protezione della sede del Partito Nazionale Fascista, spara sui manifestanti che festeggiano la caduta del Fascismo: 20 morti
il Partito Fascista Sammarinese si scioglie e vengono convocate nuove elezioni. Fine del Fascismo a San Marino
1944 – Follo: In seguito ad una rappresaglia nazifascista il vecchio centro storico del paese di Follo Castello viene dato alle fiamme perché ritenuto covo dei partigiani, causando la morte di due persone.
1945 – New York: un bombardiere B-25 Mitchell si schianta tra il 79º e l’80º piano dell’Empire State Building causando 14 vittime
1965 – Guerra del Vietnam: il presidente statunitense Lyndon B. Johnson annuncia il suo ordine di incrementare il numero di truppe statunitensi nel Vietnam del Sud da 75.000 a 125.000
1976 – La Corte Costituzionale sancisce l’illegalità del monopolio Rai. Inizia così l’epoca delle cosiddette TV private, che cambierà il panorama mediatico italiano
Un terremoto di magnitudo compresa tra 7,8 e 8,2 rade al suolo Tangshan in Cina, uccidendo 242.769 persone e ferendone 164.851
1984 – Cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Los Angeles
1985 – La mafia uccide il commissario della squadra mobile di Palermo, Beppe Montana.
1987 – Alle 7:23 una frana di enormi dimensioni dovuta alle insistenti piogge (alluvione della Valtellina) travolge drammaticamente i paesi di Sant’Antonio Morignone e di Aquilone in Valtellina spazzandoli via e provocando morti e dispersi
1995 – La Network Solutions annuncia una nuova politica per aiutare le compagnie a proteggere i propri marchi registrati su Internet
1996 – L’Uomo di Kennewick, i resti di un uomo preistorico, vengono scoperti nei pressi di Kennewick (Washington)
1998 – Scandalo Lewinsky: L’ex-stagista della Casa Bianca, Monica Lewinsky riceve l’immunità in cambio della sua testimonianza di fronte al gran giurì, circa le sue relazioni con il presidente Bill Clinton
2007 – Hylands Park: Cerimonia di Apertura al 21 Jamboree Mondiale Degli Scout, svoltosi ad Hyland Park, Chelmsford. Partecipanti: 40000 provenienti da 158 paesi diversi.
2010 – Herat, due militari Italiani del corpo del genio muoiono a causa di un dispositivo IED.
Islamabad, muoiono 152 persone nello schianto di un Airbus A321.
2013 – Strage del viadotto Acqualonga: un pullman carico di turisti precipita da un viadotto della A16 causando 40 morti; è il sinistro stradale il più grave avvenuto in Italia.
2017 – Il primo ministro del Pakistan Nawaz Sharif viene rimosso dal suo incarico dalla corte suprema del Pakistan con l’accusa di corruzione

Giornata europea di sensibilizzazione contro gli incendi boschivi, in memoria di tutte le vittime cadute nella lotta al fuoco e in ricordo dell’incendio di Curraggia a Tempio Pausania (1983)

Nati

Hugo Chàvez (1954)
Marcel Duchamp (1887)
Alexis Tsipras (1974)
Beatrix Potter (1866)
Karl Popper (1902)
Riccardo Muti (1941)
Jacqueline Kennedy (1929)

Morti

Johann Sebastian Bach (1750)
Giuseppe Bonaparte (1844)
Carlo Alberto di Savoia (1849)
Maximilien De Robespierre (1794)
Tiziano Terzani (2004)
Antonio Vivaldi (1741)

Indelebile il ricordo di un disastro annunciato. Ne parliamo oggi.

L'alluvione della Valtellina è una serie di disastri e di tragedie naturali che si successero tra il 18 e il 28 luglio del 1987 in Valtellina nella provincia di Sondrio. I comuni protagonisti furono quelli di Valdisotto e Tartano, che furono interessati da un violento nubifragio che causò tragiche inondazioni, frane e colate di fango che provocarono 53 morti, migliaia di sfollati e danni per circa 4000 miliardi di lire (ovvero circa 2 miliardi di euro

A metà luglio 1987 dalle latitudini artiche una grande massa d'aria fredda scese verso l'arco alpino, sul quale si trovava una massa d'aria molto calda e umida. La pressione si abbassò bruscamente, ma le temperature rimasero elevate (lo zero termico fu registrato a 4000 metri). Dopo un periodo di forti piogge, che interessarono tanto il fondovalle come i ghiacciai più alti, il 18 luglio alle 17.30 nel paese di Tartano un'enorme massa d'acqua e fango si abbatté sul condominio La Quiete tranciandolo a metà.

L'evento interessò anche la strada sottostante e l'albergo Gran Baita, dove persero la vita 11 turisti. Lo stesso giorno, il fiume Adda ruppe l'argine settentrionale poco a ovest di San Pietro di Berbenno, allagandolo e coinvolgendo anche ArdennoFusineSelvetta e Cedrasco. Il fatto causò l'interruzione dei collegamenti stradali e ferroviari con la parte orientale della Provincia di Sondrio, molte persone vennero sfollate dalle loro case.

Nel capoluogo di Sondrio, il torrente Mallero fu sul punto di straripare, così come il torrente Bitto a Morbegno, mentre il fiume Adda straripò allagando tutto il fondo valle nella zona industriale tra i comuni di Talamona e Morbegno. Fu evacuato l'abitato di Torre di Santa Maria, dove il torrente Torreggio travolse parecchie abitazioni, e all'imbocco dell'alta Valtellina i paesi di Chiuro e Sondalo. Anche i collegamenti con la Svizzera furono interrotti: la dogana di Piattamala era difatti completamente inagibile. Lunedì 20 luglio la Strada statale 38 dello Stelvio e la linea ferroviaria risultarono ancora interrotte, poiché le acque del lago creato dallo straripamento dell'Adda ad Ardenno defluivano lentamente; la Valtellina, sebbene ancora isolata, non era più soggetta al pericolo.

Tra il 18 e il 28 luglio l'emergenza si era spostata dalla bassa all'alta Valtellina. A monte della strozzatura del ponte del Diavolo, fra le Prese, a sud, e Cepina, a nord, il versante montuoso diede alcuni segnali di cedimento: sull'alto versante montuoso della Val Pola, che si stende ai piedi del monte Zandila, si notarono delle fenditure. La maggiore era lunga circa 100 metri e larga una ventina. Il segnale era allarmante e, dopo un sopralluogo dei geologi, la zona venne dichiarata pericolosa e chiusa.

Alle 7.18 del 28 luglio una frana si staccò dal monte Zandila (nota anche, ma impropriamente, come frana del Pizzo Coppetto, una montagna di 3066 m. d'altezza). Quaranta milioni di metri cubi di materiale precipitano a valle travolgendo e distruggendo completamente gli abitati di Sant'Antonio Morignone e Aquilone (frazioni di Valdisotto). Fortunatamente i paesi erano stati evacuati precedentemente e ciò salvò la maggior parte della popolazione; venne invece travolta dalla frana una squadra di sette operai che era giunta in paese per svolgere i lavori di ripristino della strada statale 38 e alcuni abitanti della frazione di Aquilone, non evacuati perché ritenuti erroneamente fuori pericolo. Nessuno aveva previsto lo spostamento d'aria dovuto alla frana che risalì per alcune centinaia di metri la sponda opposta della montagna e costò la vita a 35 persone.

L'emergenza per l'alta Valtellina non finì a questo punto, in quanto i detriti dell'enorme movimento franoso crearono uno sbarramento alto 50 metri e bloccarono il normale flusso del fiume Adda verso Tirano a sud. Si creò così un bacino naturale che incombeva su tutta la valle sottostante. Il livello della acque del lago salì mediamente di 2 cm all'ora; si ebbero 60 giorni di tempo per trovare una soluzione che evitasse la tracimazione o persino il crollo dell'argine.

Durante il mese di agosto gli esperti misero sotto controllo il lago drenando parte dell'acqua che si accumulava nell'invaso tramite gallerie di by-pass. Tuttavia a fine agosto le piogge ripresero con forte intensità, il livello delle acque del lago crebbe di 20 cm l'ora e la situazione divenne nuovamente grave. Si rese urgente un intervento sul corpo della frana per creare un nuovo alveo per il deflusso del fiume Adda e la tracimazione controllata del bacino. Vi furono aspre controversie tra chi giudicava la tracimazione controllata l'unica soluzione e chi paventava i possibili rischi di un ulteriore e peggiore disastro se il fronte della frana avesse ceduto. In questo frangente il ministro Remo Gaspari risolse la questione autorizzando, sotto la propria personale responsabilità politica, la tracimazione controllata delle acque del fiume Adda.

Alle 22 di sabato 29 agosto i geologi Maione, Presbitero e l'ingegnere geotecnico Pietro Lunardi (futuro ministro di uno dei governi Berlusconi) presero una decisione drastica: l'evacuazione di tutti i centri abitati nei pressi del corso dell'Adda, da Sondalo a Sondrio, prima di procedere alla tracimazione preventiva. Il giorno seguente, domenica 30 agosto, si preparò il nuovo alveo, scavando una breccia sul fronte della frana e si cominciò far defluire a valle l'acqua accumulata, al ritmo di 40 metri cubi al secondo. In seguito gli evacuati rientrarono nelle proprie case e nei giorni successivi il lago venne totalmente svuotato, mentre l'Adda si adattò al nuovo corso. Contemporaneamente a questi avvenimenti, la Regione Lombardia decise di agire anche sul piano del monitoraggio installando un sistema di 14 stazioni in grado di mantenere costantemente controllata l'evoluzione della situazione. Dopo quasi due mesi l'emergenza si concluse.

Vi furono critiche su come l'emergenza fu affrontata dal nuovo governo di Giovanni Goria.

Le critiche si appuntarono in particolare sul nuovo ministro della Protezione civile Remo Gaspari nominato il 28 luglio, in piena crisi valtellinese, in sostituzione di Zamberletti, titolare del ministero per alcuni governi e con lunga esperienza di gestione di catastrofi nazionali; Gaspari, come del resto la maggior parte dei ministri, essendo un politico, non poteva avere una competenza specifica nel campo della protezione civile e si era ritrovato a quel ministero in seguito alla distribuzione di incarichi bilanciata fra le correnti politiche del nuovo governo. Comunque, l'esecutivo sospese le tasse in Valtellina ed esonerò dal servizio militare tutti i giovani valtellinesi.

Il 2 maggio 1990 il Parlamento Italiano emanò la legge n.102/90 (più nota come Legge Valtellina) in cui si deliberava di destinare una somma di 2400 miliardi di lire nel sessennio 1989-1994 per il riassetto e il monitoraggio idro-geologico, la ricostruzione e lo sviluppo dei comuni della provincia di Sondrio e della adiacenti zone delle province di BergamoComo e Brescia.